Il calcio e la storia sono fatti di protagonisti e starring partner, ma quasi sempre non è il ruolo a fare l’uomo e ci sono grandezze e grandezze. E’ il caso di quanto avvenuto ieri, quando due giganti hanno salutato i Mondiali 2026 ma lo hanno fatto in modo molto diverso. Da un lato il Portogallo di Cristiano Ronaldo, che se l’è giocata a testa alta contro una Spagna insuperabile e capace di mettere la testa avanti all’ultimo, lasciando in lacrime uno dei più grandi di sempre. Dall’altro gli Stati Uniti più di Trump che di Pochettino, che in una rassegna dai connotati già discutibili ha lasciato la scena proprio al Presidente autore di un gesto di grande povertà di spirito sportivo con il compiacimento della FIFA, per fortuna inutile ai fini del risultato.
Il derby iberico è spagnolo
Gara più da tripla di questo Spagna-Portogallo forse non c’è stata negli ottavi che si chiuderanno oggi. Un match giocato alla pari, in cui però gli spagnoli sono apparsi più convinti nel mettere il bel gioco al servizio dell’attaccare la porta avversaria a dispetto di un Portogallo che si è forse piaciuto un pochino troppo, giocando in modo meno intenso e favorendo la super difesa dei cugini. Così al novantesimo la stoccata di Merino ha sancito: Spagna ai quarti, per Cristiano Ronaldo la fine di un’era ma quelle lacrime finali sono condivise dagli amanti del calcio che hanno apprezzato le sue giocate e anche la dignità di mostrare il suo lato più umano, simile a quello di qualsiasi sportivo.
Belgio saved football
E’ il commento che più si è letto su social e giornali nella mattinata di oggi. Sì, perché oltre il poker rifilato dalla nazionale di Garcia ai padroni di casa di Pochettino c’è la prepotenza di Donald Trump, che ha forzato gli organi FIFA (istituzione capace di perdere ogni restante scampolo di credibilità) per revocare il rosso a Balogun lanciando un pessimo segnale ad ogni appassionato del gioco più bello del mondo. Ma è proprio l’amore per il calcio che i potenti non potranno comprare mai e che ieri si è tradotto nella sfuriata di un Belgio che i ha messo orgoglio e dignità, quella che dalle parti di Washington hanno perso da un bel pò.
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Trump e “Inzerbino” uno peggio dell’altro.