l 25 aprile 2004 ĆØ una data impressa nella memoria dei tifosi del Lecce. Quel giorno, una squadra giovane e coraggiosa, guidata da Delio Rossi, riuscƬ nellāimpresa di espugnare lo stadio della Juventus, conquistando tre punti fondamentali nella lotta salvezza. Un successo che, a distanza di anni, resta una delle pagine più emozionanti della storia giallorossa.
«Affrontavamo una squadra piena di campioni con una neopromossa composta da tanti ragazzi, molti dei quali provenivano dalle giovanili o dalla Serie C» ricorda Rossi. «Ma ce la siamo giocata con coraggio e personalità . Quel risultato fa parte della storia del Lecce».
Tra i protagonisti di quella giornata c’era anche Konan, autore di una doppietta. E il tecnico svela un retroscena curioso. Ā«Prima della partita stava guardando Bambi, sƬ proprio il cartone animato. Poi ĆØ sceso in campo e ha segnato due gol. Questo mi ha insegnato che ogni giocatore ha il suo modo unico per concentrarsi. Ricordo i sudamericani con il mate, altri con la musica… ma Konan e Bambi restano uniciĀ».
Guardando al presente, Rossi intravede un filo rosso che unisce quel Lecce al Lecce di oggi. Ā«Le epoche sono diverse, ma cāĆØ un elemento comune: lāobiettivo salvezza. Anche oggi serve quella determinazione tipica delle squadre che devono lottare fino allāultimo per restare in Serie A. Una vittoria importante, proprio come quella di Torino, potrebbe dare lo slancio decisivoĀ».
Sottolinea poi un concetto che nel calcio ha spesso grande valore: il tempismo. Ā«CāĆØ un detto che dice: āNon conta con chi fai i punti, ma quando li faiā. E io aggiungo: anche contro chi li fai. Ć una questione di testa. Questo ĆØ il momento per raccogliere punti e mandare segnali forti alle rivaliĀ».
Rossi ha parole di grande stima per lāattuale gestione societaria del Lecce. Ā«Il modello Lecce ĆØ lāunico davvero sostenibile oggi. In un calcio dove sempre più proprietĆ sono straniere, qui cāĆØ un presidente tifoso, una proprietĆ presente e appassionata. Ć un valore raro, da preservare. Chi critica questa societĆ , probabilmente non ha a cuore il bene del LecceĀ».
Infine, un pensiero speciale per Bolano, uno degli artefici di quella salvezza. Ā«Quellāanno partimmo malissimo e sul mercato, con il direttore Corvino, avevamo pochissime risorse. Cercavamo giocatori utili, non costosi. Bolano, insieme a Franceschini e Sicignano, fu fondamentale. In campo era un ‘cagnaccio’, uno che dava tutto, sempre. Fu determinante. La notizia della sua scomparsa mi ha colpito molto, anche perchĆ© era una persona solare, importante per lo spogliatoioĀ».
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