L’ex calciatore del Lecce, attualmente detenuto presso il carcere di Rovigo, ha chiesto di lasciare il carcere.
Fabrizio Miccoli ha presentato attraverso i propri legali istanza di affidamento in prova ai servizi sociali (i “lavori socialmente utili”) come misura alternativa alla detenzione. Si attende ora la fissazione dell’udienza per la valutazione dell’istanza (già anticipata a mezzo stampa dal legale di Miccoli nelle scorse settimane).
L’ex capitano di Palermo e Lecce, che si è costituito lo scorso novembre per scontare una condanna definitiva a tre anni e sei mesi con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, ha scontato al momento circa tre mesi di detenzione. Miccoli non ha potuto accedere a misure alternative al carcere al momento dell’esecuzione della pena proprio per la natura “aggravata” dell’accusa a lui rivolta.
I colleghi di LeccePrima fanno anche il punto sulla vicenda. Per tutti i giudici, le cose andarono così: tra il 2010 ed il 2011, Miccoli – si legge – incaricò Mauro Lauricella (figlio del boss della Kalsa Antonino “u scintilluni”) di recuperare il credito di 12mila euro vantato nei riguardi dell’ex titolare della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine, Andrea Graffagnini, su sollecitazione dell’ex fisioterapista del Palermo, Giorgio Gasparini, con il quale gestiva il locale. L’ex calciatore ha sempre dichiarato di essere all’oscuro delle parentele mafiose di Lauricella e di esserne venuto a conoscenza solo quando furono travolti dall’inchiesta. Questi, in primo grado, fu condannato a un anno per violenza privata, ma in appello la pena diventò di sette anni perché fu riconosciuto responsabile anche del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso”
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Ancora detenuto stà?….mancu Brusca sa fattu tantu carcere
Ma per favore….