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Vives lascia il calcio, tante emozioni ad Afragola

L’ex centrocampista di Lecce e Torino appende ufficialmente gli scarpini al chiodo. Ieri il Vives Day: partita di beneficienza ed emozioni di molti compagni.

In tanti ricorderanno il suo spirito di sacrificio, finito ora negli annali. Giuseppe Vives dice addio al calcio giocato e saluta nel migliore dei modi, regalando un aiuto a chi è in difficoltà. Sulle colonne de Il Mattino si è dato spazio al match di beneficienza giocato allo stadio Luigi Moccia di Afragola tra una selezione di ex compagni di Peppino e la Vis Afragolese. L’incasso è stato devoluto all’associazione Run for Love.

In tanti hanno voluto prendere parte all’evento ideato dalla famiglia del mediano. Guillermo Giacomazzi, il rappresentante dei passati leccesi, Ciro Immobile, Nikola Maksimovic, Christian Molinaro, Daniele Altobelli, Gennaro Troianello, Raffaele Maiello e Andrea Bifulco hanno voluto festeggiare Giuseppe Vives insieme a Luigi De Canio, suo allenatore in giallorosso, e Marco Rizzieri, osservatore del Torino.

Il futuro sarà una scuola calcio. Ripensando al passato, il classe 1980 ha dichiarato: “Ho fatto tanta gavetta. Ci sono riuscito, sempre con impegno. Termina un ciclo ma rimane comunque la passione, che metterò a disposizione dei bambini della scuola calcio, sperando che qualcuno di loro possa coronare il proprio sogno e dare grandi emozioni ai genitori, come le ho date ai miei. E magari scoprire qualche campioncino”.

Lecce, per Vives, fu il trampolino di lancio verso il grande calcio. Fu Zdenek Zeman a pescare un allora interessante centrocampista di Serie C/2 dal Giugliano, reduce da un passaggio non felice in B con l’Ancona, nell’estate del 2006. La prima in A fu contro il Torino, il club che lo accolse e di cui divenne capitano, toccando anche l’Europa League. “Vista l’esperienza maturata negli anni, mi sono sentito un po’ ragioniere del centrocampo -evidenzia Vives nell’emozione dell’evento-. Ho avuto tanti allenatori, dai quali ho sempre imparato con umiltà. Quando si smette, te ne rendi conto: il calcio è pura passione, voglio vincere anche se gioco con mio padre e gli amici: è la mia vita. Non mi sono accorto nemmeno di quanto realizzato. Rivedo i filmati e me ne capacito. Ogni allenatore che ho avuto mi ha lasciato qualcosa sotto l’aspetto umano e calcistico”.

L’ultima esperienza del lungo percorso è stata a Terni. Con le Fere, Vives ha battuto il primato di gol: 5 in campionato, siglati da rigorista.

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