In testa alla speciale classifica si trova il Cagliari, che fino a questo momento ha totalizzato 4.208 minuti affidati a calciatori nati in Italia. Subito dietro, Cremonese e Fiorentina confermano una forte presenza tricolore, con rispettivamente 3.783 e 2.984 minuti.
Il dato riflette scelte tecniche e strategie di mercato differenti: alcune squadre hanno puntato con decisione sul talento locale, mentre altre hanno preferito affidarsi a giocatori stranieri. Nel gruppo di vertice, oltre alle già citate prime tre, figurano Lazio (2.481’), Napoli (2.143’) e Atalanta (2.013’), società che riescono a mantenere un buon equilibrio tra calciatori italiani e stranieri nel proprio organico.
Più staccate, ma comunque nella parte centrale della classifica, Inter (1.959’), Pisa (1.916’), Bologna (1.909’) e Genoa (1.887’) dimostrano di garantire spazio costante ai giocatori locali, anche se senza raggiungere i livelli delle squadre di testa.
Sorprende invece il posizionamento di club tradizionalmente legati al calcio italiano come Juventus (1.777’), Roma e Parma (1.528’ ciascuna), che si trovano a metà graduatoria. Ancora più indietro Lecce (1.461’) e Torino (835’), mentre Milan (846’) e Hellas Verona (680’). Il Como è ultimo con 1 solo minuto concesso a un italiano mentre al penultimo posto c’è l’Udinese a 630’.
Il quadro complessivo mette in evidenza una Serie A sempre più internazionale, dove solo alcune squadre riescono a mantenere una solida base di giocatori nati in Italia. Il dato del Lecce è ovviamente rappresentato principalmente dalle garanzie Falcone e Gallo più i prestiti Sottil e Camarda.
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