ANNI INDIMENTICABILI. “Vengo a Lecce perché ci credo. Riuscimmo a tornare in A e grazie anche ai successi con la Juventus a Torino e con l’Inter al Via del Mare ci classificammo al decimo posto con 41 punti. Era il Lecce di Chevanton, Franceschini, Cassetti. Sì, ho applaudito i ragazzi di Gotti, una squadra logica, un bel mix di giovani e anziani, che rimasti sempre a debita distanza dalla zona rossa che mette paura”.
UOMINI. “Gotti è stato bravo a prendere la situazione in mano, con una squadra messa bene a controcampo, una difesa in cui Baschirotto è stato chiave. La mia esperienza mi ha sempre detto che se hai lo zoccolo duro sei già a buon punto. Avere ragazzi in gamba nei ruoli fondamentali è determinante”.
FUTURO. “È un Lecce che ha un futuro, perché c’è Corvino, uno che se anche pensi che non ci sia c’è sempre, e poi ha una proprietà che ci mette la faccia con il presidente Saverio Sticchi Damiani e la sua gente intorno, una realtà che è un lusso in una situazione come quella del calcio italiano dove tutte le società sono in mano agli stranieri, che sembra si prendano le sorti stesse del nostro mondo calcistico”.
TERRITORIO. “Il Lecce ha poi la forza di avere un legame eccezionale con il territorio, mi porto dentro il rapporto di quegli anni. La conferma di Gotti è un fatto positivo. Sa da dove ripartire, e con Corvino condivideranno le scelte del domani”.
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Si riparte da lui, almeno un piazzamento champions.
Avete venduto la partita all”udinese, voi questo lo chiamate calcio? Spirito sportivo?
Ma sempre gli stessi? Intervistate Zeman
Il mio grande Delio…..il più grande di tutti..,.
Grande Mister ! Il tuo Lecce nella stagione 2003 – 2004 insieme a quello di Mazzone 1988/ 89 sono state le squadre più forti in assoluto in serie A , quello di Mazzone era un Lecce solido e concreto, nel Lecce di Delio Rossi c’ erano giocatori tecnicamente forti , basti citarne due Vucinic e Chevanton, i migliori pazzamenti in serie A sono stati sotto la loro guida tecnica.