Pantaleo Corvino inizia così la sua disamina d’inizio stagione parlando di tanto orgoglio: “Ci siamo lasciati a maggio un po’ tutti stanchi, tutti provati, un’altra grande impresa è stata realizzata, compiuta, per il secondo anno consecutivo dopo una salvezza e una promozione. Tutto questo, due anni di A, di lotta fino all’ultima goccia di sangue per cercare di mantenere la categoria contro avversari di rango. Tutto questo è stato fatto in maniera importante, non siamo mai stati tra le ultime tre squadre, tanto impegno, tanti sforzi, tanto lavoro, tutto questo per cercare anche oggi di avere il Lecce con una forza propria, di cercare una forza propria in tutti i sensi. Devo essere sincero, tutti questi sforzi da parte di tutte le componenti, noi, l’area tecnica, la società. Lo abbiamo fatto a modo nostro, lo abbiamo fatto come siamo capaci noi di farlo per cercare di rendere orgoglioso il nostro territorio, e rendere orgogliosi i nostri tifosi. Devo essere sincero, poi, per sentirci anche noi orgogliosi di aver fatto in pochi anni tutto quello che abbiamo fatto. Sappiamo di averlo fatto per il nostro territorio, per i tifosi e per noi. Ci inorgoglisce tutti noi che lavoriamo, anche chi non appare. Mi sento come responsabile di ringraziare loro e la società che ci supporta con sforzi. Noi lavoriamo per non deludere loro e siamo contenti di ripartire per un’altra sfida. Ripartiamo per il terzo anno in una Serie A ancor più impegnativa”.
NOZZE D’ORO. Il torneo di Serie A 2024/2025 sarà particolare: “Per me quest’anno è importante, lo è importante per il Lecce anche. Andai via con due salvezze, la terza non c’ero. Sarà una sfida per me, cercare come tutti quanti di compiere un record che manca a questa società, quello di essere in A per tre anni di fila. Io devo dire che è molto importante per me quest’anno, forse gli statistici ricorderanno, ma lo anticipo io, ma è il mio 50 anno da direttore sportivo, le mie nozze d’oro. Pensare di essere partito 50 anni fa dalla Terza Categoria ed essere qui mi fa sentire ancora orgoglioso di me stesso. Devo ringraziare chi in 50 anni mi ha dato fiducia e stima e i tifosi che mi hanno voluto bene e mi hanno accompagnato in questi 50 anni”.
DAVIDE, GOLIA E LA SOSTENIBILITA‘. Il dirigente legge con sincerità: “Ci sono tanti motivi per cercare il successo tutti insieme. Io per questo motivo, altri per altri motivi. Io devo essere più sincero nel dire che dopo 50 anni mi sento ancora Davide e non Golia. Se vedo la Serie A di quest’anno capisco che mi sento e ci sentiamo più Davide di Golia. E’ una Serie A piena di club che salgono dalla B con proprietà che sono veramente i Golia del calcio: Parma, Venezia, Como con fondi e magnati tra i più ricchi del mondo. Per una società come il Lecce che è figlia solo dei risultati, degli scudetti vinti andando in A e salvandoci, ma c’è anche lo scudetto della sostenibilità. Per me e per tutti voi sono tutti scudetti, e lo scudetto della sostenibilità vincendo senza problematiche e debiti che potrebbero segnare un club è importante. Noi lo facciamo sul serio, non a parole. Quest’inizio di stagione ci vede partire con tante motivazioni tutti quanti ma c’è qualche dato che mi preoccupa, sono molto attento a certi particolari”.
SCARAMANZIA RITIRO. Il direttore poi continua con un particolare: “Quest’anno non andiamo a Folgaria. Io ci sono andato quattro volte con la Fiorentina e quattro volte c’è stata la Champions. Dobbiamo essere sostenibili e dobbiamo fare tutto in un certo modo. Al primo anno qui abbiamo fatto un altro ritiro e abbiamo mancato la Serie A dopo che eravamo a 5 punti in 4 giornate dalla A. Quando mi dissero che Folgaria era libera dissi ‘andiamo subito’. Quest’anno Folgaria ci è stata tolta (andrà il Verona, ndr) e facciamo gli scongiuri. Faccio le corne, bicorne, ma mi preoccupa. Sdrammatizzo un po’ per chi ci crede, ma non è da poco”.
IL VIA. La conferma di Gotti è stato il caposaldo dell’area tecnica. Corvino guarda a tutto tondo, non trascurando il lavoro della squadra Primavera guidata da Giuseppe Scurto: “Partiamo per un’altra stagione, partiamo con uno staff tecnico sormontato da un allenatore in prima che è lo stesso con cui abbiamo terminato la scorsa stagione con la salvezza. I nuovi membri li avete conosciuti. In Primavera abbiamo cambiato allenatore e staff, in queste ore renderemo noto lo staff. I ragazzi andranno in ritiro in Calabria vicino Crotone dal 13 luglio. Abbiamo fatto due elenchi di convocati. Cercherò nella mia disamina di far capire che abbiamo diviso i ragazzi in due gruppi per fare i test fisici e atletici. Il pallone non sarà utilizzato in questi giorni, e la divisione in gruppi è finalizzata per far lavorare bene tutto lo staff del mister. Nell’elenco completo abbiamo inserito tutti i tesserati sotto contratto, c’è l’obbligo di farli partecipare. Molti club fanno allenare a parte i ragazzi con altro staff. Noi siamo 40 e abbiamo piacere di lavorare con quelli che noi vediamo. Chi non pensiamo possa far parte, o chi non crede in noi, siamo disposti a lasciarli liberi”.
SINGOLI E GRUPPI. Corvino racconta: “Brancolini ha capito che non si stava giocando le sue chance in quanto giovane dietro a Falcone che non sta lasciando spazio a nessuno, poi è arrivato un altro e ha pensato che è giusto andare a giocare altrove. Abbiamo trovato un accordo in maniera diversa, con metodi efficaci e validi. Abbiamo offerto delle squadre al ragazzo e lui pensa di aspirare al meglio. Lui crede di poter misurarsi in altri ambiti e pertanto si procederà alla risoluzione per aiutarlo a trovare una collocazione migliore. Bleve lo abbiamo ceduto alla Carrarese, qualcuno può meravigliarsi, ma rispetto ad altre rose siamo pochi. Pascalau lo abbiamo ceduto, Rodriguez sta valutando un’offerta dalla Carrarese in prestito. che lo vuole. Vorremmo definire a meno che lui non abbia cose in contrario. Daka dovrebbe andare al Ravenna, Salomaa ha richieste dall’Osijek. Piano piano il gruppo si comporrà. Abbiamo fatto due gruppi costruendo un gruppo in cui abbiamo messo dei ragazzi che possono rimanere tutti a meno che non ci chiedono di andare via. Qualcun altro, per caratteristiche o perché non è pronto ancora, l’abbiamo messo su un gruppo diverso perché poi troviamo forse una sistemazione in questi giorni senza intaccare il lavoro del primo gruppo. Sulle altre trattative le voci si susseguono, se sono vere posso dirlo, se non sono vere non posso dirlo. Da me e da Stefano riceverete la stessa risposta. Sta a voi valutare le fonti. Gallo alla Roma? Non confermo e non smentisco. Meulensteen? Non confermo e non smentisco”.
SFOGO. Su Gallo, Corvino puntualizza dopo le voci filtrate ieri: “A volte vedo delle notizie che possono essere vere ma che pur non essendo vere sono date per certe. Il tifoso viene poi sballottato. Chi pensa che siano vere deve andare col dubbio e non darle per certe. Non potete pensare che noi vi diciamo che non sono vere. Il calciomercato è un gioco delle parti e noi ora non confermiamo e noi non smentiamo. Pongracic? Il discorso vale per tutti. Non confermiamo e non smentiamo varie richieste”.
CHE PROFILI SI CERCA. Il responsabile continua: “Noi abbiamo un obbligo, di essere un club che pur si sente Davide deve affrontare Golia con le sue armi per migliorare ciò che abbiamo col mercato. Lo faremo e lo dobbiamo fare con la nostra sostenibilità e tenendo conto di certi parametri. Non ci sentiamo Golia ma siamo orgogliosi del modo nostro sperando di sovvertire i pronostici. Noi speriamo succeda ancora, perché dipende anche da cosa fanno gli altri con più risorse. Alla fine sarà il campo a dare le sentenze”
4-3-3. Sul modulo, Corvino sbotta: “Il modulo sta diventando un’ossessione. Il modello è il Lecce e quello che fa, se si perde e si vince. C’è un modello perdente? Quando si vince lo scudetto Primavera, saremo al quarto anno di A, con gli allenatori in base che al momento e alla situazione possono prendere le proprie iniziative. Siamo una squadra che dalla B va in A e fa due salvezze con due principi una difesa a 4, 3 centrocampisti e 3 attaccanti…cosa è importante? Col modulo si occupano gli spazi e dà risultati a chi lo interpreta. Possiamo continuare ad andare avanti ma non può essere un modello vincente in un modello che crea problematiche. Si cercano calciatori e allenatori per quel modello ed esaltarlo col lavoro, le distanze, il gioco in verticale e la pressione…queste sono le cose importanti del calcio. Se lo fai con un modulo o con un altro, non conta. Però, se il modello è vincente, perché metterlo in discussione? Non deve essere un’ossessione di cui parlare. Nel calcio ci sono altri argomenti di cui parlare. Ognuno vorrebbe un suo modello e si dovrebbe avere 10mila modelli. Noi ci prendiamo le responsabilità per arrivare a Roma prima degli altri, ma se poi vediamo che non arrivi mai cerchi di cambiare. Questo deve essere chiaro”.
LECCE PIU’ FORTE SULLE RICHIESTE. Rispetto al passato, il Lecce cerca di cambiare veste rispetto al passato. La buona salute finanziaria potrà spingere il club a fare richieste più alte per i suoi gioielli: “La differenza la state toccando voi. Noi non ci impegniamo, noi non mettiamo la bancarella ‘vendesi’, non abbiamo bisogno di vendere, non dobbiamo toglierci una cosa perché non è buona o ha bisogno. Non abbiamo messo la bancarella e lo vedete dalle nostre dichiarazioni. Non diremo a nessuno che vogliamo vendere. Non chiameremo società, procuratori e intermediari. Grazie al lavoro e agli sforzi che abbiamo fatto in questi anni, pur vincendo gli scudetti della sostenibilità abbiamo vinto. Andare dalla B alla A e non stare mai nelle ultime tre comporta investimenti, oneri. Essere riusciti a vincere questi scudetti e eliminare dei pregressi dettati da situazioni debitorie ereditate è la dimostrazione del grande lavoro fatto”.
NESSUNA BANCARELLA. Corvino torna sulla questione: “Oggi possiamo dire di non mettere nessuna bancarella. Se viene il calciatore e l’agente e ci dice ‘c’è quest’offerta’ perché e sottolineo vuole andare via il calciatore, noi prendiamo atto. Abbiamo capito l’esempio di Brancolini e abbiamo capito che era giusto. Non vogliamo niente per Brancolini, non gli abbiamo dato una possibilità e non chiediamo niente al calciatore. Per chi vuole andare via e migliorare, vogliamo stare anche bene noi perché dobbiamo trovare un sostituto. Solo davanti a queste situazioni dobbiamo dire ok. Non possiamo tenere giocatori scontenti né pareggiare offerte d’ingaggio di altre squadre. Vorrei tenere i milioni ma preferisco un club sostenibile. In uno spogliatoio se accontenti uno poi devi accontentare l’altro e devi alterare tutto. Dopo di che si va avanti. Questo succede da quest’anno, in passato non poteva succedere. Servivano cessioni e plusvalenze per mettere a posto il bilancio. Adesso possiamo lavorare così. In passato io ho cercato di vendere Hjulmand e ho trovato io il club che ci ha dato di più. Avevamo bisogno di mettere a posto la situazione finanziaria”
MALEH. Sull’italomarocchino, Corvino risponde: “Noi siamo figli di momenti, come società e responsabili dell’area tecnica, di quello che facciamo noi e delle indicazioni degli allenatori. Dobbiamo dare priorità alle caratteristiche che vogliono gli allenatori e al loro impianto di gioco. Se un allenatore vuole certe caratteristiche i responsabili devono cercarlo, poi vengono altri calciatori e chiedono altri giocatori. Noi dobbiamo cercare le soluzioni mettendo in prima fila le caratteristiche richieste da altri allenatori. Maleh ha giocato con tre allenatori diversi e si è salvato giocato sempre con tre allenatori. Evidentemente, quando lo abbiamo preso servivano delle caratteristiche e dopo devi compensare non tenendo conto di quello che hai fatto. Ora si cercano giocatori con certe caratteristiche”.
SANSONE. La conclusione è sull’ex Bologna: “Anche Sansone, ho parlato con l’agente. Lo abbiamo preso per fare l’esterno alto e poi abbiamo valutato che gli esterni alti dovranno avere altre caratteristiche. Cosa devo fare? Bisogna essere onesti e avere il coraggio di dire le cose. Questo è il calcio e succede da tutte le parti, non sono casi o problematiche. Si cerca di avere l’uomo giusto al momento giusto. Ciò che non va bene qui può andare benissimo da un’altra parte”.









Tecnicamente parlare di sostenibilità ha un senso, specie per chi gestisce un budget inferiorealle reali possibilità, anche se poi non mi venga a raccontare che non ci guadagna anche la Corbino spa con la valorizzazione o la gestione di ogni giocatore (non temo di essere smentito da alcuno su questo), però se vogliamo essere più precisi, da tempo sarebbe opportuno parlare di scudetto del guadagno e dei ricavi. I bilanci raccontano questo, e l’unico che per un po’ ci ha messo soldi suoi è proprio quello che tifoso non era, ovvero De Picciotto. Poi, una volta liquidati i suoi crediti e le sue quote, naturalmente con i ricavi del Lecce non con il portafogli di SSD e soci, solo dividendi e utili per la societa. Natirale, in quanto la serie A non è la Lega Pro, ma non dimentico chi con le sue finanze ha allestito squadre competitive nelle catorie inferiori e in assenza di introiti. Detto ciò, il Lecce è un grandissimo modello, ma non di sostenibilità bensì di investimento. Onore a loro, perché potrà andargli anche meglio in futuro. Ce lo auguriamo tutti, per motivi diversi.. A me personalmente non disturbano i loro guadagni, tutt’altro.. forse giusto la continua nonché stucchevole narrazione da piccoli fiammiferai. I ricavi del Lecce non sono assolutamente da ultima della classe, ma le spese si. È chiaramente una scelta, non una condizione. Da tifoso auspico solo garanzie per il Lecce, e molti che distribuiscono patenti di fede o che si atteggiano a primi tifosi, siano essi amministratori o personaggi noti, non li ricordo nella mia lunga militanza, e pure sarebbe facile avere memoria di loro quando si era in poche decine.. e gli abbonati c’entrano fino ad un certo punto. Di conseguenza come da Iurlano ad oggi, si applaude chi fa bene, si contesta solo chi persevera, perché chiaramente si sostiene il Lecce anche nelle difficoltà. Nella speranza che non siano mai riconducibili alla mera avidità, sempre con la sciarpa al collo.. Con il sogno mai sopito, che un giorno l’ambiente e il pubblico giallorosso possano finalmente vantare un società ai livelli del nostro potenziale, che evidentemente non è quello da ultimi della classe. Forza Lecce e buon lavoro ai gestori e agli investitori dell’U.S Lecce.
Vogliamo acquisti dì livello,no scommesse. Cacciati li sordi.
Mah. Non posso dire di aver capito bene tutto il discorso del modulo, sicuramente per limite mio…Ma mi pare che il vecchio Pantaleo si sua di nuovo fissato sul 4-3-3. Che ha rischiato di mandarci in B. E poi, stiamo ancora aspettando gli attaccanti: si facevano i nomi di Tutino, Brunori, tanti altri…Ma per ora non si è visto niente. Mi raccomando, cara società, vogliamo una squadra tosta e guerriera. Fino Alla finAle.
Sono d’accordo