A Cadice gettate le basi per un futuro diverso

L’amichevole in terra spagnola porta con sé una grande novità. Dopo tre stagioni in cui i giocatori a disposizione di Corini prima e di Baroni poi, sono sempre stati schierati sul terreno di gioco con un solo modulo, il 4-3-3 tanto caro al direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino.

Con Roberto D’Aversa però qualcosa sembra essere cambiato. Già durante il ritiro di Folgaria si erano intraviste delle novità dal punto di vista tattico, la gara contro il Cadice ha però ha offerto delle conferme su questo tema. I giallorossi infatti, in occasione del trofeo “Carranza” sono scesi in campo con un inedito 4-2-3-1, che è stato sviluppato per esaltare le qualità di alcuni nuovi innesti della formazione salentina. La difesa a quattro era quella, che in più di qualche occasione si è vista nella scorsa stagione, con Falcone tra i pali, Gendrey, Pongracic, Baschirotto e Gallo; davanti a loro però è cambiato il mondo.

NOVITA A CENTROCAMPO. Prima c’era un centrocampo a tre, ora c’è una linea in più composta da Radamani e Gonzalez che hanno il gravoso compito, di arginare, a circa 40 metri dalla propria porta, l’azione degli avversari. Il mediano albanese, nonostante abbia ricevuto le prime nozioni di carattere tattico, come raccontato dal presidente Sticchi Damiani in conferenza stampa, durante il volo per la Spagna è sembrato perfettamente a suo agio in quella posizione; dinamismo, impegno e ritmo sono le sue qualità più importanti e in particolare nel corso della prima frazione di gioco. L’albanese sembra avere tutte le carte in regola per riuscire a non far rimpiangere un giocare importante come lo è stato negli ultimi due anni e mezzo l’ex capitano Morten Hjulmand. Chi è sembrato soffrire un po’ di più la posizione più arretrata è Gonzalez che però potrebbe avere compiti leggermente differenti rispetto al suo compagno di linea, infatti lo spagnolo si abbassava con maggiore frequenza per prendersi il pallone e dialogare di più sia con Falcone in fase di rimessa, ma soprattutto con Baschirotto e Gallo.

RAFIA. Davanti a lui, nel moderno ruolo di box to box ha agito Rafia. Rispetto alla pozione in cui lo ha utilizzato il maestro Zeman durante la passata stagione, il tunisino ha agito come raccordo tra la punta, in questo caso Strefezza e la linea dei due mediani. L’ex Juventus, in fase di possesso ha tutta ha grandissima libertà di muoversi e imperversare su tutto il fronte offensivo, una condizione che gli permette di sfruttare le sue eccellenti doti sia tecniche e che fisiche; ma quando il Lecce non ha il pallone è il primo ad inseguire il portatore, spesso il centrocampista che si abbassa per dettare i tempi di gioco, una lavoro sfiancante, che però non è sembrato che inficiasse sulla fantasia di un giocatore che è riuscito a strappare applausi al pubblico iberico. Quando però il Lecce attacca adesso lo fa con almeno cinque uomini nella metà campo offensiva ed è proprio Rafia quel giocatore in più, che prima dialoga con gli esterni, sia offensivi che difensivi e poi si getta dentro l’area di rigore dove prova a sfruttare la sua prepotenza fisica.

Un Lecce tutto nuovo quello che si è visto a Cadice che però ha fatto ben sperare per i prossimi impegni, in attesa che arrivi una punta in grado di esaltare la grande mole di gioco prodotta dalla formazione di D’Aversa, che in meno di un mese ha cambiato il DNA alla squadra.

Redazione

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6 Commenti
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Max
3 anni fa

un centrocampo non più isolato dal solo Hjulmand ma finalmente trafficato e da buoni elementi… se le premesse sono quelle viste sino ad ora non si può che essere ottimisti

Franz
3 anni fa

Mi piace questa impostazione di gioco e poi è importante avere duttilità sulla scelta dei moduli di gioco bravo il Mister.👏💛❤

Gianni4
3 anni fa

Veramente con Corini abbiamo giocato tutto il campionato con il 4-3-1-2 continuando sulla scia del modulo di Liverani con le due punte Stepinskji e Coda, con Mancosu trequartista. Ma voi il Lecce lo seguite o ve lo raccontano?

Filippo
3 anni fa
Reply to  Gianni4

Grande Gianni, ci voleva!

Nick
3 anni fa
Reply to  Gianni4

Per leggere gli articoli a volte bisogna fare salti mortali però dai…c’è sempre tanto impegno

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