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Molle ed impaurito dall’aggressività del Brescia. Lecce, mai più questo atteggiamento

I giallorossi sono sempre apparsi sul punto di poter fare proprio il pallino del gioco, salvo venire sopraffatti dal carattere degli avversari.

Un Lecce più tecnico ma totalmente inconsistente contro un Brescia cattivo, arrabbiato e che ha fatto la sua gara con la forza del carattere. Può essere riassunto così il terribile venerdì sera dell’undici di Corini, che oltre a perdere male uno scontro diretto che non si era indirizzato certo bene, ha destato preoccupazione sul piano della mentalità. Più che di gioco, sul piano della voglia di andarsi a prendere un risultato pesante.

Eppure gli indizi circa il fatto che sarebbe stato un match difficile c’erano tutti. Lucioni e compagni sapevano che non avrebbero trovato di fronte la squadra più attrezzata del campionato (ai biancazzurri mancava mezza squadra), né la più organizzata (Lopez ha avuto pochi allenamenti a disposizione per prepararsi). Gli avversari potevano metterla solo su un piano: quello della garra tipica degli uruguagi come il loro tecnico. Uomo avvisato mezzo salvato? Macché. Il Lecce, ancor prima che per gli episodi, l’ha persa per la mentalità.

Una mentalità lassista, quasi presuntuosa. I giallorossi hanno dato l’impressione di poter far proprio il canovaccio del match quasi sempre ma, trovandosi di fronte alla grinta di Dessena&co, hanno tirato indietro spesso la gamba, metaforicamente e non. Emblematico l’atteggiamento sulle palle perse, umiliante il confronto nella fattispecie con gli avversari: questi ultimi come cani inferociti ogni volta che il Lecce si appropriava del pallone, gli ospiti spettatori. Così come sul pressing in fase di altrui impostazione, anche qui aspetto imparagonabile quanto decisivo.

Una prestazione spiazzante rispetto alla cattiveria agonistica vista invece nelle precedenti uscite. Dove comunque gli avversari avevano a tratti dimostrato anche più idee del Brescia (Pordenone in primis), ma evidentemente meno aggressività. E non è pensabile che, ogni qualvolta ci si trovi di fronte una squadra che la mette sulla sciabola più che sul fioretto, il Lecce debba sciogliersi così. Vietato ripetersi.

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