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Le pagelle di Calciolecce

Le pagelle di Lecce-Alessandria: Rodriguez di un’altra categoria. Calabresi e Tuia giganti

Lecce-Alessandria, le pagelle: troppa timidezza sulle ali, Lucioni e Gallo propiziano i gol avversari. L’uscita di Majer si fa sentire.

GABRIEL 6

Come sempre il Lecce subisce pochi tiri in porta, come sempre tutti sempre e solo pericolosi. Il brasiliano in uno si disimpegna benissimo, negando a Mustacchio il pronto 1-2. Sui gol, però, avrebbe potuto fare qualcosa di più, magari uscendo su Corazza e soprattutto mostrando maggiore prontezza anziché statuaria indifferenza sul colpo di fortuna di Ba

CALABRESI 6,5

Prestazione da grande difensore di fascia, capace di coniugare attenzione difensiva, grinta, corsa e cross spesso insidiosi. Certo, gli mancano un po’ di fantasia e dribbling, ma è chiaro che non è nei suoi compiti creare superiorità. Spinge fino all’ultimo nonostante abbia dato tutto e di più

TUIA 7

Il primo tempo del Lecce è uno one man show del centrale ex Benevento, che la sblocca e per due altre volte sfiora il gol del vantaggio. Lo stacco con cui buca Pisseri è da imperatore, e per la regalità con cui si ripete meriterebbe la doppia gioia. Dietro è l’unico a saper difendere come si deve, anche se nella ripresa è graziato da Giacomelli che non gli mostra il secondo giallo

LUCIONI 5

Difensivamente impacciato, troppo spesso in difficoltà nonostante l’attacco grigio sia a dir poco isolato, parte bene ma troppo presto si perde. Soprattutto nella ripresa, dove non riesce ad opporsi agli avversari e lascia inspiegabilmente Ba libero di fare quel che vuole sul gol della paura. La cosa migliore è il tocco che diventa assist per il gol vittoria di Coda

GALLO 4,5

Il Lecce la mette in discesa ma un errore clamoroso del terzino, che offre il gol a Corazza, complica totalmente le cose. Di lì in poi è tutto un tremare su ogni pallone, con errori a volte grossolani e cross solo raramente adeguati. Deve migliorare la concentrazione nell’arco dei novanta minuti, altrimenti sarò dura confermarsi a certi livelli

MAJER 6,5

Tantissimi palloni toccati, qualche contrasto perso ma soprattutto belle invenzioni. Su tutto gli ottimi corner, da uno dei quali arriva il gol di testa di Tuia. In settimana si è però allenato poco per qualche acciacco e Baroni gli risparmia la ripresa

HJULMAND 6

Il frangiflutti danese non ripete la debordante prova di Benevento, ma il suo lo fa nella maniera più assoluta. Gara pulita, poche imperfezioni ma anche poche invenzioni, fatta eccezione per due ottime palle non concretizzate dagli esterni. La voglia di lottare, invece, è encomiabile come al solito

GARGIULO 6

Non tira mai la gamba indietro, e questo per una squadra tutt’ora ancora impacciata come il Lecce è già tanto. Primo tempo ottimo, in cui sfiora due volte il gol ed aggredisce ogni avversario. Sfiora la gioia anche nella ripresa, mancata per pochi centimetri, mentre per l’assalto finale Baroni rinuncia a lui per

OLIVIERI 5,5

Poteva essere una prestazione risicata senza un secondo tempo da fantasma. Parte voglioso, si batte e si muove beve procurando un paio di interessanti occasione da rete. Le buone cose sono però vanificate dalla mancanza di quella cattiveria di cui il Lecce deficita clamorosamente

CODA 6,5

Anche oggi manca un po’ in zona gol, non riuscendo a seguire ed attaccare il pallone in area piccola. E’ però strepitoso nell’allargare il gioco e nel creare spazi, mettendo qualità al servizio della squadra. Nel finale riesce comunque a piazzare la zampata che regala ai giallorossi tre punti pesantissimi, subito dopo l’assist per Rodriguez

DI MARIANO 6

Forse un leggero passo indietro rispetto alle prime due ottime uscite con Como e Benevento, anche per bravura di avversari che lo contengono a lungo. Male al tiro, molto meglio nel crearsi gli spazi per il traversone. Nel secondo tempo accelera e dal suo traversone da fermo allo scadere, su punizione da lui stesso guadagnata, arriva il gol vittoria

BJORKENGREN 5,5

Lo svedese entra all’intervallo per sostituire Majer ma non ne replica le giocate di efficacia e qualità. Troppo timidino quando il gioco si fa duro, vanifica il buon approccio con sviluppi in decrescendo. Può e deve fare meglio

RODRIGUEZ 8,5

Non credo esista la possibilità di vedere qualcuno che approcci meglio ai finali di gara di Pablo Rodriguez. Nei primi quattro palloni giocati: guadagna un corner, si prende punizione dal limite con rosso a Di Gennaro, sfiora il gol in diagonale e raddrizza il match con una prodezza a giro da fuori, oltre a movimenti devastanti per una difesa fino ad allora ottima. Se tutti ci mettessero la sua cattiveria il Lecce avrebbe 12 punti

PAGANINI 6

Entra per creare scompiglio e ci riesce, anche se non ci mette qualità e particolare efficacia

BARRECA 6

Ingresso utile per apportare nuove risorse sulla corsia mancina, dalla quale non a caso il Lecce attacca tantissimo

MECCARIELLO sv

BARONI 6

Un voto, sia chiaro, esclusivamente raggiunto grazie agli importantissimi tre punti giunti nel finale. Il Lecce parte bene e finisce di coraggio strappandosi, forse oltre qualche merito, un successo giunto più per episodi che per gioco. Troppa palla fai tu, troppi errori banali, troppe azioni dalla manovra scontata e prevedibile, troppo assurdo rinunciare ad un Rodriguez così in palla senza studiare alternative tattiche: serve fare molto, ma molto meglio, perché non sempre si potrà essere fortunati nell’assalto finale (e nel doppio giallo non visto contro Tuia)

ALESSANDRIA:

Pisseri 6,5 Parodi 6,5 Di Gennaro 5 Celesia 5 Mustacchio 6,5 Casarini 6 Ba 7 Beghetto 6 Milanese 5,5 Corazza 7 Orlando 6 Benedetti 6 Chiarello 6 Lunetta 6 Prestia 6 Russo sv All. Longo 6

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