Salvezza-bis, due esoneri e più biglietti verso la storia: il 2024 memorabile del Lecce

Il 2024 ha dato ai giallorossi la seconda permanenza in A. Il progetto di crescita sostenibile ha prodotto il percorso verso il nuovo Via del Mare e il centro sportivo di proprietà.

L’anno solare 2024 che si chiuderà alla mezzanotte di oggi resterà nella memoria dei tifosi come un altro grande anno fatto di emozioni sportive nell’ultracentenaria storia del club del capoluogo salentino. Il Lecce ha mantenuto il grande patrimonio della Serie A, per la prima volta dando il via alla festa senza giocare. Nella tarda serata dell’11 maggio, il Lecce ha suggellato la salvezza dal divano, con due giornate d’anticipo, grazie al successo del Milan sul Cagliari nell’anticipo di sabato della 35°giornata.

La seconda salvezza dell’era Sticchi Damiani è arrivata grazie al lavoro di restaurazione di Luca Gotti, chiamato a sostituire D’Aversa dopo la scellerata testata ad Henry dopo la sconfitta interna con il Verona. Il tecnico veneto ha portato in porto la nave giallorossa, ringraziando anche il predecessore per i meriti avuti. La seconda gioia in A ha iscritto nella storia il presidente Sticchi Damiani e la direzione sportiva del secondo corso di Pantaleo Corvino. Il Lecce ha eguagliato il bis di salvezze raggiunto nelle ere Iurlano e Semeraro e staccato il biglietto per la storia: se sarà ancora salvezza nel 2025 i salentini, per la prima volta in assoluto, disputeranno quattro campionati consecutivi in Serie A.

L’US Lecce sta giocando egregiamente anche sul lato societario. I conti in ordine continuano ad essere un mantra del lavoro quotidiano in via Costadura. Nel 2024 il Lecce ha presentato, in estate, e, a novembre, iniziato i lavori per il centro sportivo di proprietà a Martignano, un patrimonio che porterà punti in classifica come un calciatore. Di pari passo, nel 2025 inizieranno i lavori di ristrutturazione dello stadio Via del Mare che, in occasione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, sarà (con tempi da definire) anche interamente coperto. Strutture e lavori che resteranno in eredità anche alle future generazioni di tifosi del Lecce.

Nel 2024, il Lecce ha iniziato con il calo del Lecce di D’Aversa. Dopo il pari con il Cagliari (1-1, Gendrey) dell’Epifania, tre sconfitte hanno preceduto l’emozionante e a tratti assurdo match vinto contro la Fiorentina. Nella notte del freddo venerdì 2 febbraio è brillata per la prima volta la stella di Patrick Dorgu, in gol per il definitivo 3-2. Il successo non ha cambiato il trend calante dei giallorossi, fragili difensivamente e non pungenti davanti. Il 10 marzo, l’esperienza di D’Aversa è giunta al capolinea dopo l’ormai noto gesto. Al suo posto, Corvino ha scelto Luca Gotti, conosciuto a Bologna da vice di Donadoni. Salernitana-Lecce 0-1 è stato il debutto vincente di Gotti in un match al cardiopalma, aperto dall’autorete di Gyomber su guizzo di Krstovic e sormontato dalle parate di Falcone.

La prima, e più importante, crescita inserita da Gotti è la solidità difensiva. Fatta eccezione per il 3-0 subito a San Siro contro il Milan, il Lecce mantiene la porta inviolata per quattro partite su cinque. Le ultime due di queste sono le vittorie che segnano il punto di non ritorno della missione salvezza. Il 13 aprile, nel giorno in cui Sant’Oronzo torna a vegliare sulla città dall’alto della colonna in piazza, Pierotti ruba il pallone a Walukiewicz e acciuffa i tre punti vistati dal tap-in di Sansone. Il 21/04, una marea colora di giallorosso il Mapei Stadium: Lecce batte Sassuolo a domicilio 0-3. Gendrey e Dorgu segnano sotto il settore salentino e Piccoli arrotonda un punteggio che sarebbe potuto essere anche più ampio. Sarebbe quasi salvezza matematica contro il Monza, ma dopo l’eurogol di Krstovic, Venuti tocca di mano in area e Pessina trasforma 1-1. Vittoria definitiva sfiorata anche contro la diretta concorrente Cagliari, che a sua volta festeggerà anche a Reggio Emilia. Dopo l’1-1 segnato da Krstovic, Blin coglie la traversa. Sei giorni dopo, sarà salvezza dal divano.

Durante l’estate si susseguono le voci su Dorgu, ma la potenziale futura più grande plusvalenza della storia del Lecce sarà rinviata. Il saldo del calciomercato è in attivo. Le vendite sono Pongracic (Fiorentina), Gendrey (Hoffenheim) e Blin (Palermo) più Smajlovic, Venuti, Listkowski e i prestiti Touba, Almqvist e Piccoli. Gaspar e Guilbert sono i nuovi titolari, Coulibaly e Pierret ritoccano il centrocampo, orfano di Gonzalez a seguito di un problema al cuore, Fruchtl si affianca a Falcone, e a fine agosto l’attacco, oltre a Morente e Hasa, accoglie Rebic, colpo all’improvviso messo a segno da Corvino dopo la stagione negativa al Besiktas. In difesa c’è anche Bonifazi, mentre Maleh, dopo la preparazione estiva con Gotti, ritorna all’Empoli.

La vittoria contro il Cagliari (1-0, Krstovic) dona sorrisi dopo un avvio difficile e, nonostante il problema realizzativo di quello che a fine anno sarà il peggior attacco della Serie A, lo 0-0 col Torino suona come una ritrovata fiducia. Lecce-Parma 2-2 è il punto di svolta, in negativo di Luca Gotti. L’undici in campo fallisce le occasioni per il 3-0 e si fa rimontare in una manciata di minuti dai ducali nei minuti di recupero. In campo (e nello spogliatoio?) c’è nervosismo, Ramadani manda platealmente a quel paese Gotti nove giorni dopo la conferenza stampa in cui Gallo dice chiaramente che “questo è il mio ultimo anno al Lecce”. La sconfitta in Coppa Italia contro il Sassuolo, in un Via del Mare riempito da giovanissimi, è l’appendice nera della mancata vittoria con il Parma.

Gotti non riuscirà più a trovare il bandolo della matassa. In sette partite arrivano solo 4 punti (1-0 al Verona con gol di Dorgu dopo due reti annullate dal Var), il computo delle reti dice 13 subite e 2 fatte. L’1-1 con l’Empoli (pareggio di Pierotti al suo primo gol italiano) è il capolinea di Gotti, esonerato dopo un’altra gara con tanto, eccessivo, nervosismo tra compagni sul rettangolo verde. Il Lecce resta comunque nel treno della medio-bassa classifica godendosi la totalità di Patrick Dorgu, principale fonte offensiva ma costretto ad adattarsi sulle fasce difensive, a sinistra e a destra, a causa delle assenze di Guilbert e Gallo.

Dopo un solo esonero nel lungo corso da d.s. nel Lecce (Cavasin), Corvino si trova costretto a sollevare dall’incarico due allenatori a campionato in corso in un anno solare. La panchina giallorossa va a Marco Giampaolo, ripescato dopo un anno e mezzo a casa dopo l’ultima gestione alla Sampdoria. Il Maestro ribalta i concetti di calcio impartiti in campo, dalla ricerca di blocchi e catene compatte si passa al possesso palla per non soffrire l’avversario. La prima sembra ricalcare il debutto di Gotti. A Venezia, il Lecce subisce ma esce con i tre punti (gol di Dorgu su assist di Gallo).

I tanti infortuni complicano e non poco l’adattamento di Giampaolo, che perde Gaspar, Gallo e Berisha, positivo nel suo debutto “vero” in partite che contano. Per altri motivi, Pelmard finisce fuori rosa. Nelle ultime partite dell’anno il Lecce si ritrova: Rebic pareggia la Juventus alla fine e Morente si riscatta segnando due gol, uno decisivo per il 2-1 al Monza. Il 2024 termina con due sconfitte di fila: tanti rimpianti contro la Lazio (1-2 di Marusic a 3′ dal 90′ col Lecce in 10 contro 11) e netta inferiorità a Como (2-0). Il Lecce chiude il 2024 al diciassettesimo posto a 16 punti (+2 dalla zona rossa) con il Genoa da affrontare nel primo match del 2025 e ultima giornata d’andata.

L’appuntamento con la storia da sfidare nel 2025 è troppo importante per mancare di coesione e ritenere che ormai la salvezza in A, con il progetto intrapreso dal club, sia “normale”. Sul campo, rispetto ai due anni precedenti, la squadra ha bisogno di rinforzi mirati e di qualità. La passione dell’innamorato e calorosissimo, al Via del Mare e in giro per lo Stivale, pubblico di fede Lecce dovrà essere il valore aggiunto. Buon 2025!

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