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Zuta, a Lecce per l’ultimo treno verso grande calcio e nazionale

In mattinata, è giunta l’ufficialità dell’accordo tra i giallorossi e Leonard Zuta, nel Salento già da giovedì sera. Conosciamo meglio il nuovo terzino sinistro a disposizione di Corini.

Dai successi in Svezia e Croazia alla ricerca di una scalata personale verso i top campionati d’Europa. E’ questo, verosimilmente, il mantra che ha accompagnato Zuta, 28enne svedese naturalizzato macedone del nord, nel suo viaggio verso la Serie B italiana. Zuta arriva dall’Hacken, squadra in cui è cresciuto e dove è tornato temporaneamente, giocando gratis, per disputare in estate una porzione di campionato svedese.

Il classe 1992 aspettava un’occasione in un campionato più probante dell’Allsvenskan ed è arrivata grazie a Pantaleo Corvino, che ha fatto sì che si applicasse la clausola di risoluzione gratuita prevista tra il calciatore e l’Hacken. Particolare di colore già descritto: il ds Karlsson, pur ben conscio del fatto che Zuta fosse partito, non conosceva la sua destinazione italiana. Ma sono dettagli (si scherza…)

L’Hacken, club di Hisingen, isola nei dintorni di Goteborg, rappresenta una delle due grandi esperienze professionali vissute ad oggi da Zuta, nato a Goteborg da genitori balcanici. Cresciuto nel settore giovanile dei gialloneri, ha debuttato nel massimo campionato svedese a 19 anni contro il Mjallby.

Nel campionato 2013, disposto da marzo a novembre, Zuta ha raggranellato 15 presenze (per poco più di 300′), diventando pian piano un patrimonio dell’Hacken, dove però il minutaggio si raddoppiò nel 2014: 19 caps per 1145′. L’anno successivo vede la consacrazione di Zuta. Il difensore si prende la fascia sinistra dell’Hacken e disputa da titolare il torneo, dove i suoi concludono al settimo posto. L’estate del 2015 porta gioie e cambiamenti. La scelta sulla nazionalità propende per la Macedonia del Nord: il 14 giugno esordisce da titolare nella sconfitta per 1-2 contro la Slovacchia. A fine estate, l’arrivederci all’Hacken: il Rijeka lo acquista per 50mila euro.

La penisola istriana sarà la cornice della seconda vita calcistica di Zuta, che nel 2015/2016 prova a interrompere il dominio della Dinamo Zagabria, ma arriva soltanto seconda. Il nuovo terzino del Lecce conquista la titolarità a sinistra e comincia a guadagnarsi la fiducia dei tifosi del Rijeka, di cui diventerà un idolo per temperamento e voglia di non risparmiarsi mai in campo. All’alba del campionato 2016/2017 c’è anche il debutto in Europa League, ma la squadra di Fiume cede il passo al Basaksehir nel terzo turno di qualificazione di Europa League dopo un doppio pareggio.

Zuta raccontato dai giornalisti de LaVoce.hr, quotidiano italiano di Fiume

L’annata 2016/2017 rappresenta l’apice della carriera di Zuta, che cresce esponenzialmente sotto gli insegnamenti di Kek, oggi allenatore della Slovenia. Il Rijeka vince il campionato croato e il terzino sinistro in maglia numero 8 festeggia lo storico titolo degli istriani. Dopo la gioia del campionato, Zuta vive la doppia avventura europea. Nell’estate del 2017, il Rijeka fallisce l’accesso alla Champions League ai playoff perdendo contro l’Olympiacos, ma si concede la passerella di consolazione dei gironi di Europa League. Nel girone con AEK, Austria Vienna e Milan, i bianchi falliscono la qualificazione, ma resta la soddisfazione di aver battuto 2-0 il Milan a Fiume, dove Zuta ben figurerà contro Calabria e Zapata. Intanto, il Rijeka sfiora il bis in campionato (Dinamo Zagabria campione a +3). In questo torneo arriveranno i due primi gol di Zuta: la punizione nel derby istriano contro il Pola e il guizzo sull’Inter Zapresic.

Nel 2018/2019, Zuta lascia la Croazia dopo 13 presenze e un infortunio al ginocchio che lo frena. Il Konyaspor gli porge l’occasione di provare l’esperienza nella Superlig turca, dove conclude l’annata con 12 altre apparizioni. In conclusione di campionato, il problema al ginocchio si riacutizza e Zuta è costretto ad alzare bandiera bianca, saltando di fatto anche il campionato 2019/2020, fino al rilancio di questi mesi centrato con il ritorno all’Hacken. Ora c’è il Lecce, una letterale occasione da non perdere per spiccare il volo.

 

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