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GdM – Semeraro: “Il Lecce ha basi solide, servono solo ritocchi. Corvino è una garanzia!”

Rico Semeraro, ex presidente del Lecce dal 2002 al 2005, parla a La Gazzetta del Mezzogiorno (intervista di Antonio Calò) delle vicissitudini del Lecce di oggi.

VENUTA MENO LA FIDUCIA IN CORINI. «Un club cambia allenatore quando è venuta meno la fiducia in lui e c’è la convinzione che non sia più quello giusto per raggiungere gli obiettivi fissati. Se il Lecce ha esonerato Corini, che aveva altri due anni di contratto, evidentemente ricorrevano queste condizioni, com’è stato spiegato dal presidente Sticchi Damiani e dal direttore Corvino. Solo i dirigenti, che vivono quotidianamente con staff tecnico e calciatori, hanno il polso della situazione. Sono cose che ho vissuto personalmente negli anni della mia gestione e so che le decisioni vengono prese sempre in buona fede, pensando che siano quelle giuste per il bene della propria formazione».

SI ASPETTAVA L’ESONERO DI CORINI? «No perché, pur con degli alti e bassi, ha portato il Lecce quasi alla finale dei playoff, traguardo che sarebbe stato raggiunto senza l’errore di Mancosu dal dischetto a pochi minuti dalla conclusione della semifinale di ritorno. Ripeto, però, che solo chi è a stretto contatto con allenatori e calciatori conosce bene le dinamiche e può decidere ciò che reputa opportuno per tentare di ottenere i migliori risultati possibili».

MARCO BARONI E’ LA SCELTA GIUSTA? «Sono scelte che fa con cognizione di causa chi è all’interno del club, tenendo presenti le strategie che si vogliono portare avanti. Sono certo che Corvino abbia ben chiare le caratteristiche dell’allenatore al quale affidare il Lecce. Lui conosce il mondo del calcio come pochi».

E LA ROSA, COME VERRA’ STRUTTURATA? «Nell’annata da poco passata in archivio si sono messi in mostra diversi giovani. Penso a Hjulmand, Rodriguez ed Henderson, che sono stati grandi protagonisti, ma anche a Bjorkengren e Listkowski. Sono destinati a continuare a crescere e suppongo che saranno al centro del progetto del Lecce 2021/2022. Accanto a loro ritengo che resteranno alcuni senatori, mentre dal mercato arriveranno gli opportuni ritocchi, seguendo le linee guida che la società vorrà darsi ed anche le indicazioni del nuovo allenatore».

QUAL E’ LA STRADA DA SEGUIRE? «Non si può prescindere dal fare degli investimenti che, in alcuni casi, rendono, in termine di risultati, più di ciò che si è speso, mentre in altre circostanze non portano i frutti sperati. Nel calcio non esistono formule utili a non sbagliare la scelta di un allenatore o di un calciatore. Tutte le componenti, inoltre, devono dare il top».

STAGIONE 2006-07, COSA ACCADDE? «Non vissi la stagione in prima persona, in quanto ero all’estero. Il presidente era mio padre e scelse Zeman come trainer ricordando lo spettacolo che il boemo aveva regalato nel 2004/2005, in A. Personalmente lo sconsigliai di puntare su di lui perché non credo nei cavalli di ritorno e perché non lo ritenevo adatto a guidare la squadra in quel momento storico. Questa, però, è solo una chiave di lettura».

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