Serie A, il pagellone dell’andata: l’Atalanta la migliore del trio di vetta. Flop Roma, il Lecce galleggia

I giallorossi fanno parte di un folto plotoncino di chi non ha fatto benissimo ma c'è. Bene ancora Fiorentina e Bologna, Milan deludente: i nostri voti

Atalanta 8,5 – Chiamare sorpresa una squadra che da ormai quasi un decennio frequenta l’Europa sarebbe esagerato, ma di certo così a suo agio a frequentare la vetta e ad inanellare vittorie in successione non l’avevamo mai vista. Gasp e la sua capacità di valorizzare i talenti a disposizione è una certezza, sfruttando l’ampiezza della rosa per far bene su ogni fronte

Napoli 8 – Paradossalmente la vera sorpresa in zona podio, o meglio davanti a tutti, sono i Campioni d’Italia di due anni fa, che se da un lato hanno campioni del calibro di Lukaku, Kvaratskhelia, McTominay dall’altro vengono da un umiliante decimo posto col Tricolore sul petto. Conte ha ridato solidità e certezze, sfruttando l’assenza ora totale di “distrazioni” infrasettimanali

Inter 8 – L’assolo della passata stagione non può invece essere un deterrente per togliere valore alla marcia dei campioni in carica, terzi sì ma con due gare in meno vincendo le quali sarebbero in vetta. La macchina di Simone Inzaghi è ormai talmente oleata che i soli 6 gol del bomber Lautaro vanno giustamente nel dimenticatoio, visto non tanto l’exploit di Thuram quanto la forza dimostrata da tutto il collettivo nel complesso

Lazio 7,5 – I biancocelesti in lotta Champions sono un po’ il simbolo della meritocrazia che vede protagonista il loro tecnico, quel Marco Baroni che in pochi mesi è passato dalla contestazione all’euforia di una squadra che ha anche sentito odore di vetta prima di mollare qualcosina. Un paio di inattesi ko con le piccole e soprattutto il derby hanno fatto male, non togliendo certo bontà al cammino di una squadra che sta facendo bene su tre fronti

Fiorentina 7,5 – Situazione simile a quella della Lazio, nonostante una rosa meno attrezzata rispetto alle squadre con cui è in lotta. Dopo l’inizio di assestamento, Palladino ha raccolto bene l’eredità di Italiano e le redini della Viola collezionando successi, con la sensazione che senza la paura per Bove (e la conseguente e pesante defezione) la flessione invernale sarebbe stata contenuta

Bologna 7 – Sorprendere è difficile, confermarsi ancora di più e così va dato grande merito al lavoro di un Italiano che, se da un lato fatica comprensibilmente in una Champions che resta livello troppo superiore, dall’altro ha portato i suoi a ridosso delle big con due gare in meno. Le fatiche non sono mancate, anche perché i Calafiori, i Saelemaekers e gli Zirkzee non li trovi certo ovunque

Udinese 7 – Nettamente la migliore delle squadre che alla vigilia erano in lotta per non retrocedere, mai praticamente a tiro di zona rossa nonostante l’incognita di un tecnico su cui si è scommesso. E Runjaic per ora sta pagando bene le scelte di una società che ancora un volta non ha temuto di seguire la linea, mettendosi alle spalle i grossissimi rischi della pessima passata stagione che, salvo crolli, quest’anno non sarà neppure lontanamente ripetuta

Empoli 7 – Si gioca con l’Udinese la palma di migliore delle piccole, cedendo la posizione (per questione di punti) ma non la valutazione positiva. Merito dell’avvio super (idem per i friulani), certo, ma anche della capacità di D’Aversa di rifarsi dei “fattacci” primaverili e del club di lanciare e rilanciare talenti che, Esposito, Colombo e Anjorin su tutti, rischiavano di perdersi per strada

Parma 6,5 – E’ talmente andato sul velluto nella scorsa Serie B che forse pensava ad un approccio più agevole con il massimo campionato, tanto da intervenire il minimo indispensabile sul mercato estivo. Gioco e pur altalenanti risultati hanno in un buona parte dato ragione ad una società che vuole crescere senza strafare, così al netto delle difficoltà fisiologiche il lavoro di Pecchia può essere considerato positivo

Juventus 6,5 – Ancora una stagione a ballare sul sottile confine tra delusione e “fatto il possibile”, perché in effetti per una rivoluzione tecnico-tattica come quella che il coraggioso ed imbattuto Thiago Motta vuole portare avanti serve del tempo. E la Juve per una volta ha deciso di prenderselo, consapevole tuttavia di non potersi permettere di restare fuori da una Champions che alla luce degli investimenti fatti è d’obbligo

Genoa 6 – Probabilmente la squadra che più ha vissuto un’andata da montagne russe, tra cessioni eccellenti e scommesse, problemi societari e cambio di proprietà, avvio horror e ripresa netta, Gilardino e Vieira. I rossoblù stavano lottando ma anche deludendo con l’ex allenatore, ora aggiustata la difesa si tengono sopra la linea di galleggiamento

Torino 6 – Dopo l’avvio a mille, i granata hanno accusato un momento di flessione così forte, coinciso con il grave infortunio del trascinatore offensivo Zapata, da essere di fatto assorbiti dalla lotta per la salvezza con sogni europei presto svaniti. Vanoli ha dovuto sudare per evitare crolli, certo non favorito dalla rottura oramai totale tra il tifo torinista ed il patron Cairo

Verona 6 – Come da copione, l’Hellas barcolla a lunga ma sembra riuscire a fare l’indispensabile per tenersi su al momento giusto. Certo, pesano come macigni in positivo il buon avvio ed il fatto di essere la miglior piccola con le big (vittorie con Napoli, Roma e Bologna), ma viste le difficoltà incontrate e l’esonero sempre ad un soffio per Zanetti chiudere a quota 19 è stato un colpaccio

Lecce 6 – In netta controtendenza rispetto alle due precedenti stagioni, quando il tesoretto salvezza fu costruito nel girone d’andata, stavolta i giallorossi hanno faticato non poco a tener dietro gli ultimi posti, tra mercato estivo poco proficuo e problemi in panchina. La sufficienza è a dir poco striminzita ma c’è, perché per quanto non sia gradevole starlo a ripetere (i conti non possono essere ignorati, ma al tifoso è giusto dare anche tanto altro), i giallorossi hanno l’obiettivo minimo della salvezza ance all’ultimo tuffo (ed oggi sarebbe spareggio) contando su una squadra giovane costruita alle cifre più contenute tra tutte

Como 5,5 – Un punto in più del Lecce, una partita in meno, una matricola ma anche nomi e potenzialità tecniche ben diversi da quelli di molte concorrenti. Pur riconoscendo il buon lavoro di Fabregas, a cui non si poteva certo chiedere l’Europa, dire che il Como abbia fatto una bella andata (senza l’exploit con Lecce e Verona, unici successi in scontri diretti, sarebbe penultimo) sarebbe dire troppo, considerato che ci sono club che si muovo con tutt’altre cifre

Cagliari 5,5 – Assieme a Verona, Lecce, Como e Venezia costituisce il plotoncino di quelle che, al momento, sembrano le maggiori indiziate a giocarsela fino all’ultimo per quanto mostrato in campo. I sardi hanno attraversato lunghi momenti difficili interrotti da più o meno isolati exploit, vedi l’ultimo fondamentale successo di Monza che ha evitato a Nicola guai peggiore

Milan 5,5 – Il precoce addio a Fonseca si è rivelato alla lunga obbligato, perché tra le candidate allo Scudetto l’unica virtualmente già fuori ed a rischio anche per il quarto posto sono i rossoneri. Nonostante una rosa che appariva migliorata sulla carta il portoghese non è riuscito ad incidere ed al netto delle due gare in meno e del successo in Supercoppa la ricerca di una svolta è sempre più necessaria

Venezia 5 – La zona salvezza è a tiro, il gioco è spesso stato da applausi, ma trend e numeri dicono che i lagunari sono gli unici tra tutti a non essere mai riusciti a mettere la testolina fuori dagli ultimi tre posti. La rosa è quella che è ed a Di Francesco servirà un’impresa per regalare alla Serenissima una salvezza in Serie A che manca da quasi 25 anni

Roma 4,5 – Tra le 20 di A la compagine romanista è senza dubbio quella che più ha deluso, come dimostrano i due allenatori già fagocitati ed il deludente apporto di innesti estivi che a lungo hanno latitato. Come già avvenuto in passato, ci ha dovuto pensare Sir Claudio Ranieri ha raddrizzare le cose, portando serenità in un ambiente come sempre troppo pesante e quantomeno tirando fuori la squadra dalla lotta salvezza più immediata, con la ciliegina del derby vinto che ha riportato sorrisi dopo mesi e mesi

Monza 4 – Un quinquennio di investimenti importanti evidentemente non basta, perché è stata sufficiente un’estate di spending review per gettare i brianzoli sul fondo. Nesta ha provato a fare il possibile senza riuscirci, Bocchetti non ha ancora dato la scossa e l’esperienza dei tanti uomini di spogliatoio in rosa sembra essere ad oggi l’unica arma per arrivare quanto meno a lottare per una permanenza già distante 7 punti

Redazione

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1 anno fa

Como 5,5? Ha asfaltato la Dea, battuto la Roma in casa e fatto molto bene a Napoli. Fino a quando ha avuto Sergi Roberto ha espresso un gran calcio. Ma quale 5,5!

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