LA CADUTA. “Quando ho deciso di smettere con il calcio professionistico bevevo tanto per non restare con i miei pensieri. Usavo sostanze stupefacenti per sentirmi meglio. Avevo paura un po’ di tutto. Mi sentivo di non valere più nulla. Poi le esperienze nel calcio dilettantistico. Continuavo a fare il mio lavoro con serietà, massima diligenza e attenzione, tanto che nessuno poteva accorgersi del mio dramma personale. Sapevo nascondere bene. Non mi confidavo con nessuno, tenevo tutto dentro, la cosa peggiore. Si può deludere noi stessi, e quando si arriva a questo non c’è via d’uscita. Chi mi vuole bene si accorgeva di quanto soffrissi, mia mamma prima di tutto, che mi è stata vicino in ogni momento della mia tempesta. Lei c’è sempre. Ma io rifiutavo ogni aiuto. Adesso, pensando a quei giorni bui, ho imparato che si può cambiare idea e che chiedere aiuto è una cosa magica. Ho ripreso la mia vita chiedendo aiuto”.
LA RINASCITA. “Credo nel destino, penso che sia stato questo ad avermi fatto trovare Narconon Piemonte, una struttura a Villafranca d’Asti specializzata nel rivitalizzare in modo del tutto naturale. Ho deciso a febbraio/marzo di quest’anno. Sono uscito dalla struttura pochi giorni fa, rinato, felice. Sono diventato una persona nuova, un uomo che ha valori, che vuole fortemente il bene per se stesso. E ho deciso di raccontare, urlare la mia esperienza. Scriverò anche un libro, una biografia nella quale racconterò quanto ho fatto di buono e le difficoltà incontrate. Credo che la mia sia una storia bella, di chi ha voluto cambiare la condizione dalle case popolari di Cerialdo alla serie A e alla Nazionale senegalese. Una storia a lieto fine”.
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Se possibile scrivi pure quanto hai speso in 6 mesi da narconon e perche’ il percorso terapeutico dura solo 6 mesi questa pubblicità potevasi evitare, per pagare 6 mesi di narconon le famiglie dei ragazzi sfortunati si riducono sul lastrico, consiglio a tutti coloro che ne avranno bisogno strutture ASL