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Pollice in su per l’Hispanico che lascia l’arena: Lecce saluta un bomber totale

Oggi si è chiusa ufficialmente l’esperienza biennale di Massimo Coda con il Lecce. La promozione in A suggella al meglio i numeri da top player di B: 44 reti e 19 assist in 78 presenze lo portano nell’hall of fame dei bomber giallorossi

Massimo Coda non battaglierà in Serie A con la maglia del Lecce. La proprietà americana del Genoa ha convinto il 33enne a firmare un ricco triennale con un ingaggio annuale di poco sotto al milione di euro. Si è concretizzata così “l’offerta della vita”, citando testuali parole dell’Hispanico in un’intervista resa a seguito della promozione in A, che lo avrebbe portato lontano dal Salento nonostante la ghiotta opportunità di presentarsi nel massimo campionato forte di due annate consecutive da capocannoniere della Serie B.

CANNONIERE E NON SOLO. L’aver comandato per due volte la classifica dei bomber del campionato, dato già di suo straordinario, non basta a celebrare le caratteristiche che porteranno Coda ad essere ricordato non solo come l’ariete offensivo del Lecce di Baroni 2021/2022. L’Hispanico si è rivelato prezioso anche in manovra. Anche qui abbiamo esordito con le cifre: 19 assist in due campionati. La partecipazione di Coda a tutte le azioni offensive del Lecce non è mancata anche col cambio di rotta dalla spregiudicatezza offensiva ricercata Corini al maggior equilibrio. , bilanciato comunque su un atteggiamento propositivo, targata Baroni.

DA CORINI…. Massimo Coda è stato il primo vero colpo del Corvino-bis. Il dirigente di Vernole lo ha prelevato a parametro zero dal Benevento nell’estate del 2020 e ora, all’alba dei 34 anni da compiere a novembre, il Lecce, con cui Coda aveva un contratto fino al 2024, incasserà 1.5 milioni per la sua cessione. In gol alla quarta presenza in giallorosso, Coda non si è fermato più e a fine campionato le reti sono state 22, il bottino più alto in un torneo colto sinora in carriera. I tanti gol non sono valsi però la promozione in A, come accadde per le 21 reti col Benevento 2018/2019. Il calo finale del team di Corini ha gettato al vento la piazza per il salto diretto nella massima serie prima della sconfitta contro il Venezia.

A BARONI. Marco Baroni, prescelto da Corvino per il 2021/2022, ha chiesto e ottenuto più sacrifici da Coda, assistito da due ali e non più da una seconda punta. L’esplosione di Strefezza ha reso però più divertente un campionato tiratissimo dove la doppia-doppia del capocannoniere (20 gol e 10 assist) ha trainato i giallorossi soprattutto a febbraio, prima dei quattro pareggi consecutivi. Nel finale, l’Hispanico ha scaldato il Via del Mare con tre assist decisivi a Helgason, mattatore della SPAL nell’1-0 casalingo, Lucioni, autore del vantaggio in Lecce-Pisa 2-0, e Strefezza, in occasione della rocambolesca giornata vissuta a Vicenza. Spesso si dice che nel calcio si dimentica facilmente di chi contribuisce al gol per dare lustro solamente al bomber. Ecco, Coda cerca (e ha cercato, onorando la maglia del Lecce) di vestire anche quei panni per affermarsi da attaccante completo.

CIFRE. Abbiamo già descritto i numeri dei due anni di Coda con il Lecce. La concentrazione di reti fa di Coda l’attaccante con una media gol per gara più prolifica del calcio moderno. Con 0.56 gol per gara (una ogni 140 minuti), Coda supera di poco Francioso, ex gemello del gol del Lecce di Ventura insieme a Palmieri, a 0.54 (37 in 69 partite). Prendendo sempre in considerazione gli attaccanti dell’epoca recente, si trovano a seguire Lapadula (0.48, 13 in 27), Chevanton (0.48, 58 in 122), Lucarelli (0.65, 30 in 66), Foti (0.44, 8 in 18), La Mantia (0.42, 19 in 45), Tiribocchi (0.42, 42 in 101) e Moscardelli (0.41, 28 in 69). Coda è anche il padrone dei cannonieri del Lecce in Serie B. I 42 gol lo portano largamente sul gradino più alto del podio sopra Pietro De Santis e Luigi Silvestri, attaccanti di un’altra epoca. A Coda appartiene anche la striscia consecutiva di 6 gare a segno (8 reti), centrata quest’anno, una in meno del recordman Pazzini. Con il Pazzo, Coda, grazie al Lecce, condivide anche la singolare statistica di quattro gare consecutive con doppiette. Nel girone di ritorno del 2020/2021, Coda ha segnato otto volte in quattro match distribuendo i gol in doppiette durante Reggiana-Lecce 0-4, Lecce-Chievo 4-2, Venezia-Lecce 2-3 e Frosinone-Lecce 0-3.

VALUTAZIONI. Oltre all’aspetto prettamente economico e progettuale relativo all'”offerta della vita” recapitata dal Genoa, si potrebbe fare un’ulteriore riflessione che, magari, ha spinto Coda a cercare d’inseguire il terzo titolo consecutivo di capocannoniere piuttosto che l’affermazione in Serie A. Nonostante lo scettro di miglior marcatore, quest’anno Coda ha dovuto spendere molto di più dal punto di vista fisico, trovandosi spesso a lottare da solo contro due difensori. Ciò è accaduto spesso in partite, come successo nel campionato chiuso con Lecce-Pordenone 1-0, dove i giallorossi comandavano il gioco. Nella massima serie, dove spesso bisogna saper soffrire e colpire in ripartenza, Coda sarebbe dovuto calarsi in un’altra tipologia di apporto tecnico con ancora meno palloni toccati, non esattamente l’ideale per un attaccante di manovra, oltre che di sponda, come lui.

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