L’ad della Lega De Siervo: “Se i 20 club faranno una media company per i diritti tv sarà una rivoluzione importante, vogliamo tornare a brillare come prima stella del calcio europeo”.
Riportare il pubblico negli stadi è una delle questioni più calde nel modo del calcio, e quanto accaduto in occasione della Supercoppa Europea, giocata a Budapest, deve essere il binario da seguire, come confermato da Luigi De Siervo: “Il CTS ha detto no alla riapertura al 25% dei tifosi e siamo allineati a questa decisione. Sappiamo comunque che gradualmente ci possiamo arrivare, non vogliamo un trattamento privilegiato ma possiamo distanziare le persone negli stadi e dobbiamo farlo. A Budapest in Supercoppa sono entrati 16.000 spettatori e il pubblico è stato gestito bene. Si può fare, stando attenti alle regole. Possiamo partire con una percentuale inferiore al 25% e poi salire piano piano“.
A preoccupare l’amministratore delegato della Lega Serie A è anche la situazione dei club che senza entrate rischiano il collasso: “Come sappiamo tutti siamo abituati a rivedere le stime. Ad oggi il danno è superiore a 500 milioni di euro, un numero grandissimo. Questo danno si ripercuote anche sulle Serie minori – ha detto a Radio Uno -. La Serie A ha un miliardo e 400 milioni di ricavi dai diritti televisivi, i costi dei giocatori, tra stipendi e altro, è equivalente. Il sistema è prossimo a un rischio grosso di collasso, non vanno sottovalutate le richieste di aiuto: il calcio è al centro del tempo libero degli italiani e va protetto. Lo spettacolo che stiamo vedendo sta crescendo. Se i 20 club faranno una media company per i diritti tv sarà una rivoluzione importante, vogliamo tornare a brillare come prima stella del calcio europeo, dobbiamo introdurre capitali privati con minimi garantiti. Alla fine della crisi potremmo essere più vicini al calcio inglese“.
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