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Un ampio ventaglio di scelte nonostante addii importanti e mancate partenze: il nostro voto al mercato del Lecce

Il calciomercato estivo del Lecce si è chiuso senza arrivi sul fotofinish. Nelle ultime ore di sessione, il club ha cercato invano di piazzare degli esuberi. Ciò però non inficia il buon lavoro, in attesa delle fisiologiche risposte attese sul campo, svolto da Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera.

Dopo l’atipico calciomercato autunnale del 2020, Pantaleo Corvino ha ripreso a lavorare nel canonico bimestre luglio-agosto per mettere a punto nel migliore dei modi la rosa a disposizione del suo allenatore. Se le passate campagne trasferimenti si sono svolte con la criticità dettate dalla retrocessione dalla Serie A, quest’anno lo scossone è stato la mancata promozione in A.

OK, PAROLA AL CAMPO. Metabolizzata la delusione, sportiva ed economica, che avrebbe portato a una fisiologica crescita l’intero progetto-Lecce, il direttore tecnico si è messo subito al lavoro per fornire uno scacchiere adeguato al suo allenatore. I giudizi sul calciomercato, ovviamente, non possono prevedere ciò che succederà nei prossimi mesi e il voto dell’operazione economica va scisso, almeno parzialmente, da quello che sarà il rendimento degli elementi che il dirigente ha portato nel Salento. Alle scommesse esotiche che hanno caratterizzato la prima fase del mercato, si sono affiancati calciatori italiani più o meno esperti della categoria: il connubio tra le due componenti, si spera, dovrà fare grande il Lecce. Il mercato condotto dal Lecce, quindi, merita un totale 7, assegnato anche in relazione agli equilibri da mantenere. Analizziamo in dettaglio alcuni aspetti.

LE CRITICITA’. Ad oggi, Baroni ha a disposizione un Lecce sufficientemente assortito in tutte le posizioni del 4-3-3 programmato sin dal suo arrivo. I divorzi con Mancosu, ex capitano e simbolo di un’era, ed Henderson, fanno perdere un quid di qualità al centrocampo. L’arrivo di Gargiulo, l’anno scorso autore di 8 reti con il Cittadella, risponde proprio ai saluti dei due ex trequartisti. In mediana, mancava l’uomo capace di avere un passo in più sottoporta, tratto che ancora non è nelle corde di Hjulmand, Majer e Bjorkengren. L’altro punto interrogativo è più recente. Finite le operazioni in entrata, il Lecce doveva piazzare i sei elementi fuori dal progetto tecnico: Pisacane, Meccariello, Benzar, Vera, Paganini e Felici. Stante l’impossibilità di cedere l’ultimo a causa del lungo infortunio, ad oggi i giallorossi non sono riusciti a liberarsi di nessuno dei sei. Pisacane e Paganini non hanno concretizzato la trattativa con il Cosenza, per Vera e Meccariello non sono giunte offerte degne di nota e sul fronte Benzar rimane aperta l’opzione trasferimento in Romania. Corvino si era dichiarato consapevole di affrontare questo rischio senza problemi, ma sarà da analizzare la gestione di questi elementi in attesa di ulteriori sviluppi.

TRAFFICO IN DIFESA. Il primo affare, confermato anche in avvio di campionato, è stato Tuia. L’ex Benevento, prelevato a parametro zero, è una garanzia per il pacchetto arretrato, reparto in cui Bjarnason avrà tempo di ambientarsi prima di dire la sua e Dermaku, ora di proprietà del Lecce, dovrà dare delle risposte dopo lo scorso costellato di infortuni. Con Lucioni in scadenza al 2022, quindi, il pacchetto marcatori, di cui potrebbe far parte anche Meccariello, è ben fornito. La Serie B sarà un esame di riparazione per i terzini Calabresi e Barreca, promesse del calcio italiano poi perse per strada tra stagioni sbagliate e guai fisici. A titolo definitivo il primo, in prestito secco il secondo, i due rappresentano nomi di spicco per la categoria. L’ex Monaco, nello specifico, si alternerà con Gallo, rimasto nel Salento nonostante qualche sirena di mercato. Gendrey, terzino dagli ampi margini di miglioramento ma d’indubbie qualità fisiche, è l’altra scommessa di Corvino.

CENTROCAMPO. Dall’Amiens arriva Blin, primo candidato allo slot di regista. Il curriculum del francese è indiscutibile, si attenderà il pieno adattamento al campionato italiano. Con lui, l’incognita è Helgason, alla prima esperienza in un campionato probante dopo le annate in Islanda, si ritrova nel novero della seconda linea dopo delle prove sulla fascia operate dal tecnico. I due, inizialmente, completavano il centrocampo insieme ai confermati Hjulmand, Majer e Bjorkengren. Di Gargiulo si è parlato già prima: da lui si attendono strappi e aiuti al reparto avanzato. La crescita degli scandinavi già in rosa e lo spessore sempre più consistente di Majer, infine, potranno contribuire all’impatto positivo dei neoarrivati.

FANTASIA E ALTERNATIVE IN ATTACCO. Con Coda a battagliare nell’area avversaria nella stagione in cui il contratto andrà in scadenza, il Lecce ha costruito un reparto eterogeneo, sì tagliato per il 4-3-3, ma senza dubbio scalabile anche su altri moduli. Olivieri dall’Empoli è stato il primo rinforzo in ordine cronologico, il cavallo di ritorno Di Mariano l’ultimo. Nel mezzo, l’estro dell’ex SPAL Strefezza. I confermati Listkowski (per lui potrebbe valere il discorso fatto per Hjulmand e Bjorkengren sperando nella tenuta fisica) e Rodriguez (variabile impazzita in campo e fuori) completano il reparto. Negli ultimi giorni, il club ha deciso di non puntare all’ingaggio di un vice-Coda, preferendo soluzioni interne. Quali possono essere? In primis, Olivieri può agire da unica punta in caso di 4-3-3. Un’altra idea concreta porterebbe alle due punte, con l’arretramento di Strefezza largo in mediana. Rodriguez si esprime benissimo in coabitazione con un altro attaccante e anche Di Mariano si è disimpegnato in carriera da seconda punta. Dall’ipotetico “duo leggero” Rodriguez-Di Mariano alla coppia già collaudata dello scorso anno Rodriguez-Coda all’utilizzo di Olivieri con uno dei due, in tal caso le soluzioni non mancherebbero. Dall’altra parte, il Lecce non potrà solo poggiarsi sull’eventuale conferma delle cifre realizzative dell’Hispanico.

 

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