Vicedomini a CL: “La Primavera? In campo parlano la stessa lingua. Conta il risultato se…”

Il centrocampista di Surbo, scudettato con il primo Lecce Primavera di Pantaleo Corvino, ci ha raccontato il suo punto di vista sul lavoro svolto dal settore giovanile a poche ore dalla finale di Reggio Emilia contro la Fiorentina

Vent’anni dopo il Lecce Primavera si gioca lo scudetto. Da ex campione d’Italia di categoria, e, in primis, da calciatore navigato, che tipo di finale ti aspetti oggi contro la Fiorentina?

“Rivedere il Lecce Primavera in finale dopo vent’anni fa un certo effetto. Noi siamo tutti tifosissimi della no stra squadra, è un piacere rivedere i nostri colori in alto. Mi aspetto una finale tirata, ho visto più volte la Fiorentina giocare. Fanno calcio, la mentalità di Aquilani è molto simile a quella di De Zerbi e se la giocheranno a viso aperto. Per quanto riguarda il Lecce, ho ammirato ovviamente molte partite dei giallorossi, apprezzo la fisicità e la forza, con individualità importanti. Sarà una gara bella da vedere”.

Federico Coppitelli ha parlato di un gruppo unitissimo nonostante le diverse nazionalità. Voi, invece, poggiavate su uno zoccolo di calciatori salentini. Come immagini le differenze sul campo?

“Loro sono un gruppo unito, in campo parlano una sola lingua. Sono forti, difficili da affrontare. Spero che stasera arrivi il risultato finale, è stato fatto un grande lavoro, dalla società allo staff tecnico. Il lavoro prende più valore unendo ragazzi provenienti da diversi paesi. Noi vestivamo la maglia della nostra città e davamo valore al nostro territorio. Se scegliere stranieri è stato il passo giusto per il bene del Lecce, ben venga. La società ne trarrà beneficio di questi risultati e va bene così, sono epoche diverse e l’importante, ad ogni grandezza ovviamente, è arrivare al risultato che ci si prefigge”.

Hai segnato uno dei rigori nella finale scudetto del 2004 contro l’Inter. Che ricordi conservi di quella stagione?

“Al secondo scudetto è stata una finale tiratissima. Andammo ai rigori dopo i supplementari. Rosati fece miracolo su Marino, andammo a oltranza, nessuno voleva calciare. Mi feci coraggio, andai a prendere palla. Eravamo ragazzini, un po’ le gambe tremarono. Andai convinto e segnai. Quando entrò la palla le emozioni furono tantissime. Vennero a sostenerci tanti tifosi, anche parte della Curva Nord. Noi che quella curva la frequentiamo sappiamo cosa vuol dire la maglia, avendo il sangue giallorosso è stato incredibile e il secondo scudetto di fila fu un risultato straordinario per questa città che merita tanto”.

A 37 anni hai chiuso positivamente l’ennesima stagione nel Girone H della Serie D al Barletta. Qual è il motore della tua longevità?

“E’ stato un campionato duro, difficile, lungo. Ho ottenuto il massimo a livello personale disputando un gran campionato e la squadra ha disputato i playoff. L’età è un numero, ne faccio 38 a ottobre ma ho la fame di quando ne avevo 15 e inizierò tra qualche settimana a prepararmi da solo in vista del prossimo campionato come faccio da vent’anni a questa parte. La testa fa tutto, nel calcio e nella vita. Io ce l’ho e voglio stare nel calcio, ora sul campo e anche una volta ritirato. Ci vuole forza mentale per fare questo lavoro. Abbraccio tutti i tifosi del Lecce!”

Redazione

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3 anni fa

Grande Carletto 💛❤️💪

samueleschipa@gmail.com
3 anni fa

Bravo mister Carlo sono Samuele di Surbo io gioco con Edoardo

samueleschipa@gmail.com
3 anni fa

Ciao

Last edited 3 anni fa by samueleschipa@gmail.com
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3 anni fa

Grande Carlo …❤️

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3 anni fa

Grandissimo Carletto…..Uomo vero e esempio di dedizione al lavoro e al sacrificio ❤

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3 anni fa

nel calcio sarai ricordato per le vittorie non le sconfitte

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3 anni fa

Grande Carlo 🔝🔝🔝

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