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GdS – Giacomazzi: “Il Lecce può essere il Benevento di questo campionato e dominare a lungo”

L’ex centrocampista giallorosso, oggi collaboratore tecnico di Devis Mangia, ct della nazionale di Malta, parla a La Gazzetta dello Sport (intervista di Giuseppe Calvi) delle prestazioni del Lecce targato Corini.

CORINI ALLENATORE IN CAMPO. «Guidolin era un maestro perfetto in panchina. Ma nella gestione del gruppo aveva un supporto fondamentale in Corini, capace di comunicare con tutti noi da vero allenatore sul campo e negli spogliatoi».

CORINI LEADER. «Grande leader, trasmetteva la sua carica e il suo carisma, senza bisogno di gridare, piuttosto si faceva sentire con gli atteggiamenti. Eugenio aveva quasi 37 anni, si fermò per un infortunio e io disputai pochi spezzoni di gara: il Lecce mi diede in prestito, dopo un periodo difficile per me. Corini mi chiese subito di aiutare a inserire il giovane Cavani, taciturno, introverso: Giaco, ma Edi che tipo è?, mi domandava Eugenio».

LECCE DI OGGI? «L’ho seguito in tv anche quando ero a Malta. E, appena rientrato a casa l’altro giorno, mi sono goduto pure lo spettacolo contro la Reggiana, sul divano con figlio mio Sebastian (ha 14 anni e, da centrocampista, promette tanto nei giovanissimi giallorossi, ndr). Sì, rivedo l’idea-base di Corini. Non era un play di straordinaria qualità, però era molto intelligente e funzionale: dotato nel lancio lungo, puntava subito a verticalizzare, proprio come fa la sua squadra. Cerca immediatamente Mancosu, Coda e Stepinski per esaltare le doti in chiave offensiva».

DA LIVERANI A CORINI. «Hanno puntato su progetti diversi.  Anche Fabio ha creato il suo calcio da allenatore a immagine della sua esperienza da giocatore. Era fortissimo sul piano tecnico e amava il fraseggio corto, il prolungato possesso palla. Con Corini si verticalizza velocemente, mentre Liverani tende più a mantenere la gestione del gioco».

TACHTSIDIS FULCRO. «In particolare Eugenio si sarà rivisto nel compito del greco, rispetto a lui più fisico e potente ma come lui bisognoso di protezione da parte dei centrocampisti, ora Paganini ed Henderson, poi magari altri compagni. Corini brillava, perché Guana e Simplicio sapevano tutelarlo. Quel Palermo aveva altri protagonisti eccezionali: Barzagli, Zaccardo, Diana, Amauri, Cavani, Caracciolo, Di Michele, Bresciano e Brienza. Questo Lecce mi piace e ammiro sempre più Mancosu».

CHE COPPIA SAREBE STATA GIACOMAZZI-MANCOSU? «Io ero più misto come centrocampista, lui è un trequartista ideale, che è sprecato se deve adattarsi più indietro. Spacca le partite, inventa per gli attaccanti e garantisce sempre un ricco bottino di gol. Si è ritrovato dopo le delusioni del mercato: Marco, come Tachtsidis e magari pure Falco dovevano eliminare le scorie delle illusioni legate alle voci su varie trattative».

CODA PUO’ SEGNARE 25 GOL? «Si, ha nelle corde numeri importanti, è un attaccante di categoria. Corini è stato bravissimo a passare dal 4-3-3 al 4-3-1-2 per sprigionare la forza degli attaccanti: merito di Eugenio, se Coda e Stepinski, pur essendo molto simili, dialogano in modo efficace. In coppia possono portare una dote di 35-40 reti; in più Mancosu, Falco e Pettinari si divertiranno sulla macchina da gol. E fa niente se poi questa squadra concede qualcosa in difesa».

LECCE FAVORITO? «Per me può essere il Benevento di questo campionato e dominare a lungo. Il Monza? È attrezzato, competitivo, potente come club, però mica vanno in campo Berlusconi e Galliani. Mi piace l’Empoli. Ma questo Lecce ha una mentalità straordinaria, contro la Reggiana attaccava anche sul 7-1. Complimenti a Eugenio e alla società».

VIVO A LECCE. «Vivo qui e farò gli onori di casa, Covid permettendo. Ho parlato al telefono, accogliendo il mister ad agosto: avanza una bella cena, per goderci il suo Lecce. Con Pantaleo ci siamo visti, lui e il presidente Sticchi Damiani possono essere già orgogliosi della nuova creatura: Adjapong da riscattare a soli 2,5 milioni potrà essere un vero affare, poi cresceranno pure Listkowski e Bjorkengren. E arriveranno tante sorprese dagli investimenti effettuati nel settore giovanile».

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3 anni fa

Il Lecce non è nessun altro noi siamo il Lecce lo siamo dal 1908 caro immenso Giacomazzi .

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