Udinese e Lecce sono due squadre che significano tanto per Rodolfo Vanoli. L’allenatore, ex difensore, è stato uno degli eroi della prima promozione in A centrata dalla formazione giallorossa, nel 1984/1985, con Eugenio Fascetti in panchina. Con i bianconeri friulani, Vanoli ha militato dal 1989/1990 al 1991/1992 ed è stato poi allenatore della Primavera.
Snodo
Nell’intervista resa alla Gazzetta del Mezzogiorno, Vanoli racconta: “La sfida si preannuncia uno snodo cruciale per entrambe le contendenti. I friulani hanno un solo risultato a propria disposizione, che è il successo, in quanto sono reduci da quattro sconfitte consecutive e nell’ambiente si registra qualche ‘mal di pancia’”.
In casa Lecce potrebbe andar bene anche un punto: “Ai salentini potrebbe andare bene anche un pari. Fermo restando che espugnare il terreno dell’Udinese sarebbe un gran bel colpo, sia per rimpolpare la classifica che per dare entusiasmo all’ambiente, dopo la sconfitta rimediata in casa contro il Bologna, in una partita giocata abbastanza bene, ma culminata con una sconfitta figlia di alcuni erroracci nella fase difensiva”.
Lecce a 6, Udinese a 4
Il dato della classifica è relativo per Vanoli: “I giallorossi hanno vinto due dei tre scontri diretti sin qui giocati, il che è importante. Per centrare un’altra salvezza, però, devono essere più continui, sia nell’arco della singola gara che nel lungo periodo. L’Udinese ha sin qui deluso. È un complesso che da sempre ha nella fisicità un’arma di rilievo. Nella stagione da poco iniziata ha nelle reti incassate il proprio tallone d’Achille, in quanto paga sovente alcune clamorose disattenzioni nella fase di non possesso”.
Errori
Il Lecce non può compiere tanti errori difensivi: “In massima serie, considerato il livello, certe amnesie vanno bandite o, quanto meno, limitate di parecchio. Gli avversari raramente perdonano chi sbaglia nella propria area o nei pressi della stessa. Altrimenti si compromettono i risultati, il che, alla lunga, può pesare parecchio nell’economia del torneo, incidendo negativamente sul traguardo che si intende raggiungere. Nel calcio moderno, impostare dal basso sembra essere diventata una moda dalla quale non sia possibile prescindere, ma penso che serva realismo e che si debbano fare sempre i conti con i… ‘piedi’ dei giocatori che si hanno a disposizione perché, in un certo tipo di manovra, la qualità è fondamentale e perdere palla in uscita è molto grave”.
Avversario
Vanoli parla delle individualità dell’Udinese, che non potrà contare, tra gli altri, su Zaniolo, mentre Davis ci potrà essere nonostante dei recenti problemi: “Ma ci sono anche altri uomini da guardare a vista, come il trequartista olandese Jurgen Ekkelenkamp, che a me piace tantissimo, in quanto è un elemento capace di incidere sul risultato con la sua cifra tecnica”.








