Inter in fuga con outsider agguerrite, per il Lecce già volata a sei per salvarsi. La griglia della Serie A 2026/27

In un mercato fatto di non troppi investimenti ed ancora lungo in alto forze e distanze restano grossomodo invariate. Grande incertezza invece dietro, dove sorprese e testa a testa potrebbero anche aumentare

Poco meno di tre mesi di attesa nella calda estate italiana, ma finalmente è di nuovo tempo di Serie A. Tra poco più di 48 ore scatterà il via per il massimo campionato 2026/27, torneo che, pressoché per ogni obiettivo, si prospetta avvincente ed incerto. Un Lecce fresco della quarta storica salvezza di fila si presenta ai nastri di partenza con qualche incertezza in più figlia di una squadra ancora da costruire in qualche elemento cardine, il tutto nel contesto di una piazza affamata come sempre.

Visto un mercato ancora pienamente in svolgimento ci sono comunque diverse squadre in ritardo ed altrettante quelle che potrebbero sorprendere tirandosi fuori da una lotta nelle zone basse, la quale al momento appare serratissima anche più di quella registrata nella passata stagione. Bagarre che potrebbe essere più contenuta in vetta, dove l’Inter potrebbe avere qualcosa in più, ma le grandi deluse Milan e Juve e squadre affamate come Roma e Como vogliono stupire e dovranno provarci confrontandosi con le ambiziose Atalanta, Napoli e Fiorentina. Il tutto a comporre un prologo riassunto nella nostra griglia di partenza della Serie A 2026/2027.

LOTTA SCUDETTO

Inter – Era già avvenuto un paio d’anni fa, l’aver inserito l’Inter in pole position pronosticando una sorta di one team show. E invece alla fine la spuntò il Napoli, segno che in un Serie A comunque priva di investimenti miliardari stile Liverpool o Real Madrid e di campioni da top mondiale è sempre bene mantenersi un po’ più cauti, tanto più se i nerazzurri vorranno tornare protagonisti anche in Europa. Su chi è favorito, chi parte davanti a tutti e chi è sulla carta più forte tuttavia non ci sono dubbi, questo nonostante qualche addio con annesse pur piccole incognite

Juventus – Gli anni deludenti in serie stanno diventando davvero tanti e resta difficile, nonostante spese parsimoniose, immaginare una Juve mai con velleità tricolori anche quest’anno. L’essere privi di fatiche Champions potrebbe aiutare anche in chiave infortuni, senza dimenticare che per Spalletti sarà la prima stagione del nuovo ciclo dall’inizio in sella e che l’ultima volta fu Scudetto con il Napoli. L’entusiasmo di Alajbegovic, Lucumi, Kolo Muani per provare a dimenticare la clamorosa beffa dello scorso maggio

Roma – Torna a iscriversi nella corsa Scudetto, staccata dall’Inter come le altre, una squadra rinvigorita nella mentalità dalla cura Gasp. Già lo scorso anno per un terzo del cammino si sognò in grande, quest’anno c’è la Champions ma anche Malen dall’inizio e un paio di scommesse internazionali interessanti. Potrebbe quantomeno stabilizzarsi senza troppi affanni intorno al terzo posto

Napoli – La cifra tecnica è grossomodo quella di un anno prima, ma le rivali appaiono più agguerrite (soprattutto chi ai partenopei è arrivato poco dietro) e il cambio tecnico qualche piccola difficoltà di percorso iniziale se la porta sempre dietro. Resta comunque pienamente nel gruppetto di coloro per cui è lecito ambire al titolo, forte di un roster di 13-14 elementi di qualità elevata anche se spesso talmente sovrautilizzati da essere esposti ad infortuni accaduti puntualmente l’anno scorso. Toccherà ad Allegri gestirsi meglio di Conte sui vari fronti

ZONA EUROPA

Milan – Lì in alto è quella che ha registrato la maggior inversione di tendenza tattica rispetto al recente passato, questo al di là del modulo. Ruben Amorim è tutto da testare sul calcio italiano, dunque non sembra subito pronto per puntare allo Scudetto. I rossoneri, spinti da Modric, Pulisic e dal colpo Ramos guidano il gruppetto delle outsider con l’obiettivo di assicurarsi quantomeno il quarto posto, il tutto al netto dell’incognita Leao che certo qualcosa se la sta portando via sotto ogni punto di vista

Como – Ancora troppo giovani per puntare dritti allo Scudetto, anche se quanto fatto l’anno scorso non preclude nulla di nulla. Certo, quando puoi permetterti certi investimenti tipo Nico Paz “strappato” al Real (e con un paio di colpi in canna per la fine del mercato) tutto è più semplice, ma già confermarsi in Europa e svolgere una Champions a testa alta sarebbe già tanto. Per adesso va bene così, in attesa di vedere l’impatto dei nuovi interessanti arrivi (soprattutto i terzini) con il calcio di Fabregas

Fiorentina – A suon di milioni la Viola si prende un posto nella griglia di chi lotta per l’Europa nell’anno del Centenario, spazzando i dubbi dopo la terrificante passata stagione. Rispetto alla coppia che la precede c’è distanza, ma lottare per un piazzamento Conference è il minimo per chi ha infilato acquisti in serie come Joao Mario, Jimenez, Viery, Oulai, Pellegrino, Valdepenas e Atta, confermando i migliori dello scorso anno. E se Grosso dovesse ripetere quanto mostrato al Sassuolo pensare di festeggiare al meglio è quantomeno lecito

Atalanta – Dall’era Gasperini+discepoli (Juric e Palladino) dalle alterne fortune a Maurizio Sarri è transizione a dir poco rivoluzionaria. Così le incognite non sono poche, anche se la cessione di un Palestra di fatto mai protagonista in nerazzurro ha permesso di non dover lasciare per strada altri pezzi, mantenendo intatta l’ossatura di una rosa tranquillamente da lotta europea. L’impressione è che si giocherà un settimo posto con un paio di rivali, ma in caso di impatto positivo del Comandante nulla sarebbe precluso

Bologna – Si aggrappa per i capelli al plotoncino di chi ambisce ad un piazzamento europeo. Da un lato l’addio di Italiano e l’arrivo di un Tedesco la cui mentalità è tanto Bundesliga e poco Serie A, dall’altro una rosa privata “solo” di Castro, Freuler e Lucumi ma con ancora tanti elementi di qualità superiore alla metà classifica ed il fatto di essere priva degli impegni europei che negli ultimi due anni hanno tolto continuità al cammino in campionato. Da Orsolini e Rowe si attende tanto, Bernardeschi è oramai tornato e il tandem Dovbyk-Piccoli ha fame di riscatto, con dubbi che sono solo quindi difensivi

META’ CLASSIFICA

Lazio – Giocherà un’intera stagione senza pubblico casalingo, ha un mercato semi-bloccato, un tecnico che arriva da qualche delusione (anche cocentissima, vedi Zenica) in serie e più di un giocatore in rotta con una società il cui presidente non sembra avere più idee di progetto. Insomma, gli ingredienti per la prima stagione senza velleità europee sembrano esserci davvero tutti. Poi gli elementi per dare fastidio più in alto, da Zaccagni ad Isaksen, dal neo arrivato Frattesi a Taylor ci sarebbero anche, ma con un terreno così poco fertile anche una rosa buona (non più di questo) può fare enorme fatica

Udinese – Dopo qualche anno trascorso pericolosamente vicino ai bassifondi sembra oramai essersi tirato fuori dalle grinfie della lotta salvezza per stabilizzarsi a metà classifica. In difesa via Kristensen ma al momento è saldo lì la stella Solet, con il resto dei reparti simili alla passata stagione. Si ripetessero Zaniolo e Davies con l’esplosione di qualche giovane interessante si potrebbe persino ambire ad accarezzare la parte sinistra della classifica

Torino – Tra chi vuole tornare quantomeno a disputare stagioni senza patemi ci sono i granata. Per Abate non sarà facile esordire in un clima non troppo diverso da quello laziale, con Cairo ancora pienamente contestato ed uno stadio spesso semivuoto. La rosa, almeno sulla carta, è troppo forte per pensare a coinvolgimenti nei bassifondi, basti pensare a Simeone, Zapata e Adams anche quest’anno a contendersi due posti in attacco supportati dal trascinatore Vlasic, con l’unica incognita anche quest’anno tra i pali

Sassuolo – Ambisce a tornare ad essere salda nel gruppetto di chi fa la spola tra le due metà della classifica la compagine neroverde, la cui incognita è rappresentata di fatto solo dall’essere in balia del mercato e dall’addio di Carnevali. Non preoccupa invece Aquilani, che sembra già pronto per questi livelli e proverà a seguire le orme di Grosso e tirarsi presto fuori dalla lotta salvezza. Tra gli addii al momento pesa solo quello di Muharemovic, in attacco i big sono tutti lì e solo partenze di massa potrebbero mettere tutto a rischio

LOTTA SALVEZZA

Genoa – Non ancora pronta per guardare al decimo posto ma di certo la migliore, e con leggero distacco, ti chi ha come obiettivo la permanenza in Serie A. De Rossi deve confermarsi dopo aver sorpreso un anno fa e la proprietà sembra averlo accontentato costruendo una rosa completa e non privata di grandi elementi. Si partirà da una linea centrali-mediani solida attorno a cui si proverà a migliorare le bassi percentuali realizzative della passata stagione, in cui la salvezza fu conquistata con qualche piccolo affanno a suon di corti musi

Parma – A proposito di chi ha posto in difesa le basi della propria permanenza, Cuesta sembra pronto ad impostare lo stesso canovaccio anche senza Suzuki e Circati. Il problema, più che altro, è rappresentato dalla cessione di Pellegrino, faro offensivo di una squadra che ha segnato con il contagocce. Si punterà così tutto sull’entusiasmo verde di Romero ed Elphege

Lecce – Se il mercato fosse già finito, quest’anno sarebbe davvero un bel problema e si dovrebbe andare ben oltre la retorica del “come al solito ci mettono in fondo alla griglia”. La difesa è pienamente da salvezza ma potrebbe pagare l’addio di Tiago Gabriel, in mezzo al campo si attende Berisha per avere quel pizzico di fantasia e sopperire alla perdita dei polmoni di Ramadani, in avanti alle punte si chiede un apporto maggiore in attesa di capire chi arriverà sulle corsie. Ad oggi il vero plus rispetto magari alle neopromosse sembrano essere solo, oltre alla difesa, il pubblico e l’avere un collettivo già unito e collaudato

Venezia – Chapeau per il coraggio nel rivoluzionare un collettivo che aveva già fatto molto bene in B, strada intrapresa già senza fortune nelle due recenti esperienze in A. Stavolta l’allenatore, Stroppa, è rimasto e dovrà dimostrare di non essere “solo” un mago delle promozioni in A. La società gli ha assicurato di tutto e di più a livello di materiale salvezza, starà a lui assemblarlo ed è proprio questa fase non certo semplice a tenere ancora in basso un club che ha investito quasi da lotta europea

Frosinone – Anche i ciociari, rivali per il primo posto proprio dei veneti nella scorsa cadetteria, si sono mossi in anticipo provando ad inseguire una salvezza fallita già tre volte. A sorpresa sono arrivati nomi “da A” soprattutto dall’estero, vedi Schmid e Grillitsch, mentre l’attacco ad oggi poggia tutto sulle importanti qualità di Ghedjemis. Anche in difesa i gialloazzurri pagano qualcosa rispetto alle rivali, ma in queste settimane le cose potrebbero cambiare

Monza – Terza tra le promosse e, al momento, anche dietro nelle gerarchie salvezza. L’intento è chiaramente quello di puntare sul rilancio di quei calciatori (Colpani, Pessina, Cutrone, Petagna, Birindelli) che fino a un paio d’anni fa erano assolutamente da Serie A salvo incappare in improvvise fasi di appannamento. Il dubbio è tutto lì, se torneranno anche in parti quelli del passato, perché dal mercato sono arrivati soprattutto puntellamenti (Mangas e Varela su tutti) a differenza di quanto fatto dalle altre due neopromosse

calciolecce.it
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Al Via del Mare la squadra di Spalletti chiude la pratica nei primi 45' con...
Lecce-Juventus, le pagelle: Fatah e Monteiro tra scatti e indolenze. Maleh tiene la mediana...
Un dubbio per reparto, con preferenze verso le conferme. Ecco le scelte dei nostri lettori...

Altre notizie