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Il pagellone dell’andata: Gabriel-Mancosu le certezze, Rodriguez la speranza. Giù Majer e Meccariello

I nostri voti sul girone d’andata dei ragazzi di Corini: dietro portiere e capitano spiccano Coda, Taxi ed Henderson. Delusione anche per Pettinari e Paganini.

Gabriel 7,5 – Partiamo dal portiere, partiamo dal migliore del Lecce nel girone d’andata. Continuità di rendimento mostruosa, piccole imperfezioni solo a Brescia in un mare di prodezze e punti pesanti (Ascoli, Chievo, Cittadella, Reggina, Empoli su tutte) impacchettati e consegnati a Corini. Senza di lui i giallorossi ne avrebbero prese il triplo: semplicemente top player di categoria (19 presenze, 24 gol subiti. Media voto 6,66)

Vigorito sv – Andata da vice-Gabriel e spettatore in campionato. Una buona presenza con il Toro in Coppa (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)

Bleve sv – Anche per lui un’uscita di Coppa Italia positiva, quella con la Feralpi (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)

Adjapong 6 – L’impatto con la maglia giallorossa è stato più che positivo, per non dire devastante, e dopo l’approccio da esterno alto sembrava aver trovato la sua dimensione da terzino destro di spinta. Corsa inarrestabile, cross puntuali, inserimenti e anche un gol importante con il Frosinone. Un’illusione di garanzia, perché con l’innalzarsi del tasso tecnico degli avversari sono arrivati i problemi, su tutti importantissime lacune difensive costate parecchie reti al passivo (18 presenze, 1 gol. Media voto 5,91)

Lucioni 6,5 – Il vice capitano dirige con autorità e buona efficacia una difesa spesso apparsa troppo fragile per le ambizioni del Lecce. Partito benissimo, quasi in scioltezza dopo il suo primo campionato di Serie A giocato con continuità, alla lunga manifesta anche lui una decrescita nella qualità delle prestazioni. Resta per distacco il migliore lì dietro tra quelli che hanno giocato di più (18 presenze, 0 gol. Media voto 6,22)

Meccariello 5 – Chi invece è sembrato più in imbarazzo nel ritorno tra i cadetti che nell’impatto con la prima A in carriera è il centrale beneventano. Ritrovatosi titolare causa guai fisici di Dermaku, ci ha sempre messo grandissimo impegno, non riuscendo però a replicare le buone prestazioni di due anni fa. Una reazione si è vista nelle ultime prove con Monza e Reggina, ora con Pisacane difficilmente troverà lo stesso spazio (16 presenze, 0 gol. Media voto 5,72)

Dermaku 6 – Il colpo della difesa che Corini di fatto non ha avuto. Nelle poche uscite in maglia giallorossa (tanto di esordio con gol) ha dimostrato di rasentare il lusso per la categoria, salvo un errore a Cosenza proprio nell’azione del primo infortuni0 stagionale. I guai fisici appunto: oltre al Covid, i tre diversi infortuni subiti in poco più di tre mesi (solo sfortuna o qualche errore di preparazione a Parma?) hanno compromesso le prestazioni difensive del Lecce (6 presenze, 1 gol. Media voto 6,30)

Zuta 5,5 – Tra gli elementi più attesi di quelli arrivati in estate, lo svedese di origine macedone del nord non ha pienamente soddisfatto le aspettative su di lui. Presentato anche come un mancino in grado di calciare da fermo, ad oggi oltre a grinta, duttilità e una buona attenzione difensiva in fase di proposizione si è visto davvero zero. Anzi, in alcune gare anche la maggiore propensione alla difesa si è vista meno (17 presenze, 0 gol. Media voto 5,84)

Calderoni 5,5 – Dopo un’entusiasmante cavalcata in Serie A, fatta di difficoltà certo, ma anche di momenti storici che lo hanno visto protagonista, ci si attendeva di vederlo molto meglio al ritorno in un contesto in cui potrebbe primeggiare. Più che il dualismo con Zuta, sta pagando i tanti guai fisici ed una poca confidenza con il coraggioso approccio di Corini che vede i terzini spesso in difficoltà in fase di ripiegamento, soprattutto se tutti e due ultra-offensivi. Un paio di buone prove, ma troppo poco rispetto alle sue qualità (15 presenze, 1 gol. Media voto 5, 79)

Pisacane sv – L’esordio nel big match per capire che la sua esperienza e lotta può essere fondamentale in questa squadra dalla difesa troppo spesso ballerina (1 presenza, o gol. Media voto 6)

Rossettini sv – Appena due match di Coppa Italia giocati, con fortune alterne, nei suoi ultimi mesi da calciatore del Lecce. Saluta il Salento da comprimario in panca (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)

Gallo sv – Dopo un anno e mezzo da calciatore del Lecce, con nel mezzo il prestito alla Virtus Francavilla, finalmente il promettente esordio contro la più forte (finora) della B. Vedremo se sarà un unicuum o avrà altre opportunità (1 presenza, 0 gol. Media voto 6,5)

Pierno sv – Pochissimi minuti con la Virtus Entella e nulla più. Il Lecce ha deciso di tenerselo per la seconda parte di stagione e valutarne la futuribilità (1 presenza, 0 gol. Media voto sv)

Monterisi sv – Solo convocazioni, zero minuti giocati complice un infortunio lungo quasi un mese. Se partisse Meccariello potrebbe anche avere qualche opportunità di impiego (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)

Tachtsidis 6,5 – Due o tre uscite a vuoto in un panorama fatto di prestazioni di qualità assoluta. Messe presto alle spalle le vicende legate al mercato, si è presa la responsabilità di un centrocampo del Lecce che a lungo ha dominato contro chiunque, anche grazie alle sue geometrie e voglia di lottare. Se la Serie A magari viaggia a velocità troppo elevata per il greco, in B sa spadroneggiare e lo ha dimostrato (17 presenze, 1 gol. Media voto 6,35)

Majer 5 – Zan, dove sei? Ci chiediamo tutti che fine abbia fatto una delle più belle sorprese della scorsa Serie A, uscito a testa alta contro qualunque avversario e su qualunque campo grazie ad uno spirito di sacrificio encomiabile corredato da qualità di livello. Sulla carta sarebbe titolare inamovibile di questo Lecce che necessita come il pane di un elemento equilibrato come lui, ma nella pratica non si può biasimare Corini (fallito esperimento-play a parte) di averlo fatto riposare parecchio, visto il deludente trend. Da recuperare quanto prima (19 presenze, 1 gol. Media voto 5,81)

Henderson 6,5 – Lo scozzese ha avuto un travolgente impatto con la sua nuova realtà, con un gioco di Corini che l’ha visto protagonista su più ruoli. Avvio super a suon di gol, assist e giocate di qualità che lo hanno fatto entrare nel cuore dei tifosi. Poi le prestazioni hanno iniziato ad altalenarsi un po’ troppo e le panchine a sommarsi: con più grinta e convinzione può tornare quello scintillante dell’ottimo autunno (19 presenze, 2 gol. Media voto 6,22)

Paganini 5,5 – Da colpo a parametro zero si è trovato ad oggetto di mister circa la sua miglior collocazione in un 4-3-1-2. La risposta al quesito è inizialmente stata ottima: con corsa e duttilità si è arrangiato a mezzala in attesa del “recupero” (non ancora avvenuto) di Majer. Il periodo d’oro è però davvero durato troppo poco, e dall’errore sul fuorigioco di Verona in poi ha sommato errori costati gol pesanti (Venezia e SPAL su tutte), non tornando più all’altezza della situazione, anche causa acciacchi vari (14 presenze, 1 gol. Media voto 5,79)

Listkowski 6 – Il primo giovane del progetto Corvino-bis è tra le più belle speranze del nuovo corso giallorosso. Come tanti degli acquisti estivi, dopo un impatto al limite del devastante (tra i migliori con Pordenone ed Ascoli) si è un po’ perso, ridimensionato da un 4-3-1-2 che non ne consente il pieno sviluppo delle potenzialità offensive, relegandolo a mezzala. A ritardarne l’ambientamento tattico un brutto infortunio, dopo il quale è tornato ad inventare, altalenando prove leggere sul piano difensivo a giocate vincenti come l’assist per Mancosu con l’Empoli (16 presenze, 0 gol. Media voto 5,81)

Mancosu 7,5 – Si attesta poco sotto Gabriel sul podio dei migliori dell’andata. Il capitano ci ha messo poco per smaltire le scorie di retrocessione e discussioni sul contratto, tornando leader indiscusso e top player di una Serie B che gli sta stretta. Per il sardo, che ha saputo metterci attaccamento alla maglia dove non è arrivato con le qualità, parlano i numeri: 7 gol e 9 assist. E’ la scintilla che accende il Lecce (17 presenze, 7 gol. Media voto 6,68)

Bjorkengren 6 – Lanciato subito nella mischia da Corini, ha leggermente pagato lo scotto della sua prima stagione lontano dalla Svezia. Intelligenza tattica e timidezza sembrano essere le sue principali caratteristiche. Superasse quest’ultima, riuscirebbe finalmente ad andare oltre le prestazioni “da compitino” a cui ci ha abituati sinora, e con l’Empoli ha dimostrato di poter essere di più (7 presenze, 0 gol. Media voto 5,92)

Maselli 6 – Talentino che si è riuscito a ritagliare qualche spazietto, dimostrando di poter avere i numeri. Può crescere bene con Taxi come chioccia (4 presenze, 0 gol. Media voto 6)

Nikolov sv – Ogni tifoso giallorosso si augura che non sia il calciatore pasticcione e disattento visto con l’Empoli. Ha tutto il tempo per rifarsi (1 presenza, 0 gol. Media voto 4,5)

Hjulmand sv – Chi con l’Empoli ha dimostrato tutt’altro è invece il lungagnone danese, che ci ha messo meno di mezz’ora a far capire che non è arrivato a Lecce per fare il raccattapalle. Ora deve confermarsi su questi livelli (1 presenza, 0 gol. Media voto 7)

Petriccione sv – La sua esperienza stagionale in giallorosso è finita sul nascere con il deludente esordio contro il Pordenone. Restano i ricordi di due anni da favola (o quasi) insieme (1 presenza, 0 gol. Media voto 5)

Coda 7 – E’ il re del gol giallorosso. Dalla Cremonese al Cittadella ha sommato quasi solo prestazioni esaltanti, con la tripletta contro la Reggiana a spiccare così come tanti gol senza i quali il Lecce sarebbe a e da metà classifica. Più di una sensazione dice però che può fare ancor meglio, perché qualche pausa nelle giornate no se l’è presa anche lui ed i gol sarebbero potuti essere benissimo 13-14. Tra gli incidenti di percorso anche il rosso di Reggio Calabria che lo farà tornare ancor più affamato di prima (18 presenze, 10 gol. Media voto 6,08)

Stepinski 5,5 – A proposito di gente che quando non primeggia sparisce, il polacco ha palesato questa evitabile abitudine. Se Coda è ogni tanto stato altalenante, quelle dell’ex Hellas sono tra le montagne russe più alte del mondo. Ha tutte le qualità per essere tra i migliori attaccanti del campionato e portare in alto al Lecce (viste bene con Pescara, Chievo e Reggina), ma le troppe prestazioni sottotono devono essere contenute per non farlo restare un incompiuto. E impara a proteggere meglio quel pallone, Mariusz! (18 presenze, 5 gol. Media voto 5,59)

Falco 6 – Una delle pagelle più difficili mai scritte, perché è difficile lasciar fuori da questa valutazione le vicende extra-campo a cui il 10 ci ha purtroppo abituate. Sforziamoci e guardiamo solo prestazioni e numeri: qui il sempre più possibile ex Lecce non ha fatto male, meritando la sufficienza. Mercato e guai fisici l’hanno reso poco più di uno sparring partner in quello che sarebbe potuto e dovuto essere l’attacco più forte del campionato. Quando c’è stato, però, tolte le prove sottotono con Brescia e Pisa ha sempre dato garanzie, assist e due gol, uno dei quali pesantissimo: che peccato lasciarsi così (10 presenze, 2 gol. Media voto 6,06)

Pettinari 5 – Qualcuno dirà che Corini gli ha dato troppe poche chance. Probabilmente sì, ma se in dieci gettoni non riesci a proporre nemmeno un mezzo spunto tale da dimostrare di meritartela, allora a Corini non gli si può imputare nulla. Soprattutto se in allenamento dimostra la stessa non voglia palesata in partita. Severi? Forse sì, ma paragonate il suo atteggiamento con quello del Mosquito Rordiguez, che di occasioni ne ha avute meno di un quinto (10 presenze, 0 gol. Media voto 5,75)

Rodriguez 7 – E’ il ragazzo che sta regalando, oltre le prestazioni ed i risultati, il maggiore entusiasmo e le maggiori speranze ai tifosi, nel contesto di una squadra in cui non mancano gli elementi che si sentono “troppo” per il Lecce. El Mosquito ha invece dimostrato tutta la professionalità usuale della cantera del Real Madrid: silenzio, lavoro per superare i problemi (Covid, guai all’appendice e due infortuni muscolari) e voglia di sfruttare le occasioni. Il voto è più un incoraggiamento in chiave futuro che una valutazione dei pochi minuti giocati, nei quali ha comunque messo in campo indiscutibili qualità regalando 4 punti ai suoi (2 presenze, 2 gol. Media voto 7)

Dubickas sv – Quattro scampoli di partita per un elemento in campo (ancora una volta) per l’emergenza offensiva che ha caratterizzato la stagione fino ad oggi (4 presenze, 0 gol. Media voto 5,5)

Lo Faso sv – Pochi minuti ad Ascoli e nulla più. In partenza come il lituano (1 presenze, 0 gol. Media voto sv)

Felici sv – Un infortunio lo ha tenuto fuori per tutta la stagione sino ad ora (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)

All. Corini 6,5 – Un voto meritato, perché se il Lecce ha una rosa da primi 4 posti, dall’altro questi sono alla portata e la stessa rosa è stata pienamente disponibile mai. Nelle poche occasioni con i migliori quasi completamente utilizzabili, i giallorossi hanno dimostrato grandi idee di gioco. I difetti sono nel non essere riuscito a dare alla squadra quell’anima battagliera necessaria a bilanciare la necessità di scoprire tipica della mentalità offensiva. Certamente il Covid non a favorito il processo di crescita, ma le basi ci sono: il girone di ritorno sarà il momento della verità (Media voto 6,21)

Dt Corvino 6,5 – Sono passati appena cinque (difficilissimi, alla luce della situazione generale) mesi dal via del nuovo progetto firmato Pantaleo Corvino. Progetto che necessita tempo, e che merita fiducia ed incoraggiamento. Trovare il giusta bilanciamento tra ambizioni della piazza, talenti affermati e giovani promesse è tutt’altro che facile. Le prime pietre sono state poste, la squadra è in corsa per la promozione ed ha gli uomini per agguantarla: tutt’altra storia rispetto al recente passato, dunque non possiamo che parlarne meglio a fine stagione

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