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L’ultimo colpo “europeo” del Lecce: Gica Popescu

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La frenesia della trattativa per l’acquisto di Burak Yilmaz fa saltare in mente acquisto del romeno, giunto nel Salento (guarda caso) dalla Turchia con un curriculum internazionale alle spalle.

L’attualità in casa Lecce parla turco. Il tormentone Burak Yilmaz riempie le pagine del nostro sito e (cerca) di far sognare i supporters nell’anno dell’inaspettato ma dolcissimo ritorno in Serie A.

Il “sogno”, come ormai è chiamato Burak a seguito della parole di Sticchi Damiani a Sportitalia, è un calciatore dall’indubbia dimensione internazionale, conosciuto dagli amanti del football e dal curriculum importante. Stoppiamoci qui su Burak, non è l’ennesimo aggiornamento sulla trattativa con il Besiktas.

Senza presunzione di scientificità (siamo apertissimi a ogni tipo di commento su altre trattative più recenti) il Lecce non tentava di appropriarsi di un nome di tal livello dai tempi di Gheorghe Popescu, difensore romeno giunto in giallorosso nell’estate del 2001.

Il caso vuole che anche allora c’era la Turchia di mezzo. Non sarà l’unica coincidenza. Popescu proveniva dal Galatasaray, dove aveva disputato 4 stagioni dopo gli anni del Barcellona.

Popescu, anch’egli 34enne all’epoca (coincidenza 2), arrivava da leggenda del football di Transilvania. In Catalogna aveva vinto da titolare la Coppa delle Coppe 1997 e con il Galatasaray la Coppa UEFA 2000/2001, solo due anni prima dell’arrivo a Lecce. Gica sarà sempre ricordato dai tifosi del Gala per aver segnato il rigore della vittoria nella finale contro l’Arsenal.

L’operazione-Popescu, lo so non siamo simpatici con troppi sincronismi (coincidenza numero 3) fu definita a Istanbul. Dopo l’ufficialità, Pantaleo Corvino dichiarava a Repubblica: “È questo il colpo che avevo in canna, un vero e proprio colpaccio. Popescu è l’ uomo che cercavamo, quello da mettere in mezzo alla difesa“. L’operazione costò 2 miliardi e 200mila lire e il Lecce si accaparrò il secondo giocatore al tempo più popolare di Romania dopo George Hagi.

Il difensore centrale fu prelevato dal Lecce a seguito della crisi finanziaria del Galatasaray (coincidenza numero 4) che non poteva permettersi il pagamento degli stipendi dopo aver costruito squadre faraoniche per competere in Europa. I 4 milioni di Popescu non furono elargiti tutti (coincidenza numero 5) e alla fine la decisione del procuratore fu di provare la Serie A.

A differenza di Burak, mai uscito dalla Turchia ad eccezione dei due anni a Pechino, Popescu arrivò da glorioso giramondo. Oltre al campionato romeno (con l’U.Craiova), militò in Premier League (Tottenham), Eredivisie (PSV) e appunto Liga (Barcellona) e Super Lig turca (Galatasaray).

Indossata la casacca con le strisce giallorosse (una gialla per la precisione ricordando il template scelto per la prima fase di campionato da Asics) Popescu, da uomo di carisma, scelse il “pesante” numero 10 per posizionarsi sul centrodestra della difesa.

La retrocessione in Serie B del Lecce 2001/2002 non fa di Popescu un atleta ricordato in giallorosso per ottimi risultati, anche se i 3 gol in 28 presenze (nel video sottostante la punizione al “Delle Alpi” di Torino) sono numeri sintomatici di aver giocato un ruolo da colonna portante con Cavasin e Delio Rossi. Gli altri due gol? Frutto di una pazzesca doppietta in un altrettanto insolito 4-3 incassato a Bologna.

Gica salutò e “ringrazio” così la squadra dopo la retrocessione: “Per il mio futuro a Lecce ormai è tutto finito. Se avessimo battuto l’Udinese nell’ultima gara che abbiamo giocato in casa forse ci sarebbe stata qualche possibilità, ma ora non c’è più’ niente da fare. E’ stata una stagione sfortunata, e pur avendo degli ottimi giocatori la sorte ci ha sempre girato le spalle. Non seguirò’ la squadra in Serie B: c’è una clausola nel mio contratto che mi consente di andar via liberamente in caso di retrocessione”.

Il calciatore è balzato recentemente sulle cronache internazionali anche per questioni…politiche. Popescu ammise tempo fa di essere una spia dell’ex dittatore di Romania Nicolae Ceausescu. Al giornale romeno Evenimentul Zilei ammise di aver “redatto quattro relazioni ‘di spogliatoio’ su compagni di squadra e altri colleghi ma scrivendo solo cose positive: ho sempre elogiato quelle persone“. La collaborazione con la Securitate, la polizia segreta del regime, fu quindi smascherata.

Tornando agli affari calcistici che ci competono, noi tutti ci auguriamo di poter abbracciare Burak Yilmaz, ma dopo la lettura dell’articolo nessuno spera che, eventualmente, il turco percorra la stessa parabola di Gica Popescu, anch’egli volato dalla Super Lig d’Anatolia a Lecce.

La punizione-gol contro il Torino

La doppietta del 4-3 di Bologna

 

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