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Hjulmand, a Pescara una partita da record: ecco perché (VIDEO)

Il centrocampista danese è sempre più al centro del progetto tattico costruito da Corini. Nell’1-1 con il Pescara, dove è stato in campo 90′ per la sesta gara consecutiva, i numeri premiano la continuità di rendimento di un calciatore che continua a crescere.

Gli aggettivi per Morten Hjulmand rischiano di diventare pochi. A suon di ottime prestazioni, l’ex Admira Wacker si sta dimostrando un colpo importante messo a segno da Pantaleo Corvino nel calciomercato invernale. Il classe 1999, under 21 della Danimarca, stupisce per freddezza e sicurezza nei suoi mezzi nonostante il diverso tipo di calcio a cui è sottoposto in Italia. Contrattualizzato con il Lecce fino al 2024, Hjulmand è oggettivamente un potenziale, come si usa dire oggi, crack. Il Lecce dovrà stare attento a coltivare la crescita di un calciatore che per tnato tempo potrebbe fare le fortune dei giallorossi.

AZIONI RIUSCITE. A Pescara, in una partita decisamente positiva, soprattutto nel primo tempo, Hjulmand ha raggiunto dei picchi in sintomatici dati statistici che ne palesano l’ottimo rendimento. Con 71 azioni riuscite su 91, Morten ha giocato bene il pallone per il 79% delle volte in cui è stato chiamato in causa. Un dato importante se si pensa che la media della “pulizia” delle giocate di Hjulmand è il 66% (già di suo alta) e che un picco così alto è stato raggiunto…nei 28′ disputati in occasione dell’esordio con l’Empoli. Hjulmand sangue di ghiaccio, insomma.

PASSAGGI. L’assunto nel titolo si ribadisce in uno dei fondamentali base del calcio: il passaggio. Hjulmand, da play, è sì fisiologicamente il calciatore da cui devono passare più palloni e nella gara di Pescara è stato chiamato per più volte in causa. 36 passaggi ricevuti, mai come nessun altra gara con il Lecce. Con Pordenone e Cosenza le chiamate in causa sono state 28. Una volta ricevuto il pallone, Morten ha anche raccolto la percentuale più alta di suggerimenti puliti per i compagni: 93%, come nel 3-1 con il Cosenza, ma con più passaggi (53 all’Adriatico contro i 43 della giornata precedente).

DRIBBLING. La maturazione del calciatore si denota anche nel 100% di dribbling (3 su 3) centrati in casa del Pescara. Hjulmand ricerca poco questa giocata rischiosa, soprattutto per zone del campo e situazioni in cui è chiamato palla al piede, ma riguardando i dati delle precedenti gare la percentuale è senza dubbio affinata. Il rendimento stupisce soprattutto se si rammenta che il danese è arrivato nel calciomercato di gennaio, senza avere una sorta di periodo di adattamento precampionato.

DUELLI OFFENSIVI VINTI. Quando si parla di proiezioni offensive di Hjulmand si guarda subito alla paurosa traversa colpita nei primissimi momenti di Lecce-Cosenza (qui il video). La ricerca del tiro, centrata almeno una volta a gara, è però uno step successivo che Hjulmand vorrà verosimilmente percorrere. Pescara-Lecce 1-1 ci lascia però un altro record nelle sette gare leccesi di Hjulmand. Nella clip sottostante sono raccolti i 6 duelli offensivi ingaggiati dal 42 del Lecce. 5 di questi si sono conclusi con la vittoria del danese. 83% di riuscita. Un numero imparagonabile anche rispetto alle altre presenze, gare ben giocate già di loro.

RECUPERI PALLA. L’ultimo aspetto che colpisce quando si osservano le partite del nuovo interessante centrocampista del Lecce investe la capacità di lettura delle linee di passaggio avversarie. Siamo ormai abituati a vedere Hjulmand recuperare il pallone andando ad aggredire passaggi, orizzontali e verticali, della squadra avversaria. I 13 intercetti palla dell’Adriatico non rappresentano un altro risultato top (in Cremonese-Lecce sono stati 17). La fase difensiva del Lecce ha bisogno del suo dinamismo. Insieme a Bjorkengren (e ne dedicheremo un focus a parte), Hjulmand sta dando linfa vitale al primo attacco dei portatori di palla avversari. Troppo spesso, nella prima parte di campionato, abbiamo assistito ad avversari giunti troppo facilmente sulla linea dei sedici metri del Lecce. Anche dopo un pareggio che sa di delusione, in casa Lecce non si conserva mai la voglia di sperare. Impossibile non farlo con questi giovani in crescita…

 

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