Approccio sbagliato, primo tempo squarciato da errori difensivi alle prime occasioni e reazione che si ferma sulla scelta troppo spesso sbagliata sulla trequarti. Un copione già visto condanna il Lecce alla terza sconfitta consecutiva, la terza di fila in casa.
Reazione
Di Francesco ha chiesto rabbia ai suoi dopo la debacle di Frosinone e l’ha avuta parzialmente e in ritardo. Le gambe imballate nelle due situazioni in cui il Genoa ha tagliato la difesa del Lecce sono arrivate anche da teste che, nei primi 45′, avevano ancora dentro il 5-1 incassato dalla banda Alvini. La punizione deviata di Maleh (anche un colpo di fortuna) ha riacceso i decibel del Via del Mare nonostante la pioggia. Stulic, descritto come arrabbiato e grintoso durante gli allenamenti, è tornato a giocare dal primo minuto e prima della pausa ha accarezzato la possibilità di sbloccarsi. Sull’iniziativa di un positivo Gallo (il migliore del Lecce), il serbo ha incassato la parata di Bijlow e spinto il pallone in porta con la mano. Al riposo sul 2-2
Ciò che manca al Lecce è la consapevolezza di essere pericolosi. La ripetizione di quest’andazzo in cui si arriva alla trequarti e non si punge rischia di creare un corto circuito nell’idea più offensiva disposta quest’anno dal tecnico, soprattutto se in difesa ci si concede almeno due distrazioni a gara. Dall’altra parte del campo, il Lecce non può prescindere dai gol su calcio piazzato. Più di 10 recuperi alti devono precedere più occasioni da gol.
Punte cercasi
E con 9 partite già in archivio, e alle porte le sfide con Lazio, Inter e Napoli dopo il Torino e la sosta, lo 0 alla voce gol segnati dei centravanti inizia a preoccupare. Stulic ha saltato per indisponibilità solo una partita, Geubbels cinque. L’attenuante non basta a tollerare la magra statistica di un reparto offensivo in gol solo tre volte con Fatah, N’Dri e Monteiro. Anche il Venezia è a 3, ma con 2 gol di Adams (1 Yeboah). Guardando nei bassifondi della classifica momentanea vi sono le 5 reti dell’attacco dell’Udinese (2 Bayo e 1 Davis) e le 5 del Parma (2 Lontani, 2 Romero). Super Varela (9 gol) contribuisce tantissimo negli 11 gol degli attaccanti del Monza. 9 reti per il reparto offensivo del Sassuolo (3 Adzic, 2 Berardi, 2 Esposito, 1 Bowie, 1 Volpato).
Collegandosi al concetto di calcio più propositivo rispetto all’anno scorso, e più adeguato alle modifiche regolamentari con annessa poco comprensibile linea arbitrale, è evidente che al Lecce manca l’assimilazione di un particolare non da poco: il famigerato ultimo passaggio, da leggere anche e soprattutto quando si scagliano cross imprecisi (ieri zero traversoni a destinazione nella ripresa) con tanti uomini in area e la famigerata qualità che latita. I gol da calcio piazzato e aver sfruttato al meglio episodi e momenti dell’avversario contro Venezia, Udinese e Monza hanno costruito un tesoretto anticipato, che non potrà bastare per molto.
Infortuni: parlarne o no?
Lecce-Genoa 1-2 ci lascia anche l’eredità su come trattare la pesantissima scia di assenze, acuita dallo stop a Monteiro, l’elemento che nel periodo negativo generale stava trovando i suoi spunti dopo l’adattamento alla Serie A. Il direttore tecnico Trinchera nel prepartita ha allontanato il vittimismo. Di diverso avviso è stato il presidente Sticchi Damiani. Senza Coulibaly e Pierotti il Lecce perde una buona fetta di recuperi palla ed equilibrio in fase di non possesso. Meno palloni recuperati vogliono dire più difese colpevolmente schiacciate (come sullo 0-1 di Osmajic e lo 0-2 della Juventus domenica scorsa) e una lettura del pericolo diversa. Senza la protezione di Pierotti, Danilo Veiga sta accumulando statistiche difensive negative (ieri 33% di tackles vinti e 50% di contrasti vinti). Dembélé potrà essere un’alternativa? Ilic e Berisha avrebbero dovuto dare un volto diverso al centrocampo nelle ambizioni di Di Francesco e Geubbels, al netto degli errori offensivi (ok, particolare non da poco visto il paragrafo precedente) ha saputo dare dinamismo all’attacco. Se si aggiunge anche la squalifica di Gaspar si toglie la spina dorsale alla squadra.
Responsabilità
Ora, è giusto che lo staff tecnico si concentri sugli elementi a disposizione, ma ieri l’assunzione di responsabilità da parte del tecnico è sembrata più uno scudo per difendere i propri ragazzi di un allenatore che è fisiologicamente in difficoltà nella costruzione di vesti tattiche sempre diverse con poco materiale umano a disposizione e vuole tanto difendere il successo dell’anno scorso dopo annate di delusioni. Il calo arriva in una settimana densa di impegni. Il calcio è veloce ma tutto sommato meritocratico. Il confronto col Genoa descrive il momento. De Rossi ha incamerato 9 punti in sette giorni avendo tutti a disposizione, anche l’MVP Messias, dopo esser stato sulla graticola. Il Lecce resta a 0 dopo lo 0-3 di Udine che avrebbe fatto distrarre qualcuno: chissà a chi allude DiFra quando dice di aver sentito “discorsi del cavolo” invece di tenere i piedi per terra…









Fare il 433 senza uomini di qualità ti espone a figure barbine, la proprietà di palleggio dei centrocampisti è l’elemento importante del modulo insieme agli esterni che devono per forza di cose fare tutte tre le fasi di gioco.Domanda da fare a Tecnici e Opinionisti dove sono oggi in questo Lecce i calciatori con queste caratteristiche? Poi possiamo pure andare al mercato di Porta Rudiae a comprare la grinta,la fame e qualche articolo caratteristico della cucina leccese.
Ieri peggior Lecce visto al Via del Mare. Fermo restando che sono partite perse dal tecnico. Non si può contrastare un centrocampo a 5 con un centrocampo a 3. Leggero come il nostro, per giunta. E lo stesso N’dri non può giocare sulla destra. Faceva ottime giocate e poi perdeva tempo per mettere la palla sul sinistro. Ok che siamo in emergenza, ma almeno “quadriamo” la squadra