Il Corriere dello Sport di oggi ha analizzato il rendimento realizzativo dei giallorossi da palle ferme. Il dato, in ascesa nelle ultime partite, si rivela importante, ma ci sono degli aspetti da limare.
Una debolezza che deve diventare un’opportunitĆ . Ad inizio campionato sembravano una chimera, ora rappresentano un terzo dei gol realizzati. Parliamo dei calci piazzati gestiti da Mancosu e compagni, quattro gol su quindici totali.
ASCESA RECENTE. La prima rete stagionale da palla ferma, escludendo i quattro rigori insaccati da Mancosu, ĆØ arrivata al Gewiss Stadium di Bergamo, settima giornata. Lucioni ha messo a referto la prima firma nella massima serie rendendo meno amara la sconfitta contro la formazione di Gasperini.
DALLA BANDIERINA. Il problema sembrava più grave sui corner. Dopo Lecce-Napoli 1-4 si denunciava la quasi incapacitĆ a trovare un battitore adeguato per precisione di calcio e capacitĆ di scagliare il pallone teso. In più, spesso si optava per lo schema con palla corta, non sempre fruttuoso. In Lazio-Lecce 4-2, il gol temporaneo dell’1-1, segnato da Lapadula, ĆØ partito da un calcio d’angolo ben calibrato da Calderoni sulla testa di Rossettini, autore della spizzata.
ARCOBALENO FALCO. Il 3 novembre si ĆØ rotto anche il digiuno da calcio di punizione. La traiettoria arcuata di Falco a scavalcare la barriera del Sassuolo ĆØ stata la prima rete del 10. Vista la facilitĆ di dribbling del calciatore, le punizioni diventano un fondamentale da sfruttare nell’economia della salvezza.
LA CRITICITA’. L’analisi però ĆØ accompagnata da un particolare agrodolce. Il Lecce ĆØ la squadra che conquista meno corner in Serie A. L’inversione di rotta su palla ferma, cominciata con il gol di Lucioni a Bergamo e continuata con Falco e Calderoni, può portare ottimi risultati.
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