Giampaolo: “Como remissivo? Non ci credo. Il pubblico può fare la differenza”

Le dichiarazioni del tecnico del Lecce Marco Giampaolo che ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match interno con il Como

PARTITA. “Probabilmente nell’arco della gara di domani le percentuali di possesso palla premieranno il Como, ma durante la partita non devi farti condizionare perché l’avversario fa un passaggio in più. Non devi perdere fiducia. L’ho mostrato alla lavagna, ho fatto notare che la possibilità che si verifichi un 65-35 c’è, ma esserne consapevoli è un aspetto psicologico più che tecnico tattiche. Per questo bisogna stare insieme, cercando di risolverla collettivamente. Noi dobbiamo fare di tutto per vincere”.

MOMENTO. “Il Lecce è stato sempre dignitoso anche nello score ultimo delle sconfitte. Io ritengo che a noi sta mancando una vittoria, ossia 3 punti, perché quello ci avrebbe mantenuto in media. Non siamo riusciti, ma mi pare che la squadra il suo abbia sempre cercato di farlo. E’ una squadra che non è mai uscita indegna, anche se ha avuto delle difficoltà. Gli avversari magari sono stati superiori a noi, magari hanno avuto più fortuna. Di certo dobbiamo essere bravi”.

RABBIA. “Non so cosa significhi essere arrabbiati e vogliosi. A volte semplicemente l’avversario non ti permette di importi, a volte riesci a reagire, a volte la reazione è sterile ma non per mancanza di voglia. Anche perché, ripeto, l’avversario può non darti l’opportunità di reagire. Alla squadra dico sempre di non dare la possibilità di rialzare la testa all’avversario. Non è tutto razionale, a volte basta un episodio per riaccendersi com’è stato con Baschirotto, Rebic o N’Dri con la Juventus”.

POCHI GIALLI. “Non è un dato che interpreto. Non è che prenderne di più è meritevole o demeritevole. Il Lecce è la squadra che ha subito più rigori contro, è questo a penalizzarti. A volte si può fare un fallo per evitare un’azione da rete, ma servirebbe spulciare azione dopo azione. Nel calcio non si vince facendo a cazzotti o pugilato. Non è che bisogna menarli. Il calcio è fatto di tante cose”.

COMO. “Fabregas sa meglio di noi. Sta facendo un lavoro sfruttando un’idea forte. Mi piace come gioco, l’idea, la mentalità. Gliel’ho detto anche a Coverciano. Il Como è una big trasferita da provinciale, ha poco da invidiare alle grandi. In questo punto del campionato noi dobbiamo prendere atto delle loro qualità ma dobbiamo fare il possibile e l’impossibile per ottenere una vittoria. La squadra deve interpretarla nella maniera giusta, con freddezza e lucidità. La voglia di far bene le cose da squadra deve prendere il sopravvento sull’individualismo, consapevoli del peso della partita”.

MODULO. “Abbiamo usato il 3-4-3 con la Juventus perché lo abbiamo fatto altre volte sotto mentite spoglie. Spesso quando c’è Helgason c’è il Ramadani o il Coulibaly di turno a fare il lavoro di Gaby Jean. Stavolta per evitare scalate ho inserito direttamente un difensore in più per specchiarsi, ma non era nulla di nuovo. Poi abbiamo subito gol, ma abbiamo comunque proseguito a giocare così, il piano non era saltato. E’ un lavoro che facciamo quando serve difendere in cinque, cambia poco se farlo con un difensore o un centrocampista”.

MODIFICHE. “In ogni partita gli aspetti strategici cambiano sempre. Dal punto di vista degli uomini, penso che domani si debbano giocare più partite in una partita. Così possono essere giocate da calciatori con caratteristiche diverse. Partire con e finire con lo devo decidere, conta sempre la qualità che ci metti e non la quantità di tempo che hai”.

STIMOLI. “Non credo più al fatto che una squadra abbia meno stimoli in base alla classifica. Chi vuole giocare come obiettivo chi è in posizione di classifica tranquilla gli riesce ancora meglio rispetto a quando può avere più pressione. In ogni caso non possiamo pensare all’avversario. Siamo in una strettoia, non possiamo sbagliare né farci distrarre da nulla”.

JEAN, GABRIEL E VEIGA. “Ci dispiace perché Gaby è un ragazzo eccellente. Ci è servito buttandolo dentro dopo il ko di Gaspar, poi è migliorato di gara in gara ed è stato dignitoso. Mi dispiace molto, ha lavorato benissimo tutto questi mesi, facendo bene in tanti aspetti e magari dovendo migliorare nell’uno contro uno, dal momento che prima era abituato a giocare diversamente. Di Tiago Gabriel mi piace la freddezza palla al piede, lavora bene ed il suo lo ha fatto. Veiga fa sempre meglio, mi sembra che abbia la leggerezza giusta dal punto di vista mentale ed è in una buona condizione”.

HELGASON E BERISHA. “E’ una soluzione cercare il filtrante con il Como. Lo abbiamo visto quando eravamo sotto con il Venezia, inserendo anche Berisha con Helgason perché avevamo bisogno di alcune cose. Abbiamo ali o centrocampisti con caratteristiche diverse, alcuni più difensivi altri più offensivi. Cosa mi aspetto dalla gara? Come si evolverà? 95 minuti sono lunghi ed in base a queste domande devo fare certe scelte. Dovremo essere bravi a non farci togliere la fiducia”.

MORALE. “I ragazzi sono uniti. Da un mese il mantra è uniti, squadra, famiglia. Soprattutto in quest’ultima settimana è stato ribadito il concetto anche attraverso iniziative che abbiamo preso. Sono concetti che devono fare la differenza, solo così ne veniamo fuori. Uniti tutti, poi è chiaro che devo partire dalla squadra. Si festeggia assieme, si piange assieme, si lotta assieme. Domani il valore aggiunto possa e debba essere il nostro pubblico. Non si scappa da lì”.

Redazione

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1 anno fa

Il pubblico ha fatto la differenza…

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1 anno fa

Ccidite cugghiune

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1 anno fa

Il Como sembra il Real Madrid….il Lecce solita squadra fessa senza contenuti…da oggi è UFFICIALMENTE in serie B

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1 anno fa

Si xche il pubblico gioca in campo, datevi meglio na mossa in campo xche la b e vicina

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1 anno fa

Eh sì giusto, perché il sostegno del pubblico sino ad oggi è mancato poverino, però caro maestro non dimenticare un detto salentino:
VA E SGARRATE NU PARETE SUBBRA VA!!!!

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1 anno fa

forza mister

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1 anno fa

Parlare del tifoso giallorosso come valore aggiunto, in effetti, denigra un po’ l’operato della tifoseria salentina che fin’ora è più degno di una squadra di premier league che di serie A… Fosse per la tifoseria avremmo, se non vinto il campionato, come minimo un piazzamento in champion league… Ma ok, con questa frase ci sta che un tecnico che le ha provate davvero tutte, si riservi anche lui di avere ancora un asso nella manica come il pubblico…

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1 anno fa

Forza Lecce!

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1 anno fa

O cangi modulo o cangi mieru

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1 anno fa

Forza ragazzi tutti uniti con il cuore giallo rosso usciremo vincitori

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