Mondiali 2026, la Spagna è sul tetto del mondo. Argentina ko ai supplementari

Le Furie Rosse conquistano il Mondiale 2026 grazie al gol decisivo di Ferran Torres al 111'. Decisiva anche l'espulsione di Enzo Fernández nel finale dei tempi regolamentari

La Spagna torna sul tetto del calcio mondiale conquistando il Mondiale 2026 al termine di una finale combattuta contro l’Argentina. Al MetLife Stadium, la nazionale iberica si impone 1-0 dopo i tempi supplementari, premiando una prestazione di grande intensità e controllo del gioco. A firmare la rete che vale il titolo è Ferran Torres, decisivo al 111′ con la conclusione che spezza l’equilibrio e consegna alle Furie Rosse il secondo titolo iridato della loro storia.

La Spagna parte meglio, l’Argentina resiste

La finale si apre con un avvio prudente, ma è la Spagna a prendere progressivamente il comando delle operazioni. Dopo appena cinque minuti Lamine Yamal si rende subito pericoloso con una conclusione deviata che sfiora il vantaggio.

Con il passare dei minuti la pressione degli spagnoli cresce, mentre l’Argentina preferisce chiudere gli spazi e affidarsi alle ripartenze. Poco prima dell’intervallo è Mikel Oyarzabal a impegnare Emiliano Martínez, bravo a mantenere inviolata la porta albiceleste con un intervento decisivo. Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, nonostante il predominio territoriale della formazione iberica.

Dibu Martínez tiene in vita l’Argentina, poi arriva il rosso

Anche nella ripresa è la Spagna a creare le occasioni migliori. L’ingresso di Ferran Torres aumenta il peso offensivo della squadra e al 67′ l’attaccante sfiora il vantaggio con un colpo di testa su assist di Yamal, trovando ancora una volta la pronta risposta di Martínez.

L’episodio che cambia l’inerzia della gara arriva nei minuti di recupero del secondo tempo: Enzo Fernández interviene in ritardo su Pau Cubarsí, ricevendo il secondo cartellino giallo e lasciando l’Argentina in dieci uomini per tutto l’extra time.

Torres decide la finale ai supplementari

Con la superiorità numerica, la Spagna aumenta ulteriormente la pressione. Nei primi quindici minuti supplementari Nico Williams trova anche la via della rete, ma il gol viene annullato per un fallo commesso da Mikel Merino su Nicolás Otamendi durante l’azione.

La svolta arriva al 111′. Su un cross proveniente dalla destra, Nico Williams prolunga di testa verso il centro dell’area, dove Ferran Torres si inserisce con perfetto tempismo e batte Martínez con una conclusione precisa che vale l’1-0.

Finale senza rimonta argentina

Nel finale l’Argentina tenta l’assalto disperato nonostante l’inferiorità numerica. La difesa spagnola riesce però a respingere ogni tentativo, con Cubarsí protagonista di un intervento decisivo su un traversone insidioso. L’ultima occasione capita a Giovanni Simeone, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo non riesce a inquadrare la porta.

Dopo i minuti di recupero dei supplementari arriva il triplice fischio che sancisce il successo della Spagna, capace di imporsi grazie a una prestazione caratterizzata da organizzazione, qualità nel possesso e grande solidità difensiva. Un trionfo costruito con pazienza e determinazione, culminato nel gol di Ferran Torres che consegna alle Furie Rosse il secondo Mondiale della loro storia.

Redazione

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Sergio
1 mese fa

Trionfo straordinario che premia la nazionale che ha espresso la migliore organizzazione e la più alta qualità di palleggio durante tutta la competizione. La finale del MetLife Stadium ha confermato la maturità di questo gruppo: la Spagna ha gestito il predominio territoriale con enorme pazienza, sfruttando al massimo la superiorità numerica dopo l’espulsione di Enzo Fernández, fino alla zampata decisiva di Ferran Torres e alla solidità di Cubarsí nel finale. I Mondiali si vincono con il talento, ma si sigillano con l’equilibrio tattico, laurearsi campioni del mondo subendo appena un solo gol in tutto il torneo è la dimostrazione lampante di una solidità difensiva monumentale, che consegna meritatamente alla Spagna il secondo titolo iridato della sua storia. Complimenti alle Furie Rosse per questa lezione di grande calcio. Noi invece, ahimè, siamo distanti anni luce da questo livello e dal quale dovremmo trarre spunto. 
 

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