GOL E PRIMO POSTO DEL MODENA DEL PADRE. “È stato un bel weekend, siamo stati tutti assieme qui a Lecce: io, mio papà, mia mamma Monica, i miei nonni. Mancava solo mio fratello Edoardo che gioca nello Scandicci in D. La famiglia abituata al calcio? Siamo contenti così, i miei si sono conosciuti che papà aveva 16 anni e lui tra campo e panchina si è spostato molto. Da bambino chiedevo di portarmi agli allenamenti e lui mi ha sempre accontentato”
PRIMI PASSI. “Quando sei piccolo magari passi per raccomandato, ci può essere un pregiudizio se porti il cognome di un calciatore. Lui mi ha sempre detto di fregarmene e andare avanti, nello sport di alto livello vige la meritocrazia”.
MILAN E CAMARDA. “Quando parti male poi è difficile recuperare. Ma vedo che ora si sono ripresi. Simpatizzo per i rossoneri sin da bambino, quando vedevo giocare Pato e Ronaldinho, anche se il mio idolo è Cristiano Ronaldo, quasi svengo quando me lo trovo davanti in Juventus-Fiorentina. Camarda? È un ragazzo fantastico, molto più maturo dei 17 anni. Ha un potenziale incredibile, a Lecce ha già segnato. Deve stare tranquillo e focalizzarsi su sé stesso”.
VITA PRIVATA. “Sono un grande amante della musica, mi rilassa. Mi piaccio tutti i generi ma ascolto rap. Quando stacco amo stare con la famiglia e i miei amici. Quelli veri sono fuori dal giro di quest’anno, sono a Torino. Conoscono Riccardo, non Sottil. La religione? Sì nella famiglia lo siamo tutti. Soprattutto mia nonna che da piccola era spesso con me”.








