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Imbula, dalla Champions al Lecce: quantità e qualità per alzare il livello

Il 26enne franco-congolese è il nuovo colpo “internazionale” di Meluso. Reduce dal prestito al Rayo Vallecano, approda al Lecce con tanta voglia di risalire la china per rivivere gli apici di inizio carriera.

Gilbert Imbula Wanga all’anagrafe è l’elemento giusto, sulla carta, per alzare l’asticella del centrocampo giallorosso. Di caratura internazionale, annovera nel curriculum la militanza nei massimi campionati di Inghilterra, Spagna, Francia e Portogallo. Non poteva mancare la Serie A.

Le caratteristiche di gioco lo rendono un elemento completo e…unico. Il suo dinamismo lo porterebbe a sinistra di Tachtsidis ma, soprattutto nei momenti migliori della carriera, ha dimostrato gamba e piede per prendersi la cabina di regia. La fisicità e la corsa non gli mancano, ma negli ultimi anni l’attenzione si è spostata appunto sulle azioni in proiezione offensiva, a scapito di un’attenzione difensiva che è uno dei punti deboli.

Leggi la presentazione di Peter Smith, redattore di Stoke-on-Trent Live

A Tolosa e Rayo Vallecano, destinazione degli ultimi due prestiti dallo Stoke City, Imbula ha giocato quasi sempre in una linea a quattro, essendo chiamato così a essere protagonista su entrambi i fronti e con tanta intensità.

PRIMI PASSI. Nato in Belgio da famiglia congolese, cresce nel settore giovanile del Guingamp, dove nel 2012/2013 conquista la promozione in Ligue 1 da secondo dietro al Monaco e davanti al Nantes in un campionato infarcito di squadre blasonate. Non debutterà coi rossoneri nella massima serie, perché il Marsiglia lo preleverà in estate per regalargli il sogno Champions League.

TITOLARE AL VELODROME. Con l’OM, Imbula scala le gerarchie della Ligue 1 e debutta già dal primo anno nell’Europa che conta nel girone di ferro con Napoli, Arsenal e Borussia Dortmund. Il Marsiglia concluderà ultimo a 0 punti, ma sui taccuini degli addetti ai lavori di mezzo continente si scriverà il nome di Imbula.

Dopo un primo anno (2013/2014) di ambientamento, diventa titolare incostrastato nel 4-2-3-1 di Marcelo Bielsa. Con l’ex Juve Mario Lemina costruisce uno schermo che fa dormire sonni tranquilli ai tifosi marsigliesi mentre sognano con Payet, Thauvin, Ayew e Gignac. L’assalto al piazzamento Champions fallirà per un soffio nonostante la vittoria nello scontro diretto col Monaco a pochi turni dalla fine. Troppi punti persi all’andata e non bastò il finale monstre. Col Marsiglia, in totale, 76 presenze, 3 gol e 4 assist.

PORTO E QUERELLE MILANESE. In estate arriva il corteggiamento dell’Inter. Roberto Mancini vorrebbe costruire il tandem Kondogbia-Imbula, ma la trattativa non va in porto. In un periodo critico per i neroazzurri sul fronte mercato, dato che fallì l’assalto a Salah, il padre e procuratore Willy Ndangi rilasciò un’intervista al veleno poco dopo aver dirottato Imbula al Porto, che sborsò 40 milioni.

“Io ero interessato al passaggio del ragazzo all’Inter – esordì in un’intervista poi ripresa dalla Gazzetta dello Sport – ma Mancini non si degnò di parlare. Si sono svegliati solo quando hanno visto l’interessamento del Porto. Gli intermediari, poi, mi hanno recapitato dei messaggi minacciosi“. Si parlò anche dell’intermediazione di un fondo, Doyen, per permettere il passaggio al Porto, ma Ndangi negò.

In verità, si dice, Imbula fu un’esca dell’Inter per arrivare infine a Kondogbia, all’epoca corteggiatissimo anche dal Milan in uno speciale derby di mercato. Fatto sta, che lo sbarco al Do Dragao non fu il definitivo salto tra i top player d’Europa. L’inizio da titolare, la voglia di crescere ancora e la Champions (Porto poi qualificato agli ottavi) ci sono, ma già in novembre la continuità si perde. Herrera e Danilo Pereira lo scalzano nelle scelte di Lopetegui per compleatare il 4-3-3 con Neves e Andrè Andrè.

COI POTTERS. Dopo sole 21 presenze, a gennaio del 2016 Imbula lascia il Porto. Destinazione Gran Bretagna, Stoke on Trent. In Inghilterra si porrà l’accento sul suo carattere difficile. Dopo una positiva conclusione dell’annata 2015/2016, finisce sul banco degli imputati a seguito dell’avvio choc dei Potters nella stagione successiva.

La “quantità” di Imbula, secondo il tecnico Mark Hughes ottimo nella visione di gioco palla al piede e potente nei contrasti, non giovò ai biancorossi, che lo relegarono tra le seconde scelte. Nel girone di ritorno, addirittura, il ragazzo vide il campo per soli 7′ totali, naturalmente da subentrato. 2′ in Manchester United-Stoke e 5′ in Manchester City-Stoke. Svilente per un atleta che nei due anni precedenti aveva giocato la Champions.

Le porte della Premier League si aprirono per il forte desiderio di Hughes, che descriveva Imbula come un centrocampista difensivo con molte qualità tipiche del ruolo, ma anche capace di disimpegnarsi in un reparto a tre al fine di dare più opzioni. Gli anni a venire daranno una diversa conformazione al calciatore, definito a tal riguardo “unico” e “da inserire” nelle sue caratteristiche tattiche.

PENTIMENTO STOKE. L’esperienza con lo Stoke City fu la peggiore della carriera del franco-congolese.  In un’intervista resa a RMC Sport, Imbula parlava così della sua estate il 14 agosto scorso: “Sono qui allo Stoke, mi alleno dal 1 luglio, e, a seguito di accordi con la società, mi alleno con l’under 23. Cerco un progetto di medio lungo termine per riprendere il filo della carriera e trovare il piacere che ho avuto in Spagna (al Rayo Vallecano lo scorso campionato, ndr).

E poi la confessione: “Non ho pentimenti, ora ho più esperienza. La scelta peggiore della mia carriera è stata venire allo Stoke. Sono stato impaziente al Porto, abbiamo cambiato allenatori e dovevo adattarmi al campionato. In tal caso avrei avuto l’opportunità di giocare. Ora però non si può ritornare indietro”.

LOTTA SALVEZZA. Due anni fa, il ritorno in Ligue 1 al Tolosa. Lottare per i bassifondi della graduatoria non è facile, ma dall’altra parte torna pian piano la continuità di gioco avuta un tempo. I viola francesi si salveranno solo dopo il play-out con l’Ajaccio, ultima partita prima del ritorno (temporaneo) allo Stoke per poi volare in Spagna al Rayo Vallecano. Qui la missione-salvezza fallirà e, dopo una serie negativa di sette sconfitte tra febbraio e marzo, Imbula non sarà più mandato in campo dal nuovo tecnico Paco Jemez, subentrato a Michel che invece lo riteneva una colonna dell’undici.

NON NAZIONALE. La carriera di Imbula non è stata fortunatissima neanche con le selezioni nazionali. Dopo le esperienze con Under 20 e Under 21 della Francia, ha aspettato invano per anni una convocazione dei Bleus, ignorando le chiamate dalla Repubblica Democratica del Congo.

Una volta perse le speranze di mandare in gol Giroud, Griezmann e Mbappè, il 26enne era pronto a partecipare alla Coppa d’Africa appena conclusa con la vittoria dell’Egitto. La regolarizzazione con la FIFA, però, non si concluse in tempo: ancora niente Nazionale maggiore.

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