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Meccariello, in A mi manda…Liverani

biagio meccariello

Il centrale, fedelissimo di Liverani, avrà una chance nella massima serie dopo la tanta fiducia che il tecnico ha riposto nello scorso campionato.

Il primo tassello della difesa del Lecce 2019/2020 è Biagio Meccariello. Il 28enne sta per formalizzare l’accordo che di fatto lo riporta in giallorosso. La società di via Costadura, infatti, è in procinto di versare una cifra che s’aggira attorno ai 100mila euro nelle casse del Brescia, che l’anno scorso ha optato per il prestito.

Il difensore beneventano è stata una delle tante scommesse vinte dal Lecce, che appunto ha impostato la sua storica promozione sull’ascesa verticale o sul rilancio di tanti elementi. Meccariello è probabilmente la creatura più cara a Fabio Liverani.

In estate, il tecnico ha espressamente richiesto il suo tesseramento. Liverani ha già avuto Meccariello, al pari di Palombi e Petriccione, a Terni nella stagione 2016/2017, quella della maestosa salvezza centrata dall’allenatore subentrato alla 29° giornata a Carmine Gautieri.

Di quella Ternana, Meccariello era il capitano. Le Fere, prima anche di Liverani, rappresentano lo sbarco in Serie B del centrale. In Umbria, è prelevato nell’estate del 2012 dopo dei buoni segnali fatti vedere in Lega Pro con l’Andria BAT. Per l’appunto, dopo la salvezza umbra a firma Liverani, il Brescia si assicura le prestazioni di Meccariello per 250mila euro.

Con le Rondinelle, il sannita comincia da titolarissimo nel 3-5-2 di Roberto Boscaglia, alternandosi in prestazioni da centrale di destra e da perno mediano della retroguardia, ma l’avvento di Pasquale Marino porta alla sua esclusione. Il trainer siciliano lo relega nella lista delle riserve e Meccariello vedrà il campo soltanto in qualche spezzone.

Per la tifoseria bresciana, quindi, Meccariello rimane un oggetto misterioso e tuttora, da quelle parti, ci si stupisce guardando i picchi di rendimento raggiunti quest’anno sotto la sua seconda gestione-Liverani.

I grandi numeri non possono che esaltare la stagione. 33 presenze su 36, una sola partita in panchina, in casa col Benevento, e assenze dallo scacchiere dei titolari sono in due match da squalificato.

E dire che la stagione non era cominciata sotto la migliore stella. Il ragazzo non è mai protagonista di grandi strafalcioni difensivi, ma in delle occasioni è rivedibile, come quando subisce troppo facilmente il fallo di Ardemagni non ravvisato dall’arbitro in Ascoli-Lecce 1-0 che consegna la vittoria al Picchio.

Meccariello si fa apprezzare per sicurezza palla al piede e linee di passaggio cercate e trovate, ma la leggerezza nei contrasti fa nascere dei piccoli tormentoni tra i tifosi, che, scherzando, lo incitano e mettere più vigore. Detto, fatto. Le sbavature dell’ex Brescia si riducono al minimo e sono tante le partite dove si ricordano interventi salva-risultato.

La ciliegina sulla torta di una stagione conclusa in crescendo arriva nel finale. La moria di terzini induce Fabio Liverani a schierare Meccariello largo sull’out destro. L’esperimento è vincente e Mecca è decisivo nella soffertissima vittoria di Perugia.

Il centrale fa tanto bene sulla fascia che Liverani, in una conferenza stampa, esprime il suo dubbio su quale sia la posizione ideale del suo allievo. Ora, dopo tanti esami vinti, la prova del fuoco della Serie A.  L’università del grande calcio sarà affrontata col maestro Fabio Liverani, a cui sicuramente Meccariello dovrà dei ringraziamenti in più.

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