DORGU. «Ha le stigmate del campione. Non gli manca nulla».
VLHAOVIC. Ā Ā«Ogni tanto mi manda ancora una maglia, qualche messaggio, ma ĆØ giusto e normale cosƬ. Ricordo la prima volta che l’ho visto, ero andato a vedere il Partizan per Milenkovic, ma quando fecero entrare āsto ragazzino me ne innamorai, aveva fisicitĆ , destrezza, una qualitĆ insolita per un attaccante con quelle misure. E senso del gol. Chi sa segnare segna sempre. Agii dāanticipo, lo volevano in tanti. I genitori mantennero la parola e con lui riempii lāultimo posto a disposizione per lāextracomunitario, naturalmente dopo averlo lasciato sei mesi in prestito per farlo diventare maggiorenneĀ».
ĀSMART WORKING. Ā«Limito la dispersione di denaro e energie. Ne ho uno per la prima squadra e uno per il settore giovanile. Pochi, ma buoni. Fabrizio Bertuzzo, pavese, con me da dodici anni, e Fabio Piluso, calabrese, che ĆØ qui da tre. Ragazzi meravigliosi che mi sopportano e supportanoĀ».
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E basta Con DORGU! Abbiamo capito che sei stato Bravo! Ma tutti i PACCHI in 3 ANNI presi? Alcuni spariti pure dal Radar – Vogliamo parlarne? Quando Vuoi!!!