I simboli della Serie A: Udinese, la zebra, la zeta e le foglie d’alloro

Il viaggio tra gli stemmi dei club del massimo campionato italiano prosegue con l'Udinese, prossimo avversario del Lecce

Colori, bandiere, storia, intrecci sociali e culturali: il gioco del calcio va oltre, e di gran lunga, rispetto al semplice confronto tra ventidue atleti su un campo di gioco. Anche e soprattutto in Italia, dove la passione delle tifoserie affonda radici lontane e trova negli stemmi dei vari club veri e propri simboli da difendere. E noi andremo a conoscerne dettagli e sviluppi squadra per squadra: stavolta tocca all’Udinese prossima avversaria del Lecce.

Già all’inizio della sua lunga storia, il cui incipit è datato 1896, la compagine friulana ha visto un connubio tra i suoi colori e dunque i suoi simboli con quelli della città che rappresenta. Difatti fino agli anni ’50 il sodalizio non vanta un logo ufficiale che non sia quello presente sull’araldo cittadino, ossia lo scudo bianco con al centro una V rovesciata nera. Che è poi il grande protagonista anche dei tempi moderni.

Il primo stemma ufficiale dell’Udinese fu però l’ovale con pali bianconeri e denominazione societaria al centro. Negli anni sessanta e settanta invece gli scudi cambieranno forma (prima il padellato, poi lo squadrato in stile sudamericano, i pali si allargheranno e la scritta diventerà un più minimalista acronimo. Tutte queste versioni tuttavia non compariranno mai sulla maglia, dove ad esordire sarà la zebra stilizzata stemma ufficiale tra 1979 e 1981.

Nei tre anni seguenti il club seguirà invece le orme della Lanerossi Vicenza per via della scelta della Zanussi, azienda produttrice di elettrodomestici proprietaria del club che imporrà una “Z” rossa nella parte inferiore del redivivo gonfalone cittadino e soprattutto, ma in solitaria, sulla maglia da gioco. Dal 1984 al 1995 si tornerà invece al simbolo classico, con negli ultimi anni una versione con sfondo grigio a contornare in tondo lo scudo. Poi ecco la versione attuale: confermato lo sfondo grigio (divenuto nero per un intervallo di cinque anni) e intorno le foglie d’alloro dorate.

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