Il Lecce resta ancora senza gol (13 in 22 partite) e il pareggio 0-0 contro la Lazio, al netto dell’indubbio valore degli ospiti, lascia più di qualche rimpianto. La netta superiorità dei padroni di casa nel primo tempo non ha generato una quantità sufficiente di occasioni da gol per andare in vantaggio. In queste c’è il palo colpito da Ylber Ramadani con una conclusione da più di venticinque metri che sembrava destinata all’incrocio. Sarebbe stato un altro gol d’autore per l’albanese dopo la staffilata che l’anno scorso ha permesso di superare il Torino.
Partita
L’assenza della rete non deve però minimizzare l’ottima prestazione del collettivo per quantità, ordine tattico e continuità nel corso dell’intera gara con meno rischi rispetto al solito. Anche nel secondo tempo il Lecce ha cercato il guizzo che è mancato. Il catalizzatore del match è stato proprio il centrocampo comandato da Ylber Ramadani, in coppia con Lassana Coulibaly alle spalle del reparto offensivo a far schermo alla retroguardia. La partita contro la Lazio era tutt’altro che facile, viste le abilità in ripartenza dei biancocelesti, guidati da Zaccagni intento spesso ad accentrarsi.
Leader
Ramadani ha confezionato una prestazione da 7 in pagella prendendosi a fine gara il premio di migliore in campo. Il gol mancato sarebbe stato l’immagine da incorniciare di una gara che comunque oltre ai soliti tantissimi chilometri (Ramadani è il maratoneta della serie A) è stata contornata dalla presenza nella manovra: primo per passaggi riusciti insieme a Siebert (39) ma con una migliore percentuale (89% a 78%) e primo per passaggi offensivi (16, 13 riusciti, Gandelman e Coulibaly 14). Difensivamente, l’albanese ha comandato per numero di contrasti (18), tackles (8) e per contrasti vinti (10).
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