Tutto pronto all’Hotel President di Lecce, tra poco la conferenza stampa di Pantaleo Corvino e Saverio Sticchi Damiani.
10.12: Prende parola il presidente
“Il martedì di Lecce-Genoa Pantaleo Corvino ci ha comunicato la sua decisione, figlia esclusivamente della stanchezza che prova. Questo non ci ha reso felici, ma ci tengo a precisare che l’unico argomento è stato quello della stanchezza e nulla altro. C’è stata totale sintonia ed armonia anche in queste battute finali. La conferenza congiunta è figlia del rapporto che c’è tra di noi. La scelta di averlo con noi è stata la migliore possibile, di caratura mondiale, e i risultati raggiunti sportivi ed economici ne sono la prova. E lo ha visto tutto il mondo del calcio che glielo ha riconosciuti anche e soprattutto in questi giorni”.
“Siamo stati davvero una famiglia, sono stati sei anni bellissimi. E fatemi puntualizzare che l’unico motivo del suo addio è legato alla stanchezza, poiché qualsiasi accostamento con le ipotesi giornalistiche fatte in questi giorni è totalmente fuori luogo. Una trasmissione che approfondiva sulle situazioni del calcio italiano ha provato ad infilarci Corvino ed il Lecce, che invece ne sono usciti non puliti, ma di più. Anche il mio fuorionda, montato ad arte, faceva riferimento alle situazioni legate ad altre società”.
“Ci tengo a dire che il progetto Lecce continuerà più forte di prima. Dopo due tentativi di convincere Corvino ora mi concentro sulla ricerca di un nuovo ds e poi si parlerà di allenatore e del resto. Non ho parlato con nessuno, non ho ricevuto nessun no, sono lo stesso che sei anni fa ha voluto Corvino quindi posso avere un’altra buona intuizione”.
Prende parola il dt Pantaleo Corvino.
“Non è facile essere lucido, c’è grande emozione e grande gratitudine, cercherò di non annoiare nessuno non è facile. Il mio stato d’animo è sempre stato noto, perché insomma anche se parlo poco lo faccio due volte l’anno ed in modo chiaro”.
“Né io né mio figlio abbiamo sentito la minima perturbazione di questa recente inchiesta giornalistica, perché non abbiamo avuto paura in merito. Però è chiaro che in qualcuno si possono insinuare delle idee e non va bene. Ciononostante non ho avuto nessun rancore verso chi queste perturbazioni le ha create. Questi cronisti d’inchiesta, da marciapiede come me, ce ne sono tanti in Italia e io li apprezzo e stima. Non ho avuto nessun momento di perdita di stima, ma più che altro può essere una superficialità perché si sono fidati di una persona”.
“Ho vissuto il calcio da marciapiede fino al calcio professionistico, e in quest’ultimo vieni scelto, non è che scegli tu. Ho lavorato dieci anni a Casarano con la famiglia Filograna, sette anni a Lecce con la famiglia Semeraro, poi con Sticchi, con Della Valle a Firenze e con la famiglia Saputo a Bologna. Quando ti scelgono queste famiglie sei orgoglioso e qualcuno ha voluto mettermi in cattiva luce anche con queste persone che mi hanno stimato”.
“Queste trasmissioni fanno bene il loro lavoro ma potevano fare un altro tipo di lavoro, perché lo fanno altre volte, andando a parlare con me e con mio figlio. Ho sempre lavorato in trasparenza, senza creare problemi alle società né facendo grandi movimenti con gli agenti, me lo avessero chiesto avrei dato i dati. Negli anni con Casarano e Bologna gli incassi degli agenti sono stati a zero, con i Della Valle ho creato quasi 100 milioni di attivo e qui di mio figlio non c’è traccia. Lui fa l’agente da quando non c’era il conflitto di interessi. Ci sono tutti dati e dichiarazioni riscontrabili, se volessero fare un’altra trasmissione”.
“Procure e intermediazioni a Lecce, le procure con Ramadani sono queste. Falcone pagato 2 milioni e 8, a Berisha abbiamo pagato solo la cifra da riconoscere al club, Stulic pagato 5,5 milioni e 650mila di ingaggio, Pongracic rivenduto a 15. Di solito quando si fanno delle operazioni con un agente per guadagnare non si fanno questi dati in cui invece si fa evidentemente il bene del club. Dati evidenti, ma a me conta la fiducia delle famiglie con cui avrei lavorato. Mi è dispiaciuto solo non essere ascoltato”.
“Mio figlio voleva fare il calciatore e ho detto lascia stare. Voleva fare l’arbitro, era stato il miglior esordiente e ho detto lascia stare. Ha voluto fare il procuratore in un momento in cui non c’era il conflitto d’interesse e lo ha fatto, era un suo sogno. Anch’io ho perseguito il mio sogno, lo dico sempre ai ragazzi nelle scuole. A mio figlio non potevo togliergli questo sogno, come io volevo fare il direttore sportivo del Lecce e l’ho fatto. Oggi sono qui per dire perché spezzo il mio di sogno”.
“Non sono una persona che bleffa, e sono qui per essere chiaro sul perché del mio percorso. Sono una persona divisiva e non so perché, me lo sono sempre chiesto. Mi sono chiesto se è colpa mia, se è colpa dell’invidia, non lo so. Forse perché non ho detto sì ad alcuni ragazzi per i quali ho detto non c’era strada, anche se poi magari anni dopo mi hanno abbracciato perché ora il figlio fa un’altra professione soddisfacente. Forse perché non ho detto sì a chi voleva fare il medico o altro nel Lecce. Forse perché ai tifosi ho tolto il sogno di non poter trattenere alcuni giocatori, ma io sono un manager e devo fare il bene del mio club, non posso fare altro. E’ stato difficile sentire i fischi nei momenti più difficili, ma anche molto bello sentire l’appoggio di chi ti stima quando altri ti fischiano”.
“Così ho chiamato il presidente ed ho detto di far sapere ai soci la mia volontà. Ho preso un club non in salute e l’ho lasciato in salute, ma ora non avrei le forze per continuare a fare lo stesso per i miei tifosi. Siamo stati una squadra, io e il presidente, che ha fatto tanto per prendere questa squadra e portarla in A. I miei calciatori lo hanno saputo dai giornali, ma non volevo creare problemi nello spogliatoio. Ho ancora tanta passione, non ho mai preso il caffè con mia moglie perché mi alzavo prestissimo. Ho la passione ma le forze non tornano, così con onestà ho detto al presidente che era il momento di fermarmi. Il Lecce non può aspettare me ed io non so ancora quanto mi servirà per ritrovare le energie. Io non voglio fermarmi qui, ho sempre detto che sono un cavallo di razza e morire in pista, ma adesso mi sento così. Non è stata una decisione qualsiasi, dopo 13 anni al Lecce”.
“Ho portato al Lecce tanta Serie A, 3 vittorie della Serie B, tanti titoli giovanili con ben tre scudetti Primavera. Abbiamo fatto tanto, ma ora non ho le energie per continuare a fare lo stesso. Di solito quando comunichi qualcosa avverti, e non ho potuto farlo a dovere. Sono stati sei anni importanti, volevamo che il nostro territorio emergesse. Abbiamo dato tutte le cure possibili e immaginabili a questa terra, siamo partiti nel 2020 ed ho lavorato con tanta passione. Lascio il club più in salute d’Europa, non d’Italia con un patrimonio importante. Ringrazio ancora tanto questa società ed i suoi soci che mi hanno messo nelle condizioni di esprimermi al meglio”.
“I momenti difficili ci sono stati. Il Lecce per raggiungere certi risultati deve soffrire, non è una squadra che può salvarsi a febbraio. Non lo fanno club con quasi un centinaio di milioni di monte ingaggi. Fare la Serie A con 10 milioni di monte ingaggi è quasi impossibile e ce l’abbiamo fatta, ma anche con 30 si soffre fino alla fine. Ed è stato complicato vedere che in certi momenti questo non è stato compreso da tutti, così come è stato bello quando lo stadio si è compattato proprio nella maggior sofferenza”.
“Un altro momento molto difficile è stata la perdita, dopo quella vissuta a Firenze con Davide Astori, di Graziano Fiorita. L’ho voluto sia nelle giovanili che in prima squadra, è stato il momento più difficile di questi anni”.
“Ho salutato l’altro ieri tutti i dipendenti della famiglia Lecce. Tutti conoscono quelli che vanno in campo, ma i dipendenti non li conosce nessuno eppure è una squadra che ti aiuta a vincere o a non perdere, o a perdere il meno possibile. Li ringrazio ancora oggi. Mi prendo tempo perché non ho potuto salutare Di Francesco, il suo staff. Quando ho preso il mister sembrava volessi sfidare il mondo, questo per la sua storia recente. Invece credevo molto in lui, lo volevo portare anche a Firenze ma ora era una sfida che volevo fare. Un abbraccio anche ai calciatori, che ci hanno portato ad un’altra salvezza. Sono stati presi per capacità, con quello che possiamo perché si fa con quello che si può. Noi abbiamo scelto il meglio che potevamo. C’è chi gioca di più può dimostrarlo in campo, poi c’è chi gioca di meno e viene spesso tacciato. Vedi Siebert, all’inizio criticato ma poi dopo l’infortunio di un compagno si è affermato. Poi non tutti possono emergere ed essere venduti a certe cifre. Ai ragazzi abbiamo trasmesso dei valori senza i quali una squadra non può salvarsi”.
“Voglio salutare il Salento, il mio territorio, tutti i tifosi del Lecce. So che senso d’appartenenza c’è, so quanto è grande. So quando posso essere divisivo per i miei tifosi perché vendo i calciatori, quelli che li hanno fatti innamorare. Posso anche chiedere perché non posso essere capito io, che devo farlo per necessità come per necessità ho dovuto fare una Primavera di soli stranieri. La mia necessità era questa e perché io volevo che il Salento fosse conosciuto dalla Groenlandia alle Far Oer, del Lecce si parla dalla Groenlandia a Capo Horn. Ci sono grandi club che vengono nei migliori hotel, tutti conoscono il Lecce e a questo ci tenevamo. Saluto tutti i tifosi, anche quelli che mi hanno insultato perché magari gli sto sulla testa, non solo quindi quelli che amo. Voglio salutare tutti. E sono tanti, si veda lo stadio pieno che negli ultimi anni in A ha portato due milioni e mezzo di tifosi”.
”Io e il presidente potevamo andare alla NASA a lavorare con i laser, invece siamo stati artigiani e spesso il nostro lavoro artigianale non è stato capito. Mi auguro che il Lecce rimanga in Serie A ancora a lungo. Ora scusatemi se non risponderò alle domande ma non sarei lucido, un abbraccio a tutti”.
11.24: si chiude la conferenza stampa.









LEKKINI
Grazie ed eterna gratitudine a Pantaleo e alla Società U.S Lecce per tutto quello che di bello è stato fatto in tutti questi anni. Fare calcio giù è davvero complicato soprattutto perché non abbiamo fondi esteri, Emiri o investitori di spessore. Pare che avere i conti in ordine non importi più di tanto e non ci rende appetibili. Poco importa. Preferisco il cuore e le emozioni a gente che non ha nulla a che fare con il Salento e con i colori giallorossi e che ci metterebbe un attimo a vendere tutto solo per interesse. Questo purtroppo è diventato il calcio. A me interessa solo tifare Lecce per il gusto di gioire per la squadra del cuore. Che poi sia in serie A o altrove, poco importa. Conta solo dove metti il cuore e quello resterà per sempre giallorosso🌹
La Roma ha preso 5 punte per arrivare a malen (dovbyk, dybala, ferguson, vaz e giustappunto malen), senza parlare del resto della rosa. Il como ha pagato uno stipendio da faraone a morata e ha speso circa 110 milioni fra cui 20 per appassiti in panchina come khun ecc.. e sono le due squadre tanto osannate per i risultati..senza parlare di milan,juve,fiorentina e tutto il resto della serie a e i relativi monti ingaggi ( tipo un durosimni a 10 milioni a pisa dovrebbero mettere a fuoco la citta) .. ma noi no dobbiamo persistere nel fare l’elenco ogni volta di quelli che sbagliamo noi . Le stesse persone che si lamentano oggi lo facevano 4 mesi fa con frasi tipo “la cremonese si che ha fatto un buon mercato, mica come noi pezzenti, vergogna ,rispetto per i tifosi “.Abbiamo sbagliato diversi acquisti? Certo e continueremo a farlo, chiunque sia il ds perché tutti in serie nessuno li ingarra, neanche quelli che sono andati in champions, figurati noi. Ma tifate e basta, finirete per provare un pizzico di soddisfazione quando retrocederemo
Non contesto il Corvino degli anni precedenti, nonostante i suoi difetti caratteriali ma vivaddio negli ultimi due campionati abbiamo avuto due squadre proprio di m….a che si sono salvate per puro miracolo, non se ne può assumere il merito!
Se un professionista sbaglia due progetti è giusto che vada via, in verità SSD avrebbe dovuto mandarlo via a prescindere dalle sue dimissioni (o aspettativa?).
Ovvio che non rispondi alle domande ! Anzi è strano che la Redazione non cancelli i miei pensieri sempre in contrapposizione al tuo PATRIARCATO ! Grazie di tutto ma Adesso “EVAPORA” insieme al tuo “Zerbino” …. BERI o KAKARANO VI CHIAMANO !!! BAY BAY
Abbande!!! Gira 🌻 girasole!
E dopo di lui, Trinchera.
Largo ai giovani.
A quest’uomo si puo’ dire solo grazie a prescindere da antipatie, simpatie, rancori personali e invidia. Purtroppo l’ipocrisia regna sovrana e per qualcuno, con gravi problemi, ogni pretesto è l’occasione per deridere e denigrare. Quel qualcuno fomentatore di masse fallito, contabile schizzofrenico che cambia continuamente nick pur di continuare ad infangare l’US Lecce professandosi tifoso leccese. Ora il che il Corvo ha lasciato, come era giusto che fosse per l’età, lo stress e scelte personali, quale sarà il prossimo capro espiatorio? Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.
Direttore buongiorno. Non ho capito la tua scelta, fatto sta, che tu insieme al Presidente siete stati la mia stella, e di altri 20/30 abbonati. Spero solo che tu non lo abbia fatto per soldi….
Presidente ora tocca a te, insieme alla sig.ra Marina, fare da mentore a noi tifosi.
Forza Lecce
Chi lecca, non vuole vedere la realtà!…resta nell’ombra e continua a leccare, magari anche Quest’anno entreranno gratis allo stadio.Leggo sotto che di questi ci sono tanti che gente fallita!👅🤡