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Toh, chi si rivede! Di Paolo al VAR di Torino-Lecce

Il fischietto di Avezzano, al supporto tecnologico lunedì sera insieme a Nasca di Bari, diresse Pescara-Lecce 4-2, match caratterizzato da una serie di episodi convulsi che hanno fatto protestare i giallorossi.

Aleandro Di Paolo, arbitro classe 1977, farà parte del sestetto alla direzione di Torino-Lecce, in programma lunedì sera, comandato da Giua di Olbia. Il direttore di gara sarà l’addetto al VAR del match.

L’unico, tribolato, precedente dell’arbitro con i salentini fu il match con il Pescara, già preceduto da polemiche, a tratti gratuite ed esagerate, sulla vicinanza geografica tra la città adriatica e Avezzano, condite poi da una presunta fede per i biancoazzurri.

Dal 3 luglio 2019, Di Paolo ha terminato la sua attività in Lega B causa limiti di permanenza nel ruolo e pochi giorni dopo viene inserito nel neonato Gruppo VAR PRO, arbitri ritirati dall’attività di campo che svolgeranno esclusivamente la funzione di Video Assistant Referee, essenzialmente per le gare di serie A.

Sta di fatto, che, indipendentemente da queste illazioni, la direzione arbitrale fu penalizzante per il Lecce. Errori di valutazione, a tratti gravi, fecero andare su tutte le furie Sticchi Damiani, Meluso e Liverani.

L’episodio che segnò irrimediabilmente l’andamento della contesa fu la seconda ammonizione rifilata a Meccariello al 76′ che lasciò il Lecce, già in dieci dopo il rosso a Calderoni del 53′ in nove.

In più Meluso, nel convulso postpartita, ricordò il contatto in area tra La Mantia e Campagnaro. L’esperto difensore, già ammonito, colpì al volto il 19 del Lecce senza esser punito da Di Paolo.

Le dichiarazioni al veleno si conclusero con questa chiosa: “Alla fine ci siamo detti qualcosa con l’arbitro, sono stato espulso anche io insieme a Meccariello. E’ stato un errore gravissimo: una squadra che è in recupero è stata penalizzata ulteriormente. Anche se ero a cinquanta metri di distanza, era evidente l’abbaglio sulla seconda ammonizione, non c’era assolutamente.

E poi: “Voglio dire: c’è anche il buon senso, ma mi attengo ai fatti, non sono certo di questo fallo, ma il buon senso suggerirebbe di soprassedere. Sono sicuro che sia stata una serata non felice, ma meritiamo rispetto anche se ci chiamassimo Avezzano. Oggi non c’è stato un arbitraggio a livello di questa categoria”.

Sarà curioso capire come i due si “saluteranno” nella pancia dell’Olimpico Grande Torino. L’acqua passata va tenuta da parte, c’è una partenza ad handicap da rimediare e il Lecce deve cominciare a macinare gioco, gol e punti per far sorridere i propri tifosi, che probabilmente alla lettura di questo articolo faranno i dovuti scongiuri.

 

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