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GdS – Sticchi: “2019 fantastico. Ero convinto della Serie A già dopo il pari col Benevento, ma non rifarei…”

Il presidente dell’U.S. Lecce traccia il proprio bilancio del 2019 che oggi si conclude sulle colonne della Gazzetta dello Sport. Tanti elogi per gli altri artefici del salto in A, ma anche qualche retroscena su convinzioni che albergavano da tempo.

CIAO 2019. “Credo sia stato uno degli anni più belli ed esaltanti della storia del club. E’ iniziato con una promozione diretta in Serie A da squadra neopromossa, ottenuta contro ogni pronostico in un torneo di B difficilissimo. Poi è iniziata la splendida avventura nel massimo campionato, che la squadra ha affrontato con grande personalità tanto da arrivare alla sosta in una posizione che oggi garantirebbe la salvezza”.

IN A DA PRESIDENTE. “Una sorpresa? Sì. La mia prima partita da presidente è stata un derby vinto con il Monopoli per 2-0 nel dicembre del 2017. Quel giorno non avrei mai pensato che meno di due anni dopo mi sarei ritrovato a giocare con l’Inter a San Siro”.

LE OPERAZIONI. “E’ stato straordinario il lavoro di Meluso, che nonostante i vari paletti finanziari è riuscito lo scorso anno a mettere su una squadra molto forte con tante buone idee. Ripenso a Petriccione svincolato dal Bari o a Tachtsidis dimenticato in Inghilterra, o a Lucioni che veniva da una vicenda particolare”.

UOMINI DI CAMPO. “Senza dimenticare lo strepitoso lavoro di Liverani e l’attaccamento alla maglia di un gruppo di ragazzi che non si sono mai risparmiati.

IL MOMENTO PIU’ BELLO. Ripenso soprattutto al clima che si respirava in occasione di Lecce-Spezia. Ho ritrovato la stessa atmosfera di partite storiche come quelle con il Torino e con il Palermo. Ma se devo scegliere un fotogramma, porterò sempre dentro quel gol del 2-2 a San Siro di Calderoni contro il Milan, in pieno recupero. Ho avuto la sensazione che in quel momento tutti i salentini, in ogni parte del mondo, siano stati uniti da una grande gioia”.

LA PARTITA INDIMENTICABILE. “La gara che mi è rimasta impressa? Credo che il 7-0 in casa con l’Ascoli sia stato magico, sembravamo un piccolo Barcellona. Ma mi è piaciuta molto anche la partita giocata a Genova con la Sampdoria in questo campionato”.

SCELTA DA NON RIFARE. “Ero contrario all’operazione di Tumminello lo scorso anno. Non tanto per le qualità del ragazzo, piuttosto perché era onerosa. Purtroppo a gennaio sono errori che si commettono pur di raggiungere l’obiettivo ad ogni costo, si perde di vista la realtà. E’ comunque un’esperienza che ci servirà da insegnamento”.

I PROPOSITI PER IL 2020. “Dobbiamo iniziare l’anno con la massima concentrazione. Quest’anno la lotta salvezza è una vera e propria bagarre che coinvolge tante squadre. Alla fine la spinterà chi si dimostrerà più solido, anche mentalmente. Per noi è troppo importante conservare la massima categoria, ci consentirebbe di crescere ancora di più”.

FIDUCIA SALVEZZA. “Il calo di dicembre? Io sono sempre fiducioso. Lo scorso anno, dopo il pareggio casalingo con il Benevento che ci aveva fatto scivolare al quarto posto, scrissi su un biglietto lasciato nello spogliatoio che saremmo andati in Serie A direttamente. E così è stato. Sono pronto a rifare la stessa cosa anche per questa stagione: se sistemeremo due o tre cosette, scriverò un altro biglietto tra qualche partita, mettendo la mia firma sulla salvezza”. 

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