Resta in contatto

Approfondimenti

Idee buone sulla carta, ma non ancora applicate: dove sei finito Lecce?

Il periodo di crisi scoppiato dopo la quarta sconfitta consecutiva ci pone di fronte al paradosso tattico della stagione. Il Lecce è apprezzato per il tentativo di perseguire la via della salvezza attraverso il gioco, ma si resta a bocca asciutta contro dirette concorrenti e squadre altresì propositive.

Dove sei finito, Lecce? E’ l’interrogativo che i tattici si pongono dopo un inizio di campionato caratterizzato dalla banda Liverani come via nuova al bel gioco in bassa classifica. Brescia, Bologna, Udinese e Parma hanno travolto i sogni di gloria della compagine salentina, catapultando varie componenti in un tunnel di incertezze.

INTERROGATIVI. Come si fa a proporre del calcio offensivo se gli interpreti d’attacco non pungono negli ultimi metri? Si può davvero pensare alla salvezza con una difesa (quasi) perennemente bucata che incassa due gol di media al netto delle costanti parate salva-risultato di Gabriel? La nostra analisi di oggi cercherà, con equilibrio, di snocciolare questi aspetti per pensare alla provenienza della soluzione.

INVOLUZIONE. Il Lecce è di fronte a una netta involuzione, sul piano dei risultati maggiormente ma anche sul (meritatamente) decantato gioco che Liverani sta cercando di proporre anche nella massima serie. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo. Le condizioni non perfette di alcuni interpreti non possono essere una totale attenuante. Al momento ci sentiamo di dire che la prima fase positiva è frutto, per una buona percentuale, di prestazioni sopra la media di alcuni calciatori, i senatori della promozione su tutti.

MOOD E CALCIATORI. A partire da Gabriel e la sua puntualità negli uno contro uno, per arrivare a Petriccione, Calderoni (in proiezione offensiva) e, nonostante i grappoli di gol incassati, Lucioni e Rossettini, spesso provvidenziali nonostante sanguinosi errori individuali. Tornando alla razionalità, quello difensivo è il rovescio della medaglia dell’idea del tecnico, deciso a costruire dal basso e con una fiducia nei propri mezzi che sovente ha causato errori e buoni spunti. Ma, siamo tutti d’accordo, ciò in A non basta. 

PERSONALITA’ IN ATTACCO. Tornando ai fatti di campo, dal Genoa in poi, l’involuzione palesata ad inizio analisi investe soprattutto la terza linea. Se la difesa a tratti sembra più assortita rispetto alle prime fasi, non si può dire lo stesso dell’attacco. Il Lecce arriva agevolmente nella trequarti avversaria, ma poi la manovra si riduce a un girovagare a mezzaluna attorno alla linea dei sedici metri nell’attesa del varco giusto. Il dato di fatto è che in rosa non c’è (ancora, vero Falco e Babacar?) un giocatore capace di confezionare giocate solitarie nel cuore dell’area, vuoi per diktat tecnico vuoi per sicurezza da acquisire. Se in lista non possiedi il calciatore da doppia cifra assicurata, serve cercare una via alternativa al gol, e questa consapevolezza deve caricare di responsabilità (positiva) tutti i chiamati alla rete.

E IN MEDIANA… L’arrivo dell’ieri buon Deiola ha poi alleviato leggermente il dolore più forte che il Lecce avverte nella fase difensiva: il centrocampo sfilacciato sempre in debito contro gli avversari. Si sono perse spesso le partite sulla fisicità e sull’esperienza in mediana. Anche l’assenza di Majer (seppur calante nelle ultime uscite) ha complicato la situazione. Nel reparto manca un anima, un macchinista capace di lavorare costantemente all’intensità della linea e capace di togliere le castagne dal fuoco in tante situazioni. Ultimamente (sono nomi portata, si sa) abbiamo ammirato da avversari calciatori come Poli e Fofana. Ecco, l’ipotetico colpo Ionita potrebbe avvicinarsi a questo concetto.

MERCATO VITALE. Il Lecce necessita di rinforzi importanti, ora è un argomento fondante di ogni uscita pubblica. Da qui dovrà germogliare il primo seme della resurrezione sportiva atta a far ritrovare il bel Lecce della prima parte di campionato. La proposizione di calcio offensivo passa anche attraverso la presenza di legnatori esperti in mediana, legnatori sì ma equilibratori anche della fase difensiva. In sintesi: coloro che modernamente si chiamano centrocampisti box to box, chiamati ad agire da un’area all’altra. I nuovi arrivi al centro devono fungere come dei collanti a ricomporre i pezzi dell’affascinante vaso in cui sono depositati (il campo nei due anni passati ha detto così, è l’unico giudice) i vincenti dogmi del liveranesimo.

IL GIOCO? E’ L’UNICO METODO. Anche perché non sembra esserci la possibilità di inseguire la salvezza con una strada diversa. Liverani lo ha spesso sancito nelle consuete conferenze stampa. “Finché io sarò qui si praticherà un certo tipo di calcio“, parole che non lasciano spazio a dubbi. I rinforzi funzionali, attesi come manna dal cielo se si pensa alle ultime partite, dovranno sancire ordunque se l’idea liveraniana è praticabile. E anche qui il campo sarà giudice: se si lotterà fino al 24 maggio, ad ogni modo, la scommessa del tecnico sarà vinta.

SUNTO. Ma serve una svolta, innestata sempre dal trainer ma alimentata costantemente dai calciatori, magari più sicuri sotto l’ala degli esperti rinforzi. Non sono queste quattro sconfitte a condannare un idea di gioco innovativa per un torneo tradizionalista come la Serie A, dove le salvezze si costruiscono perlopiù a sportellate, palle in tribuna e palpitazioni. Tra scrivania, con qualche errore estivo da riscattare con colpi azzeccati, e campo, in attesa di gol mancati e cambi di rendimenti, c’è la risposta alla domanda in apertura. Dove sei finito, Lecce? Speriamo di ritrovarti sulla via invernale.

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Dani
Dani
5 mesi fa

prendiamo Donsaaaah!

Albjnews
Albjnews
5 mesi fa

La condivisione di quanto su è innegabile, ci vuole tanta forza in campo nella speranza di recuperare gli infurtunati che conoscono quello che vuole il mister e l’arrivo dei quattrooooo che porteranno nuova linfa, in special modo al centrocampo ed in attacco sperando che la difesa trovi la quadra con i nuovi innesti. Avanti ragazzi e forza Lecce.

Advertisement

Juan Alberto Barbas

Ultimo commento: "Ricordo una partita...non mi ricordo quale.punizione molto oltre l'angolo sinistro ldell'area avversaria. Dalla tribuna si intravedeva uno spicchio..."

Pedro Pablo Pasculli

Ultimo commento: "Pedro Pablo.. un grande professionista.. ricordo i suoi gol.. soprattutto quello a Bari su punizione quando mancavano pochi minuti alla fine e..."

Francesco Moriero

Ultimo commento: "Tanti sono i ricordi. I gol ..le sgroppate sulla destra..in particolare ricordo il gol al volo di destro a Cremona. Vincemmo 1-0 e fu una vittoria..."

Anselmo Bislenghi

Ultimo commento: "Nonnogol!"

Mirko Vucinic

Ultimo commento: "Mirko, Grande evasore"
Advertisement

Cerca con Pagine Sì!

Powered by Pagine Sì!

Altro da Approfondimenti