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Miglioramenti difensivi e “mentali”: ieri un premio alla crescita

Il Lecce raccoglie tre punti soffrendo e, dopo le gioie fallite con Sampdoria, Sassuolo e Cagliari, trova, di sofferenza e ripartenze, una vittoria che mancava da due mesi nonostante la pressione, infruttuosa, della Fiorentina. Ecco la nostra analisi tattica.

E se Montella presenta le statistiche della gara come un giustificativo per affievolire le critiche piovutegli addosso, la sostanza della vittoria di ieri è servita. L’allenatore di casa, pur facendo i complimenti al Lecce, ha espresso soddisfazione per la prestazione dei suoi, capaci di collezionare 19 tiri contro i 6 salentini e un possesso palla a favore di 63 contro 37 percento.

FINALE DIVERSO. Anche se i tiri in porta recitano una sommaria parità (6-5 Fiorentina), la banda Liverani comincia a riscuotere il credito con le leggi non scritte del calcio che hanno tolto quattro possibili punti tra il pareggio in casa della Sampdoria e il 2-2 di tre giorni dopo con il Sassuolo.

PASSETTINO IN DIFESA. Seppur concedendo sempre molto, ma oggettivamente meno di inizio stagione, il Lecce ha anche gioito per il primo clean sheet della stagione dopo 13 partite con reti subite. I meriti sono sì stati degli interventi monstre di Gabriel e delle chiusure di Lucioni, due uomini-gara insieme all’uomo della provvidenza La Mantia. Dall’altra parte, però, l’ordine difensivo e la concentrazione per tutti i 90′ registra dei passi in avanti.

MIGLIORAMENTI NELLA TESTA. Il protocollo adottato da Liverani è ormai assodato, in delle partite si deve sempre concedere qualcosa, ma i benefici aumentano se tanti errori che hanno causato gol subiti vanno eliminati. Proprio a riguardo, il Lecce ha rischiato di più nelle fasi iniziali quando delle palle perse hanno fatto perdere le certezze in fase d’impostazione, poi raddrizzata con bei corridoi trovati da Petriccione e Tachtsidis.

OPERA. Il progetto di crescita costante  finalizzato alla missione salvezza deve vivere di necessarie soddisfazioni che vanno ad aggiungersi ai segnali visti in campo. Ecco, Fiorentina-Lecce 0-1 è il premio, meritato con buona pace dei viola, anche per gli appuntamenti precedenti. Liverani non cambia la sua lettura, pone sempre l’accento sugli aspetti da migliorare e, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, non si lascia confondere dal risultato.

PERO’. I padroni di casa si mangiano comunque le mani. Il rovescio della medaglia dell’andamento è l’insoddisfazione della Fiorentina, che è arrivata in area con facilità e, nei pochi varchi concessi da Lucioni e Rossettini, ha fallito il colpo giusto. Già dal primo tempo, Lirola sulla destra godeva di tanta libertà nel puntare Calderoni. Libertà potenzialmente meglio sfruttabile dal croato, sfondato dal suo lato in occasione del gol di La Mantia. Vlahovic, giovane di belle speranze, ha perso due volte i duelli con Gabriel e, in due palle-gol, non ha avuto la mira giusta.

 

 

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