Minuto 76 di Fiorentina-Lecce dello scorso campionato, giallorossi alla ricerca del gol del pareggio e palla a Banda che, spostandosi il pallone sul piede forte, disegna un’impeccabile traiettoria a rientrare per l’inzuccata dell’esordiente Nikola Krstovic, abile a occupare lo spazio tra i due centrali avversari e battere Christensen. Praticamente la descrizione in fotocopia di quanto avvenuto ieri, nel finale di Lecce-Mantova, nell’azione che ha deciso il match. Con il montenegrino di nuovo premiato dallo zambiano, e viceversa.
Da un esordio assoluto ad uno stagionale, il bomber si è così preso ancora una volta subito la scena, anche se non esattamente al primo pallone toccato. Ha dovuto prendere le misure con cinque tentativi, per lo più proibitivi, prima di ritagliarsi lo spazio vincente e battere festa. Dimostrando da una parte leadership in crescendo e fiuto del gol, dall’altro che la strada per migliorarsi ancora è tutta da percorrere perché potrebbe certamente portarlo molto, molto più avanti.
Tornando al feeling con il compagno di reparto, questo è un asse che potrebbe ripetersi sempre più spesso e che, oltre ad aver consegnato al Lecce il passaggio del turno, può essere servito da “insegnamento” per gli altri colleghi di reparto e non. Per carità, chi più chi meno lo hanno tutti cercato (bellissimi i palloni offertigli da Morente e Gallo), ma la rapidità di gambe dello zambiano, capace in pochi attimi di spostare la palla e far partire il traversone, può essere lo strumento ideale per favorire i movimento della punta, sempre solitamente braccata da molto vicino. E che ha bisogno di giocate sempre più rapide dei compagni per eludere quei “trattamenti speciali” che gli avversari gli riservano e che spesso lo hanno fatto innervosire.
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Quando banda gioca a sinistra