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Le pagelle di Calciolecce

Il pagellone dell’andata: strapotere Baschi, il capitano e Strefezza soliti top. Umtiti-Pongra colpi europei

I nostri voti sul girone d’andata dei ragazzi di Baroni: dietro al sorprendente centrale la sicurezza di Falcone, ma anche gli scudieri Blin-Gonzalez. Tanti i rimandati, per Ceesay sufficienza risicata

Falcone 8 – Che il Lecce avesse sistemato il capitolo portiere per tutta la stagione (e non solo, si spera) c’è voluto davvero poco per capirlo. All’esordio con l’Inter ha sommato prodezze poi ripetute, seppur in maniera meno concentrata per merito di una difesa divenuta forte, nelle giornate successive durante le quali ha contribuito a portare diversi punti a casa. Corvino gli ha concesso la sua prima stagione da protagonista in Serie A ed il portierone la sta valorizzando, avendo fatto sempre bene con grande sicurezza eccetto la sola Verona (19 presenze, 22 gol subiti. Media voto 6,58)

Bleve sv – Con davanti un big del genere per l’unico salentino in rosa non c’è da fare altro che lavorare sodo per farsi trovare pronto qualora ce ne fosse necessità (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)

Brancolini sv – Lavora da “terzo” studiando da grande in attesa di un’occasione futura visto che il tempo è tutto dalla sua parte (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)

Gendrey 7 – I tifosi del Lecce lo conoscevano già bene, lui si è fatto apprezzare anche meglio. Come per altri giovani già in rosa pare quasi trovarsi più a suo agio in Serie A rispetto alla B, e la sua crescita continua sta andando di pari passo con quella della squadra. Si è messo alle spalle l’erroraccio (da lui stesso ammesso con tanto di aiuto da mental coach) di Bologna con grinta e dedizione, facendo benissimo sia prima che dopo e risultando il padrone unico della fascia tanto da aiutare, in questo, anche l’esplosione di Baschirotto (19 presenze, 0 gol. Media voto 6,08)

Baschirotto 8,5 – E’ il Lecce fatta persona: umile e orgoglioso, voglioso e condottiero, partito (e ripartito) dal basso per risalire la china sovvertendo pronostici che, non dimentichiamolo, davano i giallorossi come principale candidata alla retrocessione. Il possente difensore è l’exploit principale di questa squadra, figlio di un’intuizione di Corvino che ha visto in un buon jolly difensivo cadetto il materiale migliore su cui lavorare, ed infatti Baroni lo ha fatto rendendolo subito un gran centrale. Due gol pesanti, prestazioni sempre all’altezza laddove non straordinarie e gli occhi dell’Italia intera giustamente su lui, senza dimenticare l’incredibile dato di unico calciatore di movimento in A sempre in campo (19 presenze, 2 gol. Media voto 6,47)

Pongracic 7,5 – Il suo arrivo ha dato una qualità strepitosa alla difesa ed i risultati raggiunti con lui in campo parlano chiaro. Dopo Umtiti è l’elemento di maggior caratura internazionale e si vede, mostrando piedi da regista e sicurezza da elemento navigato nonostante i soli 25 anni. Qualche errore d’eccesso di sicurezza solo nella ripresa con la Juve, l’unico all’altezza a Bologna e poi solo grandissime prove, con l’amarezza di fine anno causata dal ko in amichevole che sta costringendo il Lecce a guardare sul mercato (9 presenze, 0 gol. Media voto 6,61)

Umtiti 7,5 – Il punto di forza che rende il Lecce squadra capace di misurarsi davvero con chiunque è al centro della difesa, dove è presente uno dei giocatori difensivamente più forti del campionato ed i tifosi giallorossi dopo la sosta se ne sono resi conto. I due mesi d’attesa sono stati fisiologici per fargli riprendere ritmi caduti nel dimenticatoio e si sono portati dietro qualche dubbio (colpo sì, ma quanto?) fugato già all’esordio di Roma e che ora appare lontano anni luce. Con Lazio e Milan soprattutto (ma ha fatto pressoché sempre bene) si è visto il campione non lontano da quello che levava al cielo di Russia la Coppa del Mondo 2018, capace di mettersi in tasca avversari e buu razzisti annessi (9 presenze, 0 gol. Media voto 6,72)

Tuia 6,5 – Dopo i tre titolari (davvero un lusso per una squadra che lotta per la salvezza) è la prima alternativa, e visti i risultati delle poche uscite può anch’egli essere considerato non certo una riserva di bassa lega. E’ stato la spalla di Baschirotto in attesa dell’entrata a pieno regime di Pongracic ed Umtiti, riscuotendo consensi. Presente a Torino e Verona, sugli scudi a Napoli in quella che ad oggi resta forse l’impresa principale della stagione (3 presenze, 0 gol. Media voto 6,33)

Dermaku sv – Dargli un voto per quell’entrata (a vuoto) di Udine sarebbe ingeneroso visto gli esiti della stessa tra errore su Beto e nuovo ko. La speranza è di vederlo finalmente integro per tornare a giudicarlo dopo l’ottima passata (metà) stagione (1 presenza, 0 gol. Media voto 4,5)

Cetin sv – Vedi Dermaku, gli risparmiamo un giudizio che sarebbe netto per una parabola identica a quella dell’italo-albanese. Titolare all’esordio con l’Inter, qualche errore, la ricaduta fisica durata settimana ed il precoce addio che sa di definitiva bocciatura italiana (1 presenza, 0 gol. Media voto 5,5)

Gallo 7 – Al terzo anno in giallorosso il più bel Gallo si è visto proprio in Serie A. Migliorato nella corsa, nel tiro e nell’intelligenza tattica, la strada da fare è ancora tanta (e non certo solo per lui) ma sta dimostrando di volerla percorrere a ritmi elevati e con voglia di dimostrare di poterci stare a certi livelli. Dopo l’avvio incerto ha vinto il ballottaggio con Pezzella a suon di prestazioni indiscutibilmente molto positive in cui ha sfiorato gol (a Udine versione Calderoni di A), fornito assist (terzo nella classifica di squadra) risultando solido dietro (16 presenze, 0 gol. Media voto 6,13)

Pezzella 5,5 – Nel dualismo per la corsia mancina lo sconfitto è uno che a Palermo non ci è nato ma ci è cresciuto, ed arrivato come il potenziale titolarissimo si è visto soffiare la maglia per altrui meriti ma anche, onestamente, propri demeriti. Pezzella non ha ancora dimostrato le proprie qualità, fatte solo intravedere con una sola prestazione sopra il 6 (molto bene con il Milan) in mezzo a tante uscite discrete o deludenti (disastro con Verona e Bologna). Non è però certo un caso se lo scorso anno faceva la Champions e la certezza è che possa fare molto meglio di così, anche per giocarsi delle chance di conferma (8 presenze, 0 gol. Media voto 5,5)

Blin 7,5 – Se qualcuno si fosse mai chiesto il perché il francese sia stato uno dei giocatori più costosi dell’era Corvino ha avuto la sua risposta: perché è un giocatore da Serie A. Di quelli “sporchi”, più sciabola che fioretto, più battaglia che classe, ma fondamentali a dir poco per la buona riuscita di un progetto incentrato sulla crescita collettiva come quello del Lecce. Ha fatto il centrale, il regista, la mezzala ed il mediano in coppia con Hjulmand sempre con risultati ottimi: da tappabuchi a perno, gli è mancato di fatto solo il gol (17 presenze, 0 gol. Media voto 6,26)

Bistrovic 5,5 – Chiamarlo flop viste le prove più modeste che pessime e visto un utilizzo rimasto basso sarebbe forse troppo, ma di certo il suo arrivo non ha dato i frutti sperati. A vederne le gesta passate e le prime uscite dava l’impressione di poter portare in dote una tecnica di caratura europea e (finalmente) quell’efficacia sui calci da fermo che al Lecce mancava e manca da tempo. Qualcosa si è intravista nelle prime uscite Inter su tutte, ma anche nell’ultima a La Spezia, dopo la quale ha salutato poiché si sentiva poco protagonista sebbene il demerito fosse suo, per nulla calatosi nei ritmi non vertiginosi ma comunque più intensi del calcio italiano (11 presenze, o gol. Media voto 5,9)

Hjulmand 8 – Che un anno e mezzo dopo sarebbe stato il capitano del Lecce in Serie A erano bastato quello scampolo di match con l’Empoli per capirlo. Iperboli a parte, il danese ha fatto esattamente tutto ciò che ci si aspettava da lui: trascinare la squadra a suon di verve agonistica, fare da collante tra i reparti ed attirare, di conseguenza, le attenzioni di svariati portafogli in giro dell’Europa. Per questo si può attendere, perché Baroni non può fare a meno della sua quantità e crescente qualità in mezzo al campo, come dimostrano i tre assist ma anche quel palo con la Juventus che lo avrebbe finalmente fatto sbloccare in zona gol (17 presenze, 0 gol. Media voto 6,44)

Gonzalez 7,5 – Solo lo straripante Baschirotto gli toglie la palma di sorpresa dell’anno, ma non quella di giovane più interessante della truppa. Chi ha seguito la Primavera 2021/22 aveva sul catalano grandi aspettative, i cui risultati sono anche andati oltre per impatto immediato e continuità di utilizzo. Gli angoli da smussare ci sono e ci mancherebbe, è un 2002 anche se non sembra, intanto per fisicità, mentalità e la giusta spregiudicatezza (Dodò ne sa qualcosa) ha reso più frizzante la mediana, consentendo anche di sopperire ai vuoti lasciati da alcuni elementi deludenti (19 presenze, 1 gol. Media voto 6,26)

Askildsen 5,5 – Più vicino alla mediocrità che alla sufficienza, solo a tratti ha fatto vedere qualcosa di buono. Come Bistrovic avrebbe dovuto dare alla squadra quella qualità tecnica vista in realtà solo con qualche buon calcio d’angolo e con il buon ingresso in campo con il Monza in un mare di lentezza e poca consistenza. Va detto comunque che il primo buon momento tra fine estate ed inizio autunno è coinciso con la sua promozione a titolare in cui ha mostrato buoni approcci e compitini portati a casa, senza però mai andare oltre (13 presenze, 0 gol. Media voto 5,59)

Helgason 5,5 – Sulla falsariga del norvegese il girone d’andata del coetaneo nato qualche chilometro più a nord, che non è riuscito a dar seguito agli sprazzi (a questo punto isolati) di cose interessanti mostrate l’anno scorso. Eppure proprio in coppia con Askildsen si rese protagonista di una prova interessante al Maradona, senza mai più sfruttare le poche occasioni avute che non lo bocciano, rimandandolo senza ombra di dubbio (6 presenze, 0 gol. Media voto 5,6)

Maleh 5,5 – Un voto diverso da quelli, simili solo dal punto di vista simbolico, dei due che lo hanno preceduto. Troppo presto per giudicarlo (è in piena fase ambientamento), per questo lo “sproniamo” a modo nostro a far meglio nelle tante prossime occasioni che avrà, in cui dovrà andare oltre le prove timidine viste finora e metterci garra e qualità, entrambe nelle sue corde (4 presenze, 0 gol. Media voto 5,83)

Strefezza 8 – Sul fatto che sarebbe stato l’uomo-fantasia della squadra anche quest’anno c’erano pochi dubbi, reduce com’era da una stagione di così alto livello come la scorsa. Ed infatti ci ha messo poco a dire la sua anche in Serie A, divenendo sempre la prima preoccupazione delle difese avversarie, facendo ammattire terzini di ogni livello e scollinando da miglior realizzatore di squadra. Le “Strefezzate” sono comprensibilmente diminuite in quantità, non però in qualità ed infatti la sua non convocazione per lo stage azzurro invernale resta un mistero visto il suo essere certezza e maravilha anche nella categoria superiore (17 presenze, 5 gol. Media voto 6,38)

Ceesay 6 – Presosi le scene per aver riportato a suon di gol il campionato allo Zurigo, il suo innesto a zero si portò dietro aspettative non ancora soddisfatte. Eppure la sua avventura era partita alla grande, con una prova da uragano con l’Inter poi ripetuta solo a folate, vedi quelle vincente con Salernitana e Fiorentina. Un po’ poco in termini realizzativi anche se a compensare c’è quasi sempre stata una propensione al sacrificio utile a far viaggiare la squadra venuta meno con il cadere delle foglie, elemento che rende risicata la sua sufficienza (17 presenze, 3 gol. Media voto 5,94)

Di Francesco 6,5 – L’elemento di gran lunga più esperto dell’attacco giallorosso, un riferimento per la flotta di giovani esordienti nella categoria. Ha avuto bisogno di qualche tempo per trovare il miglior modo di dare il suo apporto tecnico al tridente, sapientemente concentrandosi, soprattutto all’inizio, a non deludere le richieste tattiche del tecnico. Quando la forma è andata migliorando si sono viste tutte le sue qualità capaci di dire la propria contro qualsiasi avversario e che, nel girone di ritorno, potrebbero fare la differenza se applicate con maggior continuità (19 presenze, 1 gol. Media voto 6,03)

Colombo 7 – Un altro che, per ragioni differenti, ha avuto bisogno del suo tempo per trovare spazio e modo di incidere. All’inizio ha saggiato i tifosi delle sue proprietà balistiche con quel bolide al Maradona che ha già scritto a suo modo la storia. Da novembre in poi è divenuto punto fermo, riuscendo sempre, con gol, assist e/o lavoro sporco, a dire la sua con il solo Montipò a negargli di chiudere il girone come miglior marcatore di squadra assieme a Strefezza (17 presenze, 4 gol. Media voto 6, 03)

Banda 6,5 – Probabilmente unendo le sue prestazioni a quelle di Di Francesco il Lecce avrebbe trovato un’ala sinistra con il rendimento da Champions. Al contrario del collega il primo zambiano nella storia della Serie A ha avuto un impatto devastante, facendo ammattire ogni avversario per mesi prima di essere studiato e, di conseguenza, capito. Ora si trova in una fase successiva che non lo ha ancora visto emergere o riuscire ad imporsi, con il solo lampo di Marassi a permettergli sbloccarsi e mettere in cassaforte un successo importante per la squadra (19 presenze, 1 gol. Media voto 6,08)

Oudin 6 – Resta un po’ un oggetto sconosciuto, perché da un lato non ha mai floppato ma dall’altro altresì non ha avuto quel minutaggio adeguato a fornire un’idea ben definita sulle sue potenzialità. Spesso inserito in scampoli di match, sta di fatto che il suo piccolo lo ha sempre fatto mostrando anche qualcosa di interessante, pur senza mai lasciare il segno in zona gol (12 presenze, 0 gol. Media voto 6,21)

Listkowski 5,5 – La sua conferma è stata voluta e cercata, nella convinzione che gli sprazzi di grande qualità mostrati in B potessero trovare terreno fertile nel massimo campionato come avvenuto per i vari Gendrey o Gallo. Il polacco invece ha avuto occasione in ognuna delle prime cinque gare di mostrarsi da A, non sfruttandone nemmeno uno e non vedendo poi più il campo fino ad una cessione che probabilmente ci sarà a breve (5 presenze, 0 gol. Media voto 5,67)

Rodriguez 5,5 – Probabilmente la più grande scommessa mancata (al momento), di cui a dirla tutta c’era stato già sentore nella scorsa stagione. Il Lecce di Baroni ha fatto quello che ha fatto, in B e in A, sfruttando il tridente, cosa che non contempla però lo sfruttamento delle doti del canario che come Listkowski non si è fatto trovare pronto nelle chance avute, con il prestito in B come unica strada percorribile (4 presenze, 0 gol. Media voto 5,83)

Voelkerling Persson sv – Due mini uscite nelle ultime dell’andata per respirare aria di A e far rifiatare l’acciaccato Ceesa7, di certo troppo poco per andare oltre la sfera delle mere impressioni (interessanti) lasciate (2 presenze, 0 gol. Media voto 6)

All. Baroni 8 – Il girone d’andata del Lecce è molto più che positivo perché, oltre ad una media punti da salvezza tranquilla, è stato contornato da prestazioni di squadra (che sono andate ben oltre gli exploit, innegabili, dei vari singoli) meritevoli anche di un bottino migliore. Diciannove gare con due soli flop ed un altro paio di prove grigie in mezzo a tanto, tantissimo bel Lecce frutto della solidità che il mister (vera impresa) ha conferito sin dalla prima uscita e da una disinvoltura crescente divenuta ottimo calcio tra autunno e inverno. Quanto sono lontani i tempi dei timori estivi (con questa rosa non faremo 10 punti!) e dei bookmaker che gli pronosticavano un gennaio alla tv, ora il difficile sarà solo confermarsi (Media voto 6,38)

Corvino-Trinchera 8 – L’ennesimo mercato delle idee ha portato agli appassionati della Serie A una sfilza di nomi mai sentiti ma che si sono presi la scena facendo anche accarezzare ai giallorossi la metà classifica. I ragazzi terribili arrivati dalla B, i dribbling di Banda, lo strapotere di Baschirotto, le parate di Falcone e i colpacci Umtiti-Pongracic per citare i più eclatanti hanno fatto parlare tantissimo del Lecce e della sua lungimiranza sul mercato. La classifica poi parla da sola e, con un po’ più di fortuna, avrebbe descritto una salvezza alla portata nel giro di settimane

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