Di Francesco: “Calcio italiano? Esame di coscienza prima di parlare, difficile coi ragazzi d’oggi…”

L'allenatore del Lecce ha parlato della crisi del calcio italiano ancora una volta escluso dalle fasi finali della Coppa del Mondo

L’Italia manca l’appuntamento con l’accesso ai Mondiali per la terza edizione di fila e da giorni non si fa che parlare d’altro. Mentre la Serie A ha giĆ  ripreso i giochi, Eusebio Di Francesco, oggi ai microfoni dei giornalisti nella conferenza stampa prima del match contro l’Atalanta, in programma alle 15 di lunedƬ 6 aprile, ha detto la sua sul tema. Non sono mancati gli “attacchi” al Lecce Primavera, scudettato nel 2022/2023 con una squadra composta da molti stranieri ma in cui militavano anche gli italiani Ciucci, Minerva e Russo.

FisicitĆ  ed elementi che puntano l’uomo

Di Francesco ha provato a dire la sua. Per il tecnico abruzzese nel football nostrano si punta troppo sulla fisicitĆ : “E’ un discorso molto ampio. Ho sentito parlare tanti anche dicendo cose che non condivido. Ho altri problemi rispetto alla Nazionale, ma del calcio italiano mi interessa. SƬ serve coraggio, io guardo alla mia squadra e con le ali puntiamo molto a colpire, tuttavia se vuoi competere ti serve anche l’equilibrio. Credo che in questo calcio la fisicitĆ  la faccia da padrona. Condivido l’idea di mettere giocatori che puntano, poi però se va male si dice che siamo stati troppo leggerini. Quindi prima di parlare servirebbe un esame di coscienza, perchĆ© poi rischiare e avere coraggio vuol dire che anche poter sbagliare e non sentire poi subito le critiche ai primi problemiā€.

I ragazzi

Nell’ambito del punto su Camarda, altro nome su cui si ĆØ discusso tanto e che domani sarĆ  a Lecce in attesa del pieno recupero per il finale di campionato, Di Francesco ha parlato anche dei giovani: ā€œE’ facile puntare il dito, poi però bisognerebbe analizzare ogni aspetto. A volte manca la voglia nei ragazzi, prima i giovani chiedevano di restare all’allenamento a fare tecnica, oggi dobbiamo chiederlo noi. A volte mancano delle cose e non vengono sviluppate intorno ai 12 anni. I ragazzi di oggi sono più bravi con le dita e al cellulareā€.

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5 mesi fa

Difrancesco non capisci un cavolo

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5 mesi fa

Di francesco è uno che sa di calcio. Dice bene che oggi ai ragazzi interessa più il telefonino che giocare a calcio. Ecco poi che fa bene Corvino a pescare all estero gente che ha fame di campo

Commento da Facebook
5 mesi fa

Ancora parla. Fatti!!!

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