Andy Pelmard è uno di quei giocatori che a Lecce verranno ricordati non certo per quanto fatto vedere sul terreno di gioco. Ieri il francese ha ufficialmente salutato la maglia giallorossa, indossata in appena quattro circostanze ufficiali nelle quali aveva per lo più dimostrato di poter anche essere una buona riserva per la Serie A. Una bravata lo ha invece costretto alla volta delle Canarie.
Il terzino destro arrivò in agosto dal Clermont, club francese con il quale aveva fatto buone cose tanto da guadagnarsi la chiamata, in prestito con diritto di riscatto, della Serie A. Arrivato come vice-Gendrey in grado, nel caso, di agire anche sulla corsia opposta e addirittura da difensore centrale, con il trasferimento di questo all’Hoffenheim è divenuta prima alternativa di un altro connazionale, Guilbert.
Dopo una lunga fase di adattamento Gotti lo ha gettato nella mischia in una delle gare chiave con la sua gestione, quella con il Parma. Un finale di sofferenza in cui non è riuscito ad aiutare una retroguardia in difficoltà, senza però avere alcuna responsabilità sul pari. Meno bene nella sua prima da titolare, in Coppa con un Sassuolo affrontato tuttavia così male a livello collettivo che soffermarsi sul singolo sarebbe fuorviante ed ingeneroso. Poi, circa un mese dopo, ecco finalmente la prima occasione dal primo minuto in campionato contro la capolista Napoli, dove fa benissimo annullando sia Kvaratskhelia che Neres. Così una settimana più tardi a Bologna mister Gotti lo rigetta nella mischia nell’ultimo quarto di gara al posto di un Guilbert in difficoltà, non riuscendo stavolta a fare meglio del compagno contro uno scatenato Ndoye.
Tutto sommato stava comunque facendo intravedere buone cose per essere una riserva in una squadra costruita per giocarsi la salvezza. Fino al fattaccio. Il 18 dicembre c’è la cena natalizia del Lecce in un locale del centro e nella circostanza Pelmard alza un po’ il gomito. Si mette comunque alla guida, attraversando una nota arteria cittadina vietata al traffico e per lo più contromano, fino ad essere fermato dalle autorità e condotto in questura. Un episodio che ha fatto il giro del mondo e di una gravità tale da costringere il Lecce a sospendere il giocatore, preannunciandone di fatto l’addio. Una vicenda ben diversa da quella che, oltre un decennio fa, coinvolse l’attaccante giallorosso Ousmane Dramé. Con un comune denominatore: entrambi saranno ricordati dalle parti del Via del Mare più per le centinaia di battute sul web che per quanto mostrato sul rettangolo verde.
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