GdM – Pasculli ricorda Bari-Lecce 1-1 del 1991: “Segnare in un derby regala sempre una grande emozione, ma a fine stagione fu Serie B”

Tra Bari e Lecce, fu botta e risposta, il 5 maggio 1991, al San Nicola, nella quart’ultima giornata del campionato di serie A 1990/1991.

Il torneo, per il club all’epoca presieduto da Franco Iurlano, finì male, con la retrocessione in B. Il match con i “galletti” terminò in parità, per 1-1, con i biancorossi in gol all’84’, con Antonio Soda, e con i giallorossi in rete all’86’, con l’argentino Pedro Pablo Pasculli. E proprio l’ex attaccante argentino ricorda quella partita nell’intervista concessa a La Gazzetta del Mezzogiorno (curata da Antonio Calò).

RICORDI DEL MATCH. «Segnare in un derby regala sempre una grande emozione. La partita fu molto combattuta, com’è quasi sempre accaduto nella storia dei confronti tra Lecce e Bari. I nostri rivali fallirono un rigore in avvio di ripresa (con Pietro Maiellaro, ndr). Negli ultimi minuti della gara, poi, si portarono in vantaggio, ma io pareggiai immediatamente su punizione, firmando un gol di pregevole fattura, che ricordo molto bene. In quegli anni, indipendentemente dal fatto che la sfida di campanile andasse in scena al Via del Mare oppure al San Nicola, i due complessi avevano puntualmente migliaia di tifosi al seguito e allo stadio c’era il pienone».

BONIEK ALLENATORE. «Il tecnico polacco aveva da poco appeso le scarpe al chiodo e comprensibilmente intendeva portare avanti le proprie idee calcistiche, ma probabilmente commise l’errore di ragionare spesso più come un giocatore. Purtroppo, dopo una prima parte di stagione all’altezza, perdemmo pian piano slancio e, per uno scherzo del destino, finimmo col cedere il passo proprio al Cagliari, diretto da quel Mazzone, che nel Salento ha lasciato un segno indelebile ed è ancora amatissimo. “Sor Carletto” è uno dei migliori allenatori che abbia mai avuto nella mia carriera».

A FINE STAGIONE FU RETROCESSIONE CON 25 PUNTI. «Determinanti, si rivelarono le sconfitte subite, prima del derby del 5 maggio, in casa del team sardo e, nel nostro stadio, con i felsinei, che erano oramai spacciati, Un peccato, soprattutto alla luce di ciò che avevamo messo in mostra durante l’andata. Lo scudetto lo vinse la Sampdoria guidata da Boskov, che poteva contare su calciatori del calibro di Vialli, Mancini, Pagliuca, Cerezo, Vierchowod e Dossena. Negli anni ’80 e ’90, nella massima serie italiana militavano tutti i più grandi campioni del calcio internazionale, era un torneo di altissimo livello».

Redazione

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