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Vitofrancesco a CL: “Lecce e Alessandria il top della mia carriera. I giallorossi devono vincere, altrimenti…”

In occasione della sfida di campionato tra Lecce ed Alessandria abbiamo sentito in esclusiva Ferdinando Vitofrancesco, terzino destro classe ’88, doppio ex e che giocò l’ultima gara in maglia giallorossa proprio nel playoff perso con i grigi.

Ben ritrovato Ferdinando. Non potevamo non intervistarti in concomitanza di Lecce-Alessandria, proprio l’incrocio che coincide con la tua ultima gara, sebbene a campi invertiti, in maglia salentina. Che ricordi hai di quel match?

“Dal punto di vista personale è stato uno dei momenti più emozionanti della mia intera carriera. Dispiace davvero per com’è finita, per quanto fatto quell’anno ed in quelle gare meritavamo molto di più. Ricordo che fu un match di categoria superiore, dal livello altissimo e lottato come pochi. La battaglia in campo si tradusse in uno 0-0 sudato, poi ai rigori è sempre una lotteria. Per fortuna del Lecce, però, solo un anno dopo arrivò comunque la meritatissima promozione”.

Tante volte l’attuale dirigenza ha indicato nel dopo Alessandria la svolta che ha portato alla doppia promozione. Anche se poco dopo ha lasciato il Salento, hai avvertito anche tu quella fame di rivalsa superiore addirittura all’amarezza?

“Assolutamente sì, c’era grandissima voglia di ricominciare, di riportare il Lecce dove meritava di essere. Lo sconforto era fisiologico, ma la voglia di portare avanti il progetto era ancor più forte. Anche perché il progetto era biennale. Il nuovo corso giallorosso targato Meluso si prospettava di raggiungere la B entro due anni, e così è stato perché nel 2017/18, quando io avevo salutato il Salento, è giunta la strameritata vittoria del campionato. Quella giallorossa è una società seria e lungimirante. Un sacco di volte, in questi anni, mia moglie mi ha scherzosamente rimproverato di non essere rimasto in giallorosso, forte del contratto biennale che avevo, per prendermi anche da riserva questa agognata promozione. In realtà io non mi sarei mai potuto impuntare per non partire mettendomi contro una dirigenza che è stata corretta e seria dal primo all’ultimo giorno con me. Meritavano il mio rispetto come mi hanno sempre rispettato, dicendomi subito, 15 giorni dopo Alessandria, che non rientravo nel progetto tecnico per la nuova stagione. Così andai alla FeralpiSalò, lasciandomi benissimo con le ottime persone che guidavano e guidano il Lecce”.

In generale, cosa ha rappresentato per te giocare per il Lecce?

“Il top per me, Lecce non è una piazza come tutte. Una società serissima, una tifoseria da Serie A, lo splendido Salento e poi sono stato fortunato nel trovare dei compagni di squadra straordinari con cui mi sono trovato alla grande. E’ un’esperienza che mi porterò per sempre dentro, tant’è che l’anno dopo sono stato tra i primi tifosi del Lecce, felicissimo per la promozione in B e anche per quella, più inattesa, in Serie A 24 mesi dopo il mio addio”.

Non solo Lecce: sei stato protagonista anche ad Alessandria nelle due annate precedenti il tuo arrivo in giallorosso. Che ricordi hai della piazza grigia?

“Un’altra città in cui sono stato benissimo. Anzi, sono state proprio Lecce ed Alessandria le esperienze che mi porto dietro con maggiore orgoglio e piacere nella mia carriera finora. Anche quella piemontese è una città bellissima, a misura d’uomo, in cui basta pochissimo per sentirsi a casa. Mi sono fatto apprezzare, tant’è che in quella finale playoff del Moccagatta fui applaudito a lungo da Curva e Gradinata. Ci è mancata di un nulla la promozione, ma anche essere arrivati in semifinale di Coppa Italia con Inter, Milan e Juventus è stato bellissimo”.

Da giocatore della Cremonese hai conosciuto gli attuali bomber ed allenatore del Lecce. Cosa pensi di loro?

“Guarda, con Massimo Coda ero collegato poco prima della nostra chiacchierata per giocare come sempre a Warzone. Siamo rimasti grandi amici e ci diamo appuntamento per giocare molto spesso, anche assieme a Gaetano Letizia del Benevento. Con Massimo ho un gran rapporto, è uno dei miei migliori amici e credo che per lui sia l’ho stesso. L’ho punzecchiato per il gol non realizzato venerdì scorso, ma devo dire che anche il difensore è stato bravo a chiuderlo. E’ un grande, si rifarà. A Cremona ho avuto anche mister Baroni, anche se rimase con noi solo fino a novembre prima di essere esonerato. Serissimo e preparatissimo, può fare molto bene con il Lecce”.

Cosa pensi di questo avvio di campionato dei giallorossi?

“Un po’ tutti ci aspettavamo di più in termini di punti, anche se ci sta quando sei all’inizio. Con il Benevento i giallorossi meritavano i tre punti non arrivati per un mix tra sfortuna e imprecisione, così come le cose non sono girate benissimo anche nelle due precedenti uscite. Ora arriva l’Alessandria, secondo me non l’avversario ideale perché arriva da tre ko è starà furiosa, giocherà al massimo. I giallorossi devono però vincere, altrimenti il terreno da recuperare potrebbe iniziare a farsi troppo ampio”.

Qual è il presente di Ferdinando Vitofrancesco?

“Sto per iniziare il mio secondo anno con la maglia del Lavello, compagine lucana che milita nel girone H della Serie D. Lo scorso anno abbiamo mancato per un nulla i playoff, quest’anno le ambizioni di promozione sono diventate ancor più forti anche perché società e collettivo sono cresciuti. Con me gioca anche un altro ex Lecce, Eric Herrera. Purtroppo ci troviamo a disputare quello che, secondo me, è il gruppo più difficile della D. Quando però puoi contare su una società così seria e sana, ogni anno cresci e prima o poi gli obiettivi arrivano. Come insegnano, tra l’altro, Lecce e Alessandria”.

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