Alle 20 di lunedì 1 settembre 2025 il calciomercato estivo ha chiuso i battenti. Il Lecce, come già accaduto in altre campagne trasferimenti, aveva già terminato le operazioni prima della scadenza senza andare in affanno, almeno in entrata, nelle ultimissime ore. Un discorso diverso vale per le uscite, soprattutto degli esuberi originariamente inseriti nel “gruppo 2”. Ciò che è certo, come anche affermato in inverno, è che come sempre i parametri da prendere in considerazione tendono all’infinito e qui si proverà ad avere un’osservazione sì finalizzata al punto di vista tecnico, con l’importantissima missione quarta salvezza da raggiungere, ma anche prospettica. Il progetto Lecce cresce, e lo si vede dagli investimenti che l’area tecnica, su impulso del budget dato dal club, più sostanziosi rispetto al passato. Stulic e Siebert, pagati rispettivamente 5 (più bonus) e 5,50 milioni entrano nel podio degli acquisti più onerosi della storia del club. Le colonne come Krstovic e Baschirotto sono state rimpiazzate con delle scommesse con rispetto del “sano realismo” comandato da Pantaleo Corvino. Le difficoltà e la sofferenza dello scorso anno, con una salvezza spinta anche dall’andamento lento delle concorrenti, lasciano ancora dei lividi. Ora è il momento di provare a tracciare un bilancio delle operazioni compiute durante il calciomercato estivo. Gli aspetti saranno organizzati e riassunti partendo dal voto con cui andiamo a giudicare l’operato di Corvino e Trinchera, ovvero il 6.
VOTO IN CALO. Nella sufficienza c’è tanto di fiducia agli artefici di tre salvezze consecutive, raggiunte con oculatezza e crescita economico-finanziaria. Il Lecce ha vinto scommesse per tre anni consecutivi e scommetterà anche nella quarta partecipazione di fila al massimo campionato. Chi si aspettava un cambio di marcia, anche vedendo le operazioni di mercato compiute dalle concorrenti, resterà deluso. Dare i voti al mercato è difficile con una certa semplificazione, ma, almeno da una prima osservazione delle forze in campo, i giallorossi hanno meno “sicurezze sulla carta” rispetto alle due stagioni precedenti. Si è tornati un po’ alle gerarchie del primo anno di Serie A, dove il Lecce delle scommesse di altro calibro portò la nave in porto. Acquistare elementi a titolo definitivo su cui si può patrimonializzare è ben altra cosa rispetto ai prestiti del 2022/2023. L’augurio dei tifosi è che Siebert, Stulic, Camarda e Sottil, sommati, diano l’apporto tecnico degli Umtiti, Pongracic e Ceesay-Colombo per far saltare il banco rispetto al chiacchiericcio estivo. Il resto dipenderà, come parleremo dopo, dalla fame dei rilanci, a partire da Di Francesco, allenatore per due volte retrocesso all’ultima giornata, e dalla crescita degli ultimi arrivati.
USCITE INSUFFICIENTI. Le vendite di Krstovic (25 milioni all’Atalanta) e Baschirotto (3 milioni alla Cremonese) hanno costruito un altro tesoretto per il club oltre a operazioni minori per sfoltire la rosa. Il lavoro in uscita però è mancato nel piazzamento degli altri fuori rosa. Nelle ultime ore di calciomercato, Corvino è riuscito a vendere il solo Oudin al Catanzaro a titolo definitivo, dopo aver già formalizzato le cessioni di Rodriguez, Winkelmann, Esposito, Samek, Bleve, Voelkerling Persson e i prestiti di Borbei, Ubani, Faticanti e Burnete. Guilbert e Maleh più Rafia sono elementi tecnicamente idonei alla Serie A ancora a libro paga del Lecce. Il centrocampista italo marocchino, investimento oneroso (5 milioni), è stato chiamato da Di Francesco già a Bressanone durante i lavori estivi. La sua mancata cessione dovrà indurre staff e area tecnica a delle valutazioni: Maleh ha due campionati di Serie A da titolare alle spalle. Già solo per esperienza, oltre alle più posizioni occupabili nel 4-3-3, pensare a un suo reintegro potrebbe apportare del valore alla rosa. Certamente, va recuperato l’aspetto psicologico di un calciatore perennemente in uscita dal Lecce. Al netto di eventuali cessioni verso mercati ancora aperti, Guilbert è pienamente escluso sin dal giorno 1 della nuova stagione. Non c’è stata cessione anche per Delle Monache, l’anno scorso sprizzante con la Primavera.
CHI E’ RIMASTO. L’estate si era aperta con le parole chiare di Pantaleo Corvino sulla volontà di alcuni “senatori” di cambiare aria e misurarsi, sia chiaro legittimamente, in altri palcoscenici ritenuti dagli stessi più all’altezza. Senza tanti giri di parole, i calciatori inclusi in questo novero erano i ceduti Baschirotto e Krstovic più Falcone, Gallo e Ramadani. Tramontato il Torino, orientato su altre scelte anche per fattori economici (e già questo dovrebbe essere un tutto dire in un calcio dove in altri lidi esiste una nuova versione del doping finanziario, ma non dilunghiamoci), il portiere è rimasto vestendo anche i galloni del capitano. Ruoli di responsabilità spettano anche al terzino palermitano e al centrocampista albanese, rispettivamente al settimo e al quarto anno con il Lecce. Mettersi alle spalle dissapori precedenti e ambizioni mancate gioverà a tutte le componenti.
DIPENDE TUTTO DAI RILANCI. Una linea guida della costruzione dell’assetto tecnico è stata avvalersi di elementi affamati. Affidare la panchina ad Eusebio Di Francesco, la scelta più giusta per rimanere nel solco del progetto tecnico dopo le probabili altre esigenze richieste da Giampaolo, ha tracciato la linea mentale e soprattutto tattica. “Cosa c’è di meglio di un allenatore bravo? Uno bravo e sfortunato”, così Saverio Sticchi Damiani ha presentato Di Francesco. Molto del destino di mister DiFra dipenderà dalla capacità di ri-valorizzare elementi che il Lecce aveva già in dote. Kaba e Banda sono il simbolo di questa linea, chiamati al rilancio dopo annate sfortunate, Pierret, Berisha, Helgason al vero esame di maturità per essere giocatori di Serie A come da Serie A deve essere il Lecce, pari ad un pubblico che, con l’ennesimo record, ha posto il suo placet di fiducia incondizionata. Un plus di rendimento è atteso anche dagli acquisti di gennaio 2025 N’Dri, Tiago Gabriel e Danilo Veiga.
DIFESA. La permanenza di Falcone rende ben coperta la porta. Fruchtl, pronto alla promozione in caso di cessione del romano, parte da dodicesimo. A gennaio sarà ancora così? L’esclusione di Guilbert ha fatto spazio alla coppia di terzini destri Danilo Veiga-Kouassi, elementi di diverse caratteristiche tecniche tra di loro ma accomunati dalla differente esperienza rispetto al francese. Dall’altra parte, Ndaba (a titolo definitivo dopo il prestito di Sala) coprirà le spalle a Gallo. Sia Ndaba sia Kouassi sono asset del Lecce. Al centro, Gaspar dovrà confermare i segnali positivi di parte della stagione passata e maturare come leader tecnico toccando più palloni. Con lui, le scommesse sono il tedesco Siebert, proveniente dalla Zweite Bundesliga e vicecampione d’Europa Under 21, su cui c’è tanta attesa (basterà per alzare il tasso tecnico già nel presente?), e Tiago Gabriel. L’altro nuovo arrivato Perez completa il reparto con Jean, ai margini in attesa del recupero dall’infortunio. Senza Baschirotto e Guilbert il reparto ha perso esperienza, ma il pressing alto comandato da Di Francesco comanda sfrontatezza.
CENTROCAMPO. La permanenza di Maleh e Rafia, più l’infortunato Marchwinski, rendono popoloso il roster in linea mediana. Tanti elementi, ma la sicurezza ad oggi è solo l’uomo della storia Lassana Coulibaly. In regia, Di Francesco sta osservando Pierret e Ramadani più la soluzione Berisha per momenti particolari della partita. Rispetto all’anno scorso, e perso anche Krstovic, e collegandosi anche ai principi imposti da Di Francesco, dal centrocampo il Lecce dovrà attingere dei gol in più per essere pericoloso. Il volto nuovo Alex Sala si presenta con le immagini delle sue “bombe” da fuori. L’apporto dello spagnolo, giusto per ripetere il termine, è un’altra scommessa. I tecnici Berisha ed Helgason dovranno alzare l’asticella delle giocate e della personalità per mettersi in proprio e servire più palloni puliti agli attaccanti. Le battaglie in solitaria di Krstovic contro le difese avversarie sono già un ricordo. In questo quadro, rimanendo nell’alveo del giudizio tecnico,
ATTACCO. Con la cessione del montenegrino il Lecce ha perso quasi il settanta percento di contributo alle reti tra le 11 di Krstovic stesso e gli assist serviti ai compagni (contrappasso esagerato per un elemento spesso tacciato di eccessivo egoismo). L’entusiasmo con cui è stato accolto in prestito Camarda, con tanto di contratto che porta guadagni ad ogni presenza e gol, non può diventare pressione per un ragazzo di 17 anni. Il ritardo nella cessione di Krstovic ha messo in difficoltà l’area tecnica del Lecce che si è assicurata Stulic, punta d’area già nel giro della nazionale serba che arriva in A con il dote i gol segnati con lo Charleroi. È un curriculum diverso, più sostanzioso, rispetto a quello di Krstovic, sbarcato nell’università del calcio dopo l’esplosione in Slovacchia. Questo per collegarsi alla crescita del progetto per quanto riguarda la capacità di spesa con diversità di profili da scegliere. Stulic ha caratteristiche diverse da Krstovic (attaccante d’area e non di manovra) e, almeno per quanto visto oggi, necessiterà del supporto delle ali. Sottil, in prestito secco, è l’elemento affamato e da A, si spera più di Karlsson. Con lui, il parco ali comprende Pierotti, Morente, Banda e N’Dri. Quanto si potrà pretendere in più da questi quattro elementi, a partire dalla presenza in zona gol limitata ai primi due? Anche questa è una scommessa, iniziata a gennaio scorso con la responsabilizzazione dell’argentino dopo la cessione di Dorgu. Da Banda, N’Dri e Sottil, Di Francesco dovrà cavare assist, dribbling e superiorità numerica come l’anno scorso a Venezia fatto con Oristanio, Busio e Zerbin, pur gestiti con diversi moduli e interpretazioni di partite.
CONCLUSIONE. Sano realismo è comprendere che non ci sono i mezzi per alzare la qualità degli interpreti oggi in rosa. Benissimo. Sano realismo è però anche affermare che il Lecce ai nastri di partenza della Serie A 2025/2026 ha ancor più azzardi tecnici rispetto agli anni passati, contando anche l’esperienza fatta. La storia è stata fatta, all’area tecnica, Di Francesco e al gruppo di ragazzi affamati spetta ora sovvertire i pronostici, dopo la quarta estate in cui il Lecce è nella filastrocca delle squadre retrocesse ad agosto (anche se cadere in B con l’andamento dell’anno passato sarebbe stato un delitto per valori e anche differenti andamenti rispetto alle concorrenti). Per una scommessa ancora da vincere. Ci sono da scrivere altre pagine di storia sportiva nell’anno in cui il Lecce conoscerà il nuovo centro sportivo e la nuova veste del “Via del Mare”. Tutti insieme.









Vamossss Lecce Siempreee❤️💛❤️
Ma che progetto… la vostra coerenza è solo fare plusvalenze questa è la serie A per la società questa è la vostra ambizione …poi il resto è tutto un incognita…
Come la bari
Scusi tanto redazione…ma quale sarebbe il progetto????l unico progetto che vedo io è far diventare il Lecce un attività commerciale come tante…azzerando sogni speranze passione ecc…ma forse mi sbaglio…
Francamente non comprendo tutto questo malumore, benché io sia piuttosto critico verso l’operato del direktore gli riconosco diversi meriti in questa sessione.
Innanzitutto staff tecnico elevato rispetto al passato, rosa quasi interamente di proprietà, difesa rinforzata tecnicamente e numericamente, trattenuti Falcone e Ramadani (se fosse successo il contrario avremmo inveito in ogni modo!!!), attacco numericamente ok.
Per me le uniche pecche sono state la mancanza di capacità a piazzare gli esuberi guilbert, rafia e (forse) maleh e la conferma di helgason, banda e n’dri.
I numeri sono cresciuti, dagli abbonati alle spese per la campagna acquisti, siamo solidi e forti, non capisco tutti questi malumori, ce la giocheremo anche quest’anno
Perché credo ci siano residui di malcontento dell’anno scorso.. per il resto la vedo come te su tutto..si sta sottovalutando lo staff tecnico che abbiamo e che a mio modesto parere è di un livello più alto di quanto si possa permettere una squadra che si deve salvare..
Forza Lecce sempre
Questo e un progetto fatto apposta per fare incassare il denaro alla società ..perché coi soldi che si sono incassati negli ultimi tempi si sarebbe dovuta alzare veramente l asticella e invece no ….questo e il quarto anno di serie a il progetto a Trent anni e …quindi non prendiamoci in giro che e meglio …che poi noi tifosi vogliamo veramente bene al nostro lecce …
Sì quel denaro che serve a pareggiare il bilancio e avere un plafon di emergenza nel caso in cui serva, come in tutte le aziende e le famiglie del mondo insomma, che cosa strana eh?
Bravo, il miglior commento🥳
Cambia nick, non usare il mio per screditare. Rivelati per quello che sei…
Opinione personale da tifoso Senza conoscere le dinamiche societarie che portano alle scelte che noi vediamo dall’esterno:
Speravo che al quarto anno di serie A dove ci si poteva ritenere più solidi e consolidati rispetto agli anni precedenti, si riusciva a prendere giocatori che la categoria la conoscono o comunque non i nomi esotici di altri campionati minori e di serie B estere.
Altra cosa che mi chiedo appunto è: possibile che se la linea dell’area tecnica è quella di prendere scommesse dalle serie minori estere non si faccia altrettanto cercando di scovare talenti italiani delle serie minori italiane?
I miei voti al calciomercato distinti per reparto sono:
Porta s.v. ma sono comunque contento delle conferme
Difesa 5,5
Centrocampo 5
Attacco 6
Non si arriva alla sufficienza piena.
Per il voto alla squadra e all’approccio al campionato, penso bisogna aspettare fine novembre/metà dicembre.
All’attualità la vedo comunque dura restare sopra la linea di galleggiamento.
Spero vivamente di essere favorevolmente sorpreso 💛♥️
L’importante è che l’egocentrico sia al centro di tutto, guai a contraddire!
Scommettiamo che se si retrocede cosa moooolto probabile, daranno la colpa ai tifosi che contesteranno???!
Dicendo che il tifoso leccese pretende troppo!?
Che il tifoso (non tutti e non solo quello leccese) pretende troppo è una cosa vera, ma anche scontata, non si possono mettere d’accordo tutti e non penso che a una società privata gliene debba importare più del necessario: il tifoso allo stadio serve sempre ma non si può fare il passo più lungo della gamba.
Detto questo, a mio modestissimo parere, che ci siano cose sbagliate nell’ambiente Lecce calcio è indubbio:
1) I social non sono il mondo reale, e il numero di gente che fa “rumore” sui social distorce la percezione di quello che realmente in media la gente pensa. Nel nostro caso specifico sui social si fanno sentire quasi solo esclusivamente chi contesta società e/o alcuni suoi tesserati, chi trolla e chi ci casca, poi se invece guardi il dato degli abbonati, che cresce ogni anno, la realtà si scopre ben diversa da quella dipinta sui social. Non credo che chi non gradisce si fa l’abbonamento, sarebbe autolesionismo
2) Corvino è bravo a fare il suo mestiere, ma tremendamente terribile a comunicare a mezzo stampa, lo sappiamo da una vita, amen, chi se ne frega, si prenda con le pinze ciò che dice, è vecchio, non smussa il carattere ora, anzi peggiorerà di anno in anno. Non ti va bene? Non ascoltarlo allora no?
3) L’errore più grave di comunicazione di questa società è il ricercare troppa trasparenza nei confronti dei tifosi e della stampa, tutta la storia sui bilanci e sul commercialista a disposizione di tutti è sbagliato! I bilanci di una società sono cose private e dovrebbero restare tali (tranne che per il fisco ovviamente). In questo modo invece si dà fin troppa rilevanza alle storielle sui soldi e si legittima ancor di più chi dice stupidaggini e distorce la realtà: se uno vuol dire delle bugie su bilanci e plusvalenze se le inventa uguale e la gente ci crede ancora di più vista la trasparenza ostentata dalla società, tanto nella realtà quanti vanno dal commercialista a verificare quel che gli viene detto? Scommetto che adesso qua sotto al mio commento qualcuno risponderà: “Io ci sono andato!”, ma te l’hai visto il bilancio? Hai visto lui andarci dal commercialista? Sai chi è? Chi te lo dice quindi che non si sta inventando tutto?
4) Il mercato che abbiamo fatto, alla luce delle prime due partite, non sembra granché e va benissimo esprimere questa opinione, ma in gran parte è solo una impressione dettata dai primi due risultati e dalla carenza di sbocchi offensivi dimostrati. A mio avviso però è ancora presto per giudicare, e lo sarebbe stato a maggior ragione anche se avessimo stravinto con un gioco spumeggiante le prime 2, perché è ancora calcio di agosto e tutte si devono assestare, c’è chi sta più in forma e chi meno non solo tra squadre ma anche tra giocatori della stessa squadra, in più come si fa a giudicare gli acquisti se non li vedi giocare prima? E poi quando mai è piaciuto più di tanto un qualsiasi mercato operato da questa società?
La tua disamina non fa una grinza! Hai colto nel segno in tutto e per tutto
Bel intervento
Nn perdere tempo in chat…vai a studiare l italiano meglio! Quanta ignoranza…
Pienamente d’accordo…
commento degno!!!
Io ho dato un 7 al mercato del Lecce. Un 7 doveroso all’ ultra ottantenne Corvino che ci invidia mezzo Mondo. Un 7 perché come detto dallo stesso giornalista la società oltre ad aver incassato, quest’ anno ha speso e secondo me anche bene. La coppia di attaccanti Stulic Camarda mi fa ben sperare come sono fiducioso dei vari Pierotti, Sottil, Morente Coulibaly, Ramadani, Kaba, Gallo, Falcone che reputo delle assolute certezze. Thiago Gabriel mi sta impressionando notevolmente e sono fiducioso sull occhio allenato di Corvino per la scelta dei vari Sala, KOUASSI SIEBERT Ndaba.
Devo dire che nutro fortissimi dubbi sulle capacità e sulla leadership di Gaspar che già contro il Milan ha evidenziato degli svarioni paurosi come lo stesso Danilo Veiga. Ecco perché sarebbe stato importante acquisire lo svincolato Zouma. Spero venga data più di una possibilità a Maleh che io personalmente ritengo un ottimo giocatore. Nutro fortissimi dubbi anche su Ndri e Banda.
Comunque Forza Lecce 💛❤️
7 … ahahahah 🤣🤣🤣🤣🤣 sei l unico in Italia a dare un voto del genere al mercato del lecce! Nemmeno pianeta lecce si è spinto tanto …ora fatti una domanda e datti da solo una risposta…
No fattela tu la domanda, un tifoso (reale) si immagina la propria squadra anche più forte di quella che è nella realtà, quindi anche se non avesse ragione (e questo solo il tempo ce lo dirà) ha molto più senso il suo soggettivo 7 che il tuo veleno a priori. Quindi ridi poco che la Bari è ancora in serie B…
Presto potrebbe anche retrocedere nelle serie minori. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque
È nata una nuova stella…… Regina dei faugni come si dice a Lecce riti nfacce allu caxxu
Te sta sbagli tie
invece tu fatti una domanda del perche’ passi il tempo sul forum di calcio Lecce invece ke quello del bari…..kissa?
Progetto:fare parlare tanti esperti di calcio come voi con un tel in mano che si reputano tifosi….😁😁😁
Amen 🙏🏼