ANAC sblocca Malagò alla FIGC: lunedì le elezioni, sfida con Abete per la presidenza

Il parere dell’Autorità anticorruzione chiarisce il nodo sul “pantouflage” e apre alla corsa per la presidenza FIGC: il 22 giugno la scelta tra Malagò e Abete

La corsa alla presidenza della FIGC entra nella fase decisiva dopo il parere dell’ANAC, che ha escluso profili di ineleggibilità per Giovanni Malagò legati alla normativa sul cosiddetto “pantouflage”. Un passaggio interpretativo che elimina uno degli ultimi ostacoli formali alla sua candidatura.

Secondo quanto chiarito dall’Autorità anticorruzione, la disciplina sulle incompatibilità successive non trova applicazione nel caso specifico delle cariche apicali in enti sportivi privati, poiché non rientrano nelle categorie di rapporti professionali previste dalla norma richiamata.

La nota dell’ANAC è esplicita nel merito giuridico

“La disposizione citata rinvia alla previsione contenuta nell’articolo 29-bis della legge n.262/2005, la quale, letta in combinato disposto con la norma di rinvio, richiede che il rapporto avviato al termine dell’incarico presso l’organo collegiale rientri tra i “rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego Considerato il tenore letterale della disposizione gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati in destinazione non sono riconducibili ad alcuna delle suddette categorie. Ne consegue che, nel caso di specie, difetta uno dei presupposti di applicabilità della disciplina delle incompatibilità successive prevista dall’articolo 3, comma 3-bis, decreto-legge n. 25/2025, con ciò rendendo non necessario l’esame degli ulteriori presupposti richiesti dalla disposizione medesima”.

Verso il voto del 22 giugno

La decisione arriva a pochi giorni dall’assemblea elettiva che designerà il successore di Gabriele Gravina alla guida della FIGC. I candidati principali restano Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, entrambi espressione di visioni differenti per il futuro del calcio italiano.

Il confronto si giocherà su 263 delegati rappresentanti di tutte le componenti del sistema calcistico: Serie A, Serie B, Lega Pro, LND, atleti e tecnici. Un equilibrio complesso che, sulla carta, vede Malagò in posizione di vantaggio grazie al sostegno di più componenti federali.

Il sistema di voto e gli equilibri

Lo scrutinio sarà elettronico e a voto segreto. Ogni delegato esprimerà una sola preferenza e sarà eletto presidente chi otterrà la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi.

La candidatura di Abete mantiene però una base solida nel mondo dilettantistico, che può rappresentare un bacino decisivo in caso di equilibrio stretto.

Le posizioni dei candidati

Nel suo programma, Malagò ha delineato una visione di sistema centrata sulla crescita della Serie A come motore dell’intero movimento:

“La Federazione deve accompagnare la Serie A senza invadere l’autonomia della Lega, ma assumendo il ruolo di garante dell’interesse generale. La crescita della massima divisione deve produrre benefici sull’intera piramide. Per questo le politiche federali dovranno collegare licenze nazionali, investimento nei vivai, sviluppo del calcio femminile, ammodernamento degli impianti e sostenibilità economica. Una Serie A più forte non è in contraddizione con un sistema più equilibrato: al contrario, senza una base solida la stessa competitività della massima divisione si indebolisce nel medio periodo. Il tema dei diritti audiovisivi è centrale, ma non sufficiente. Il valore del prodotto va difeso contrastando la pirateria, ampliando te piattaforme di distribuzione internazionale e migliorando l’esperienza allo stadio. La Serie A deve diventare una Lega più globale senza perdere la propria identità italiana: qualità tecnica, cultura tattica, storia, territori, rivalità sportive e stile devono essere organizzati come parte di una narrazione commerciale unitaria. La Presidenza federale dovrà sostenere questa agenda con una forte interlocuzione istituzionale su impiantistica, fiscalità, sicurezza, tecnologia e tutela dei contenuti, affinché la crescita della Serie A diventi crescita dell’intero sistema”.

Abete, invece, ha puntato l’attenzione sulla struttura dei campionati e sulla formazione:

“Le difficolta di dar luogo a un progetto di riforma dei campionati, sono un dato oggettivo. I Club professionistici inglesi sono 92, quelli tedeschi 56, gli spagnoli 42 e i francesi 36. Nel rispetto del percorso sportivo e degli investimenti economici fatti da tanti Club che sono approdati al professionismo, occorre seriamente individuare dei parametri, delle modalità che consentano in maniera programmata senza facili scorciatoie lesive dei diritti di chi ha investito di giungere ad un ridimensionamento dell’area professionistica per il quale già la Federazione aveva presentato pochi mesi orsono un prima ipotesi di lavoro. La qualità del calcio italiano non nasce nei vertici, ma nei primi anni di formazione. Formare di più, formare meglio e formare tutti non è sufficiente: serve formare in modo progressivo, coerente e radicato nel campo. Rendere la formazione accessibile significa democratizzare il futuro del calcio”.

Il nodo pantouflage e il ruolo di Malagò

Il chiarimento dell’ANAC rappresenta un passaggio decisivo nella definizione del quadro elettorale. Il tema del “pantouflage”, legato ai vincoli per chi ha ricoperto incarichi pubblici e passa al settore privato, non costituisce dunque un ostacolo alla candidatura.

Soddisfazione è stata espressa direttamente da Malagò, che ha dichiarato all’ANSA:

“Ho appreso con soddisfazione il parere dell’Anac. Ognuno adesso può giudicare l’accaduto. Ho sempre sostenuto la correttezza della mia posizione nel merito. Per mia conoscenza specifica della questione, mi ero rivolto in modo formale e informale a 11 soggetti diversi, titolati sull’argomento. E tutti mi avevano manifestato la loro certezza che non c’era alcun problema in merito. Ognuno adesso può giudicare l’accaduto”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Commento
più nuovi
più vecchi più votati
Tonitty
2 mesi fa

Che vergogna, non cambia nulla
Sempre servili alle grandi della lega calcio

Articoli correlati

La netta presa di posizione da parte della Federazione Italiana Giuco Calcio...
Il nuovo presidente della Figc ha tenuto la sua prima conferenza stampa dopo la nomina...
Il ministro dello Sport rilancia il tema delle riforme e del dialogo istituzionale dopo l'avvenuta...

Altre notizie