Spetterà a Roberto D’Aversa portare in salvo il Torino. L’allenatore abruzzese arriva al posto di Baroni, come quanto accaduto a Lecce nella stagione 2023/2024, ma ora il subentro al collega arriva in corsa con 12 partite da giocare. I granata, con la tifoseria in ormai contestazione perenne contro la proprietà, sono a 27 punti, a +3 dal tris Lecce-Cremonese-Fiorentina.
L’introduzione di Cairo
Mentre fuori dallo stadio Grande Torino continuavano le manifestazioni di dissenso con del letame sotto un eloquente striscione, il primo dirigente ha introdotto D’Aversa: “D’Aversa è una vecchia conoscenza, un allenatore che ho sempre apprezzato, in particolare al Parma con le due promozioni e poi campionati di alto livello. Ovviamente dispiace per Marco Baroni, mi lascia molto rammarico, è chiaro che adesso tutti sono responsabili. Baroni l’ho apprezzato, è diverso dall’immagine che dà nelle interviste”.
E sulla contestazione: “Cessione società? La contestazione la vedo e la sento, oggi la cosa più importante è fare le cose con responsabilità e passare in mezzo alle fiamme quando ci sono e spegnere il fuoco. Il resto è relativo, se verrà e quando verrà lo diremo. Ma nelle difficoltà sono abituato a trovare in me tutte le risorse che ho. Poi ho una responsabilità importante di fronte a 1 milione di tifosi, devo onorare questo impegno. Scusarmi con loro? Il fatto di essere qui è il segno di un percorso non andato come volevo, ci sono già scuse implicite. Sono molto dispiaciuto per come sta andando la stagione, si era partiti con altre prospettive, comunque ho fatto investimenti non piccoli, ma giocatori non hanno reso finora come sperato. Però voglio invertire la rotta e fare le cose al meglio”
Il pensiero di D’Aversa
Il tecnico ha approcciato con realismo: “Sono stato scelto hanno scelto in questo momento di difficoltà per cercare la soluzione dei problemi. Che ci sono, siamo realisti. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, questa città e questa tifoseria, non mi era mai successo restare a casa tutto questo tempo. Gioco? Adesso nel Torino deve rispondere presente, si può incidere anche in 4 mesi, il valore della squadra non è rispecchiato dalla classifica. Mai un ripensamento, ho subito fatto le valigie quando mi ha chiamato un club così storico”.
D’Aversa ha continuato: “Il Torino ha la peggior difesa, ma anche 9 volte senza subite gol… Un aspetto sicuramente da migliorare. Cosa posso cambiare? Prima cosa, cercare di riportare entusiasmo. Cambiare modulo? Sono valutazioni che si fanno quando alleni i giocatori, credo che per la presenza di tanti centrali e pochi terzini di ruolo molto probabilmente ripartirò da 3, ma non è il modulo che ti fa evitare i gol, ma è l’atteggiamento in campo ne l’occupazione degli spazi”.
Poi sul predecessore e sull’atteggiamento da mettere in campo: “Dobbiamo scendere in campo con il coraggio, l’ultima partita ha dimostrato che nonostante i valori tecnici la squadra perdeva subito palla, forse è scesa in campo senza coraggio. Con Baroni abbiamo lavorato insieme a Lanciano, facevo il dirigente, ma oggi devo fare le mie valutazione senza influenze del passato. Più avanti lo chiamerò”.
A Torino, D’Aversa vorrà avere un’esperienza diversa: “Cosa non ha funzionato nel recente passato? A Lecce quell’esperienza non è andata bene, ho commesso un errore e mi sono scusato, ma ha avuto influenze. Con Empoli retrocessi, ma infortuni importanti che ci hanno condizionato: abbiamo subito 5 crociati. Il mio percorso è cominciato molto forte, ultimi anni qualche incidente di percorso, ma allenando squadre che lottano per non retrocedere… Qui c’è potenziale per far bene, voglio sfruttare al massimo opportunità”.
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