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Penna in trasferta – Orlandin (Lo Spallino): “Non mi aspettavo uno Strefezza così. Mancosu? Prezioso”

Il collega Alessandro Orlandin ha raccontato nel dettaglio la situazione in casa biancazzurra nella nostra rubrica dedicata al punto di vista avversario.

Com’è stato il cammino di avvicinamento degli emiliani alla partita con il Lecce?

“La vittoria di Cosenza ha migliorato una situazione che era preoccupante. La SPAL ha vinto dopo più di un mese una partita brutta, ma vincere era ciò che serviva per dare fiducia ed autostima. Va però detto che Clotet ha affermato che il gruppo è sempre stato coeso, aspetto fondamentale per sperare bene per il futuro al netto di qualche risultato negativo”.

Quali sono punti deboli e di forza del collettivo di Clotet?

“La mentalità che il tecnico spagnolo sta cercando di inculcare è certamente un aspetto positivo, soprattutto dal punto di vista tattico. Ci ha provato nonostante una squadra giovane ed inesperta, che comunque aveva approcciato molto bene. L’idea è rimasta nonostante le cose non siano andate poi così alla grande. Poi resta la qualità di alcuni singoli, sebbene per motivi diversi Viviani e Colombo non siano ora al meglio. L’inesperienza è invece un aspetto negativo che ha fatto lasciare un po’ di punti per strada. La SPAL fatica poi a stanare le squadre che tendono a difendersi e basta, elemento che non credo vedremo contro il Lecce, ed infine non ha potuto contare fino ad oggi con un parco portieri in grado di garantire sicurezza”.

Che opinione hai del Lecce di Marco Baroni?

“Mi sembra una squadra forte, lo dicono anche i numeri. Magari ha pareggiato qualche partita di troppo, ma restano equilibrio, fiducia e solidità di una squadra che ha tutto per lottare fino alla fine per la promozione. Con la SPAL sarà un esame importante anche perché gli estensi hanno fatto bella figura con tutti gli squadroni incontrati”.

Ti aspettavi un impatto così devastante di Gabriel Strefezza con il Lecce?

“Sinceramente non mi aspettavo che potesse compiere questo cammino in maglia giallorossa. Io l’ho sempre visto come un giocatore in cerca di identità, con grande potenziale ma che non avendo collocazione precisa non riusciva ad avere continuità. Ora sembra però esserci riuscito e questo fa aumentare qualche rimpianto tra i tifosi spallini, soprattutto per la modica cifra a cui è stato venduto. Baroni sembra aver sprigionato quelle che sono le sue qualità. Probabilmente ha trovato a Lecce il contesto perfetto per dare il meglio di sé”.

Il viaggio opposto l’ha compiuto Marco Mancosu. Come sta andando la sua avventura al Mazza?

“Dal punto di vista realizzativo era magari lecito aspettarsi qualcosa in più, fermo restando che lo score attuale non è poi male. Peccato certo per il rigore pesante visto con il Perugia. Secondo me si è invece dimostrato prezioso per la sua duttilità, che lo rende capace di giocare in più ruoli offrendo grandi soluzioni al tecnico. E’ uno dei catalizzatori del gioco di questa squadra, visto che pur non avendo sfornato assist e gol come a Lecce fa partire spesso azioni importantissime. E’ chiaro che vedendo i numeri che vantava nel Salento qualche tifoso può essere deluso, tuttavia ha bisogno di tempo per ingranare al meglio come da lui stesso ammesso”.

Come dovrebbero scendere in campo gli estensi contro i giallorossi?

“La SPAL tornerà al 4-3-1-2 per coprire meglio il campo contro il Lecce, cercando magari di fare una partita guardinga per poi agire di rimessa.  Dietro mancherà Vicari, elemento di grande importanza. Tra i pali dovrebbe giocare Seculin, se recupera dagli acciacchi di Cosenza, altrimenti Thiam. Difesa con Dickmann, Coccolo, Capradossi e Celia. In mediana spazio al trio Zuculini, Esposito e Mora con Mancosu alle spalle di Colombo e Melchiorri. Rossi ha fatto 45 minuti più recupero a Cosenza ed ha ammesso lui stesso di essere stanco morto, credo dunque rimarrà l’arma da partita in corso”.

 

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